A più di una settimana di distanza dall’accaduto, possiamo tranquillamente affermare che la scomparsa di Diego Armando Maradona è stato un evento memorabile che segnerà senza dubbio un’epoca storica, un qualcosa che tra decenni potremmo raccontare per ore. Magari sembrerà lapalissiano, ma un conto è stato pensarlo, immaginare che anche queste divinità sportive prima o poi ci lasciassero. Un conto è quando succede, quando realizzi a fatica che un semplice uomo che ha fatto gioire, piangere, innamorare milioni e milioni di persone decide di lasciarci. Per fortuna, dietro a questi bruttissimi eventi, esiste il ricordo vale a dire la migliore maniera di onorare e ringraziare chi non c’è più.

Le lacrime di Dalma alla Bombonera

Domenica 29 novembre, quattro giorni dopo la morte del Pibe de Oro, si affrontano Boca Juniors-Newell’s Old Boys. Una causalità toccante visto che rappresentano le ultime due maglie vestite da Diego nella sua carriera. A vincere è il Boca grazie alla doppietta di Edwin Cardona nel primo tempo: il trequartista numero otto, dopo aver realizzato il momentaneo 1-0 su calcio di punizione, è andato ad esultare insieme a tutta la squadra omaggiando Maradona sotto gli occhi lucidi di Dalma, la figlia del Diez. Un’immagine da brividi se unita ai tanti bei momenti passati da Dalma e suo padre alla Bombonera.

L’omaggio di Messi

Minuto 73′, stadio Camp Nou. Il Barcellona sta vincendo nettamente contro un Osasuna mai domo. Il gran gol di Griezmann aveva già dato un grande motivo per ricordare questa giornata, ma mancava il punto esclamativo. Mancava l’omaggio del più grande dei giorni nostri verso il più grande della storia. Mancava il gol di Messi che puntualmente è arrivato: palla sul suo sinistro e poesia, palla sotto l’incrocio, via la maglia del Barça ed ecco quella con il 10 del Newell’s Old Boys, squadra che accomuna sia Messi sia Maradona avendola vestita entrambi.

Oltre il calcio

Ci allontaniamo dal mondo del calcio per causa di forza maggiore, chiudere gli occhi davanti ad una manifestazione di affetto del genere sarebbe come commettere un delitto. Gli All Blacks, prima della sacra Haka, hanno posto a metà campo la maglia neozelandese di rugby personalizzata per Maradona davanti all’Argentina. Una meravigliosa dimostrazione di affetto che eleva Maradona oltre al calcio, se mai ce ne fosse bisogno.

“Life is Live”

Una delle scene più iconiche di Maradona è quella che lo ritrae durante il riscaldamento prima del ritorno della semifinale di Coppa Uefa contro il Bayern Monaco. Al netto dell’emozione che avrebbe colpito chiunque, Diego balla e palleggia con in sottofondo “Live is Life” degli Opus dimostrando ancora una volta di come fosse differente dal resto del mondo. A pochi minuti da una delle partite più importanti della storia del Napoli, Diego la viveva con una tranquillità e serenità inaudita. A onorarlo nella stesso modo sono stati in tanti tra cui Tagliafico dell’Ajax, Gervinho del Parma e Boateng del Monza.

Le parole di Neymar

Come ovvio che sia, i grandi del presente non dimenticano il passato. Anche Neymar si è soffermato su Maradona dopo la partita di Champions League del suo Paris Saint-Germain. Il brasiliano racconta un aneddoto di oltre 15 anni fa: «Quando avevo circa 12 anni, avevo appena iniziato al Santos, sono andato a vedere una partita di showball tra Brasile e Argentina di ex giocatori. Siccome l’autobus della squadra brasiliana era pieno di persone, non potendo accompagnarli, mi hanno messo sull’autobus dell’Argentina. Sono stati due i ragazzi che si sono distinti molto per accogliermi: Mancuso e Maradona. Si sono seduti insieme, hanno iniziato a suonare con me e tenermi compagnia. Quando sono arrivato allo stadio mi hanno portato negli spogliatoi argentini e infine in campo. Lì Maradona mi ha chiamato per fare la foto, non dimenticherò mai quel gesto».

L’eterno amico Pelè

«Una vera leggenda. Ma soprattutto, per me, sarai sempre un grande amico, con un cuore ancora più grande. […] Mio grande amico, grazie mille per tutto il nostro viaggio. Un giorno, in paradiso, giocheremo insieme nella stessa squadra». Parole che hanno un significato ancora più profondo se arrivano dalla bocca di Pelè. Due leggende che sembrano senza tempo e senza fine.

La dedica dell’Apache

Tra Carlos Tevez e Diego Maradona c’è un rapporto che va oltre un semplice sentimento. La morte del Pibe de Oro aveva devastato l’Apache che in comune accordo con il suo allenatore ha deciso di non prendere parte ala gara contro il Newell’s Old Boys

Tevez ha però recuperato contro l’Internacional di Porto Alegre scendendo in campo dal primo minuto e siglando la rete del definitivo 1-0 degli argentini in Brasile nel match valevole per l’andata degli ottavi di finale di Copa Libertadores. Un gol pesantissimo come il peso che aveva sullo stomaco Tevez: «Diego sicuramente ci stava guardando dall’alto. Ho indossato una maglia che mi ha donato anni fa e sono felice di aver segnato e di avergli regalato questa gioia, perchè sicuramente ci stava guardando dall’alto. Dedico il mio gol alla famiglia di Diego e alla mia. La sua morte è stato un duro colpo per tutti quanti, non è un bel momento per tutti noi argentini, abbiamo perso un grande mito, un eroe, non era facile giocare oggi e faccio i complimenti ai miei compagni per come hanno giocato».

Per sempre Diego

Napoli è senz’altro la città europea che ha sofferto di più la scomparsa di Diego. D’altronde in tutta la città, in ogni angolo, è molto facile imbattersi in un murales, disegno, adesivo, maglia o qualunque ricordo legato a Maradona. Lì, dove Diego è una divinità al pari d San Gennaro, non potevano che dedicare il nome dello stadio al più grande eroe calcistico passato per il capoluogo campano.

Por siempre Diego

Quella che era la Copa de la Liga Profesional de Fútbol Argentino, è e sarà per sempre la Copa Diego Armando Maradona. Un avvenimento storico paragonabile alla scelta di chiamare Johan Cruijff Schaal la Supercoppa Olandese. Un riconoscimento per pochissimi, battezzato nel match tra Rosaro Central e River Plate con tanto di “10” replicato in campo dai rispettivi calciatori e un quadro di Maradona ritratto durante il bacio alla Coppa del Mondo conquistata con la sua amata Albiceleste.

Il pianto italo-argentino

Italia e Argentina rappresentano le due metà del cuore di Diego Maradona. A dimostrarlo durante il minuto di silenzio in Everton-Leeds sono stati i rispettivi allenatori Carlo Ancelotti, con cui ha condiviso i campi di Serie A per anni, e Marcelo Bielsa, a pezzi per la perdita di Diego come testimonia un suo audio divenuto virale sul web.

L’ultimo saluto del popolo

Non si potrebbe chiudere in maniera migliore questo articolo: l’ultimo saluto del popolo argentino a Diego Armando Maradona rappresenta più di ogni altro gesto l’attaccamento e l’amore verso di lui. C’è chi si dispera, chi reagisce con rabbia alla fine prematura della vita del Pibe, chi piange a dirotto e chi lancia sciarpe e maglie per mostrare vicinanza al Dio del calcio. Immagine forti destinate a rimanere scolpite per sempre nelle nostre menti. Hasta siempre Diego.

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