Il calciomercato, si sa, è fonte di grande intrattenimento per tutti gli appassionati durante i mesi estivi in cui non ci sono partite di campionato da poter seguire. Tutti gli appassionati, fatta eccezione per i tifosi biancocelesti: per loro il periodo tra giugno e agosto è più che altro una fonte di angoscia e sconforto, che portano ben presto al disinteresse più totale.
Nonostante questo, da Formello sono già usciti tre titolari a parametro zero e l’organico richiede innesti per giocare ogni 3 giorni, così come il nuovo calendario imporrà. A questo si aggiunge il solito problema di liquidità e la necessità di abbassare il monte ingaggi del 10%. Attorno a Formello c’è calma piatta, ma mancano circa due settimane al ritiro di Auronzo e Sarri si aspetta novità: ecco il punto sui nomi usciti finora.

Capitolo portiere: il gusto dell’imprevisto 

Meno di 20 giorni fa, l’estremo difensore più vicino a Formello era Marco Carnesecchi, miglior portiere della Serie B 21/22, capitano della Nazionale Under 21, reattivo tra i pali ma anche molto bravo con i piedi, nelle uscite basse e con la personalità giusta per guidare la difesa. La trattativa era ben impostata e il ragazzo spingeva per venire a Roma poi l’imprevisto: spalla lussata, qualche giorno di riflessione e a ruota l’operazione da cui si riprenderà al 100% solo tra 4 mesi.

Di qui le riflessioni. Da un lato la volontà di Sarri di puntare sul classe 2000 a prescindere perché potrebbe essere il portiere dei prossimi anni biancocelesti, o magari garantire una plusvalenza. Dall’altro le necessità societarie, che dopo il rinnovo annuale (per clausola) a 1.7 milioni netti di Pepe Reina non permettono alcun tipo di ulteriore investimento: puntare sull’ex Cremonese equivarrebbe a giocare circa 18 partite tra tutte le competizioni con quello che è stato nell’ultimo anno, dati alla mano, tra i 5 peggiori portieri d’Europa. Salgono allora le quotazioni delle alternative, un po’ come avvenuto con Kostic-Zaccagni lo scorso agosto: Vicario è un profilo apprezzato dal mister, ma costa più di 13 milioni (è stato riscattato a 9 dal Cagliari + il 10% della futura cessione). Sullo sfondo restano Kepa e Neto le immancabili “suggestioni esotiche”, irraggiungibili per limiti di budget, e Sergio Rico con cui c’è già un accordo.

Una difesa da rifondare abbattendo l’età media

Da almeno 2 anni si invoca un restyling totale del reparto più debole della rosa, ma anche quest’anno non sembra ci saranno rivoluzioni. Il rinnovo di Patric fino al 2027 a oltre un milione netto di stipendio annuo lo candida ad essere un co-titolare. Il dominante di piede mancino a livello teorico non potrebbe essere Acerbi, apparso in difficoltà per tutto l’anno e in rottura con l’ambiente. Date queste premesse, l’acquisto a parametro zero di Alessio Romagnoli sembrava essere il miglior punto di partenza possibile. Il capitano del Milan per caratteristiche avrebbe bisogno di tempo per adattarsi alla linea alta voluta da Sarri, ma le qualità sono indiscusse e potrebbe venire a rilanciarsi (anche in ottica Nazionale) nella sua squadra del cuore. Nonostante ciò, l’accordo non è ancora concluso e la trattativa prosegue da circa 9 mesi.

Il secondo nome più citato in orbita Lazio è quello di Nicolò Casale. Il difensore del Verona è stato richiesto da Sarri, è già abituato a una linea più aggressiva ma anche per lui sarà necessario un periodo di adattamento, non avendo mai giocato da centrale a 4. I rapporti tra Lotito e Setti sono buoni, ma già a gennaio non si era trovato l’accordo e, con il passare del tempo, sul classe ’98 si sono fiondate anche Roma e Atalanta. 

Terzo e ultimo nome su cui si sta lavorando è Victor Chust: quest’anno ha raccolto 29 partite nel Cadice salvatosi al cardiopalma in Liga e, in attesa di conoscere il proprio futuro, è tornato al Real Madrid. Il problema per il 22enne cercato anche dall’Empoli è che Lotito non vorrebbe garantire ai Blancos alcun diritto di recompra.

Un’altra priorità è il terzino mancino, visto che in quel ruolo  il titolare è un Marusic adattato con alternative Hysaj, Kamenovic e Radu. Attualmente non ci sono nomi concreti; Sarri gradirebbe Parisi o Emerson Palmieri, ma entrambi sono fuori budget e senza uscite è difficile entri qualcuno.

Il vertice basso alla Sarri e una mezzala di corsa

Marcos Antonio è ufficialmente il primo acquisto biancoceleste dell’estate 2022: l’accordo con lo Shakhtar (8 milioni +2 di bonus) è totale. Il classe 2000 è un grande palleggiatore, ha molta qualità e ha giocato sia da vertice basso nel 4141 sia da mediano a 2 nel 4231 con De Zerbi: è anche un giocatore con tratti più offensivi del classico metronomo, dotato anche di una certa “esuberanza” tattica su cui Sarri potrà lavorare e divertirsi. Da capire invece l’apporto in fase di non possesso, vera grande lacuna del centrocampo laziale. Sarebbe perfetta una mezzala di gamba alla Allan, alla Nandez o magari fare un tentativo per Torreira (spostando a quel punto Marcos Antonio come mezzala).

Un altro nome uscito con insistenza (con cui c’è l’accordo con l’agente) è quello di Ivan Ilic: la richiesta del Verona di 18 milioni di euro e la concorrenza agguerrita dell’Atalanta del neo ds Tony D’Amico hanno complicato e non poco la trattativa.

Dulcis in fundo, un vice-Immobile

Tra i 4 giocatori promessi a Sarri per il primo giorno di ritiro c’era anche il tanto vituperato vice-Immobile, un giocatore non semplice da trovare perché a lui è richiesto di fare molta panchina, giocare magari qualche partita minore (a meno di infortuni) ma al contempo di non far rimpiangere eccessivamente il 4 volte capo-cannoniere della Serie A.

Se Muriqi rientrerà alla base dal Maiorca in attesa di trovare sistemazione, Cabral potrebbe essere riscattato ma solo con uno sconto sulla cifra pattuita (magari a meno di 5 milioni).
Sullo sfondo Caputo e Mertens, profili d’esperienza difficili da raggiungere per motivi diversi: il primo per il conguaglio (circa 3 milioni cash) richiesto dalla Sampdoria per liberarlo, il secondo per richieste di stipendio e, forse, la volontà di rimanere a Napoli per concludere anche questa telenovela.

Sembra svanito anche qui il sogno di un attaccante di riserva giovane, magari in grado di fare anche l’esterno d’attacco ma al contempo di crescere alle spalle di Immobile (che compirà 33 anni tra pochi mesi): Burkardt, Sesko e Botheim, usciti a gennaio, sono destinati a restare delle suggestioni.

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.