Rivoluzione in atto, la Premier League fa scuola: il Var e un mese di calciomercato in meno, il calcio come lo conosciamo non esisterà più.

Il calcio sta cambiando. Tante sono le rivoluzioni che quest’anno hanno visto protagonista questo sport, che si trova, di fatto, nell’anno 0 della sua storia.

La tecnologia ha investito il movimento calcistico: prima con la goal technology, poi con il Var(Video Assistant Referee), chiamata comunemente moviola in campo che permette all’arbitro di riesaminare e rivedere le proprie scelte o di segnalare gli episodi più gravi, come un mancato rigore ed espulsione.

Questo nuovo supporto tecnologico è stato più volte, nel corso di queste prime settimane di campionato, messo in discussione sia dagli addetti ai lavori sia dagli stessi calciatori, tra cui ricordiamo, in particolar modo, Gianluigi Buffon.

Parafrasando il numero uno azzurro, attraverso l’uso del Var, non c’è più calcio: tanti sono i rigori dati, anche al minimo contatto, e tante sono le interruzioni che spezzano il gioco e impediscono di fare la propria partita. Ma non si può tornare indietro.

Il calcio, dicevamo, sta cambiando. Il Var non è l’unico segnale di un movimento che vuole svecchiarsi e avvicinarsi al modello americano. Il calcio si sta evolvendo e rivoluzionando a partire dalle sue fondamenta, che adesso non sono più così solide.

La rivoluzione ha come epicentro l’Inghilterra. I club di Premier League hanno infatti deciso di terminare il calciomercato il giovedì precedente alla prima giornata del campionato, il 9 agosto 2018.

Una scelta coraggiosa, ma intelligente, che ha lo scopo di preservare sia i calciatori che i club, nell’estate dei certificati medici e delle grandi fughe. I giocatori potranno così concentrarsi solo sull’inizio della nuova stagione, senza essere particolarmente pressati dalle chiamate dei direttori sportivi o dai propri agenti.

La nuova regola sarà applicabile solo ai calciatori acquistabili dai club di Premier, mentre sarà possibile cedere i propri tesserati alle altre leghe, dalla serie A alla Liga, passando per la MSL.

Come sempre nella storia, le rivoluzioni non riguardano mai un solo singolo paese: la scelta presa dai club inglesi influenzerà anche le altre leghe europee, in particolar modo i club italiani.

Molti dirigenti di serie A, in questo periodo, hanno sostenuto la scelta della Premier League, spingendo anche il campionato nostrano verso questa direzione. Tra i supporters di questa rivoluzione Marotta, Monchi, Petrachi e il ds rossonero Mirabelli. 

Il calcio come noi lo conosciamo, da qui a pochi anni, non esisterà più.

Si diranno addio ai colpi del condor negli ultimi giorni d’agosto, mentre si favorirà la programmazione.

La strada del cambiamento è ormai stata presa.

Con o senza polemiche, il Var diventerà partire integrante del nostro modo di concepire il calcio e il mercato diventerà più breve, contrariamente agli interessi dei vari Raiola&Co.
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