Il nuovo Pjanic: come è cambiato il centrocampista della Juventus con l’arrivo di Sarri

Voglio vedere Pjanic toccare 150 palloni”. Questa frase, presa e ripresa durante questi primi due mesi stagionali, fu una delle affermazioni di Maurizio Sarri nella conferenza stampa d’esordio da allenatore della Juventus. Una frase che fin da subito ha messo in chiaro l’importanza del centrocampista bosniaco all’interno della squadra bianconera.

Non fu una frase banale, Sarri aveva già in mente che Pjanic sarebbe diventato uno dei pilastri della nuova Juve che in quel momento doveva ancora prendere completamente forma. Ma a metà giugno, quando il mercato era ancora in fase embrionale, Sarri senza troppi giri di parole ha indicato chi non sarebbe stato ceduto e soprattutto chi potrà essere uno dei giocatori con più minutaggio in stagione.

9 SU 10 DA TITOLARE

Sarri a differenza di Allegri è un allenatore abituato a cambiare poco e non stravolgere la squadra ogni settimana. Su 10 incontri stagionali, 8 di Serie A e 2 di Champions League, Pjanic è partito titolare 9 volte ma nell’unico match in cui ha iniziato in panchina è poi subentrato (in casa contro il Verona). Stasera la Juve sarà impegnata contro il Lokomotiv Mosca in Champions e Pjanic si candida ad essere di nuovo protagonista da titolare.

Come accennato in precedenza, Allegri era solito ruotare spesso i giocatori e per cui Pjanic, specie in partite sulla carta semplici, è stato più volte sacrificato. Sarri non intende contraddirsi e ha infatti lanciato quasi sempre il bosniaco da titolare e la qualità delle sue prestazioni è notevolmente migliorata come suggeriscono (anche ma non solo) i numeri.

3 GOL, PUNIZIONI NON PIU’ DIPENDENZA

Pjanic è sempre stato uno da 5-6 gol stagionali e la maggior parte delle sue reti nascevano dai calci di punizione, la sua più grande specialità. Ciò che sorprende fin qui non sono esclusivamente i 3 gol in campionato, ma soprattutto il fatto che nessuno sia arrivato su punizione. Il primo contro il Brescia, la punizione la calciò Dybala ma Pjanic realizzò dopo la respinta della barriera. Il secondo un eurogol contro la Spal e l’ultimo molto recente, sabato scorso contro il Bologna, rete che ha deciso una partita complicata per i bianconeri.

Se le punizioni sembrano essere di proprietà di Ronaldo, anche senza ottimi risultati, Pjanic si impegna a rientrare nella casella dei marcatori segnando su azione, gol per altro non semplicissimi.

SI ALZA LA QUALITA’

Non è più il Pjanic discontinuo di una volta, quello capace di fornire un’ottima prestazione in una partita per poi essere sottotono nelle successive. Ogni azione passa dai suoi piedi, sono aumentate le verticalizzazioni in avanti, forse proprio quello che gli mancava negli anni scorsi. In una Juve incentrata più offensivamente, Pjanic assume un ruolo fondamentale perché dal suo piede possono nascere veri e propri assist per i vari Ronaldo, Higuain, Dybala o chi per loro. Un esempio è il gol proprio di Dybala contro l’Inter, con il numero 10 mandato in porta da un lancio del bosniaco.

Se la Juventus cerca di costruire molte occasioni da gol, la palla deve essere giocata il più possibile in avanti e Pjanic ha le giuste caratteristiche sia per costruire il gioco dal basso con i vari Khedira e Matuidi, tra i più utilizzati a centrocampo, che partecipano all’azione portando palla in avanti sia per spedire la sfera direttamente in fase offensiva.

NON SOLO ATTACCO

Per ora abbiamo spiegato il contributo di Pjanic sul fronte attacco tra gol e assist ma non si deve sottovalutare il lavoro del giocatore in fase difensiva. Pjanic, su ordine del proprio tecnico, quest’anno tocca molti più palloni ma è da sottolineare come la maggior parte di questi siano giocati da un suo recupero palla. Non solo è sempre al posto giusto al momento giusto quando c’è da ricevere il passaggio, ma presente anche ogni volta che c’è da aggredire i portatori di palla avversari e, in maniera elegante e senza rischiare falli e giocate azzardate, riesce a sottrarre il possesso e far ricominciare il gioco alla sua Juve.

Usiamo il termine “sua” non a caso, quest’anno Pjanic è davvero indispensabile per la Juventus e in ogni partita è sempre entrato in campo, sia dal primo minuto o nel corso della ripresa. Tanti palloni toccati, altrettanti recuperati, 3 gol e due mesi fin qui che lo rendono uno degli uomini imprescindibili di Sarri. Il tecnico lo aveva messo al centro del progetto fin da subito, Pjanic non ha tradito.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008