Il Sassuolo cambia pelle, si trasforma, saluta alcuni punti fermi degli ultimi anni ma allo stesso tempo mette buone basi per il futuro, a partire da questa stagione che è appena iniziata. La squadra emiliana ha infatti perso mister De Zerbi, Locatelli e Caputo, ceduto a sorpresa ieri alla Sampdoria durante l’ultimo giorno di mercato. Il nuovo allenatore è Alessio Dionisi, che anno scorso ha vinto e convinto in Serie B con l’Empoli ed ora prova il salto di qualità alla guida di una squadra ambiziosa e con margini di miglioramento.

Come sarà il nuovo Sassuolo?

Molti si sono chiesti e continuano a chiedersi che forma potrà prendere il nuovo Sassuolo, nelle prime due uscite di campionato Dionisi ha riproposto il 4-2-3-1 utilizzato spesso da De Zerbi ma per comprendere bene una squadra è sbagliato e insufficiente limitarsi al modulo in termini numerici, ma è invece fondamentale spiegare come verrà interpretato dalla squadra e su quali giocatori fare maggiormente attenzione.

Dionisi nelle prime due partite di campionato ha schierato la stessa formazione titolare, all’esordio è arrivata una vittoria sul campo del Verona (3-2) mentre nella successiva il Sassuolo ha pareggiato 0-0 contro la Sampdoria seppur meritando qualcosa in più. Consigli in porta, linea difensiva a 4 composta da Toljan a destra e Rogerio a sinistra mentre al centro hanno agito Ferrari e Chiriches. A centrocampo Maxime Lopez ha duettato con Frattesi, sulla trequarti (in attesa del recupero di Berardi che ha avuto un problema fisico) Djuricic, Raspadori e Boga sono stati schierati dietro a Caputo.

Lo stesso Caputo ieri ha salutato il Sassuolo per accasarsi proprio alla Sampdoria, ultima squadra affrontata con la maglia neroverde ed ora mister Dionisi verosimilmente punterà su Scamacca o Raspadori al suo posto. Raspadori può essere utilizzato sia da trequartista che da punta davanti al tridente, mentre Djuricic potrà dare il suo contributo sia da trequartista ma anche da esterno nel tridente. Il Sassuolo non ha perso, e dubitiamo la perderà in futuro, la sua vena offensiva, e per cui la squadra di Dionisi si candida a lottare per le prime 10 posizioni. In fase offensiva Dionisi può sfruttare l’imprevedibilità dei suoi uomini, è lecito non aspettarsi posizioni fisse ma molta mobilità in modo da non lasciare dei punti di riferimento agli avversari.

Maxime Lopez con compiti più offensivi

Un giocatore che quest’anno può crescere e diventare una pedina preziosa è Maxime Lopez, che senza Locatelli potrà avere compiti più offensivi rispetto ad anno scorso. Già in queste prime due partite Lopez è stato diverse volte protagonista nelle azioni d’attacco del Sassuolo, dialogando bene con i compagni e cercando più di una volta la conclusione verso la porta. Non è un giocatore da cui bisogna aspettarsi 10 gol a campionato, ma di certo è uno in grado di costruire pericoli e ha le carte in regola per diventare un importante uomo assist. L’intesa con i compagni è già buona, contro Verona e Sampdoria abbiamo potuto notare come cerchi spesso l’uno-due e ha mostrato di avere un’ottima visione di gioco e capacità di trovare e all’occorrenza creare spazi. Le sue buone qualità di palleggio saranno molto importanti specie quando la partita è bloccata e servono le classiche intuizioni “dal nulla”.

Djuricic con più responsabilità, occasione per Raspadori e Scamacca

Maggiori responsabilità le avrà Djuricic, chiamato a fare il salto di qualità ed essere meno discontinuo. Non solo in termini di gol e assist ma soprattutto di prestazioni. Con gli addii di Locatelli e Caputo, il fantasista è uno dei giocatori da cui ci si aspetta di più in termini di concretezza e l’inizio fin qui è promettente. In ogni azione è coinvolto, i compagni lo cercano e lui risponde presente con buone iniziative. Con il Verona tra l’altro ha segnato il gol del momentaneo 2-0, dopo aver propiziato il gol del vantaggio con un grande assist per Raspadori.

A proposito di Raspadori, la sua permanenza insieme a quella di Scamacca è un segnale molto importante. I due giocatori, rispettivamente classe 2000 e 1999, hanno ricevuto interesse da diverse squadre durante il mercato ma, specie con un approdo in una big, il loro spazio sarebbe stato ridotto e nelle gerarchie sarebbero partiti in fondo. Quest’anno al Sassuolo potranno giocare più liberi e senza pressioni, in un ambiente capace di far risaltare i singoli e che punta molto sui giovani. Inoltre, Raspadori e Scamacca potranno trasferirsi in una big dopo esser ulteriormente maturati, con la possibilità di approdare in una grande squadra con un ruolo importante e non di semplice riserva. Allo stesso tempo il Sassuolo potrà guadagnare di più economicamente da una loro cessione. A tutti conviene questa situazione.

Il gioco offensivo del Sassuolo metterà in mostra anche i terzini, i quali spingeranno molto fino a diventare delle ali aggiunte. Il Sassuolo cambia ma non perde le proprie ambizioni. Anzi, da quanto fatto vedere esistono presupposti per crescere ancora e il Sassuolo continuerà a infastidire ogni squadra che incontrerà. Per quanto riguarda gli obiettivi, di sicuro Dionisi proverà a piazzarsi tra i primi 10, è sbagliato chiedere di più. E’ un Sassuolo cambiato ma che non ha perso la propria identità. Si è rinnovato e mantiene la solita qualità aggiungendo un giovane allenatore e puntando su calciatori promettenti che hanno voglia di diventare protagonisti. Le basi per il presente e per il futuro sono più che solide.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo