Se le lacrime versate dal mondo del calcio per la morte di Diego Armando Maradona non fossero state abbastanza, ecco che a distanza di pochi giorni ci ritroviamo di nuovo a piangere un simbolo di una generazione come Paolo Rossi.

L’ex attaccante della Nazionale italiana, tra i protagonisti nel successo mondiale di Spagna 1982 (grazie alle reti rifilate al Brasile, alla Polonia e alla Germania) è passato a miglior vita all’età di 64 anni. A dare l’annuncio è stato il giornalista RAI Enrico Varriale.

Impossibile dimenticare la tripletta rifilata al Brasile che valse il passaggio del turno in occasione dei Mondiali ’82: gesta tramandate a posteriori anche alle generazioni future e che resteranno scritte indelebili nella storia, come punto focale del percorso che vide gli Azzurri alzare al cielo per la terza volta la Coppa del Mondo.

Attaccante veloce e opportunista, dopo essersi formato nei campi di periferia toscani vicini alla sua Prato, si trasferì a 16 anni alla Juventus. Di qui il prestito al Como in A ed il trasferimento a 20 anni in Serie B alla Lanerossi Vicenza, di cui divenne il trascinatore laureandosi capocannoniere con 21 gol ed ottenendo la promozione in Serie A, dove nelle due stagioni seguenti realizzò 39 reti che segnarono la definitiva esplosione con tanto di esordio in Nazionale oltre ad essere insignito del titolo di capocannoniere della Serie A 1977-78. In seguito alla retrocessione dei biancorossi, restò in Serie A sposando la maglia del Perugia, prima di far ritorno nell’anno del Mondiale alla Juventus. Nel mezzo, una squalifica per lo scandalo Totonero dove fu tacciato di aver truccato la partita Avellino-Perugia: accuse sempre rispedite al mittente che, tuttavia, lo hanno costretto a stare lontano dai campi nel fior della carriera per due interminabili anni.
Con la maglia bianconera conquistò due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa ed una Coppa Campioni.
Prima del ritiro, giunto all’età di 31 anni, vestì le maglie di Milan e Verona. Nel suo palmares individuale da evidenziare anche il Pallone d’Oro 1982, giunto dopo aver trascinato l’Italia sul tetto del Mondo con 6 reti (capocannoniere del Mondiale).

L’Italia piange uno dei suoi figli. Ciao Pablito.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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