L’Inter ha vinto il derby contro il Milan per 0-3, dando una prova di superiorità evidente contro gli acerrimi rivali e partendo in quella che può considerarsi la prima vera minifuga del campionato, con 4 punti di vantaggio accumulati sulla seconda in classifica.

Dopo un inseguimento durato praticamente per quasi un girone intero, l’Inter è riuscita prima a superare e poi ad allungare sul Milan, dimostrandosi ormai una squadra matura e con un’identità di gioco ben precisa.

Da dove è nata, però, questa crescita dal punto di vista dei risultati e del gioco? Come viene applicato e quale è il pregio di questa variante nerazzurra del 3-5-2 contiano?

La svolta della stagione dell’Inter

La partita della svolta

La svolta nell’annata interista, per fortuna o per sfortuna, nasce dall’eliminazione dalle coppe europee e dal successo ottenuto contro il Sassuolo per 0-3 dopo un periodo difficile dal punto di vista dei risultati in casa meneghina. In quel match Antonio Conte decide di tornare al più classico dei 3-5-2, abbandonando il 3-4-1-2 che aveva provato a testare fino a quel momento, abbassando molto il baricentro della squadra rispetto ai match precedenti, dove la squadra aveva subito troppe reti provando ad attuare un pressing alto volto a mettere alle strette gli avversari.

Abbassando il baricentro, di conseguenza si è giocato meno in ampiezza in fase difensiva ma anzi ripiegando rapidamente e chiudendo ogni pertugio disponibile, esaltando così le qualità di giocatori eccellenti nell’uno contro uno come ad esempio Skriniar.

Il modus operandi dell’Inter

Nelle ultime partite, però, dove i nerazzurri hanno racimolato risultati positivi è stata parecchio evidente una nuova applicazione nella formazione di Antonio Conte: un pressing non continuo, ma ad intermittenza, come se il tecnico interista avesse in mano un’interruttore con cui guida la propria squadra.

Si nota principalmente come l’Inter riesca ad andare a folate, in modo da non riuscire a consumare energie inutilmente ed essere in grado di arrivare anche a fine partita con la mente lucida e condizione atletica ottimale, aspetto da non sottovalutare in un campionato particolare come quello che stiamo vivendo, dove i nerazzurri possono sfruttare il fatto di giocare solo una volta a settimana.

Altra cosa fondamentale è notare come l’Inter sia diventata, a differenza di inizio stagione, una squadra capace di saper soffrire nei momenti più difficili della partita, sfruttando anche con grande capacità un’arma letale come quella del contropiede: difesa composta da linee molto strette fra di loro ed, una volta recuperata palla, capace di ripartire con grande velocità sfruttando la qualità tecnica eccelsa di palleggio dei suoi tre difensori capaci di innescare o i due esterni molto veloci e forti fisicamente ossia Perisic ed Hakimi, oltre che a un Barella in grado di spaccare in due la difesa avversaria con la sua conduzione palla al piede, senza dimenticare la grande capacità in dribbling e di gestione del pallone di Lautaro unita alle eccellenti qualità di strapotere fisico di Lukaku.

La prova di forza dei nerazzurri nel derby

Lo Scudetto non è più utopia, anzi

In sintesi sembra che finalmente Antonio Conte sia riuscito a trovare il modo ideale di far rendere la sua Inter, riuscendo a recuperare dei giocatori che sembravano persi fino all’anno scorso come Skriniar, Perisic ed Eriksen, oltre che a valorizzarne altri come Barella e Bastoni, il tutto unendo un gioco piacevole da vedere con la squadra che segue un preciso dettame tattico unendo a questo anche la conquista di risultati importanti, anche nei big match, una cosa mancata spesso nella scorsa stagione: con un’Inter e un Conte così, lo Scudetto non è più utopia.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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