Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha scritto una lunga lettere al giovane portiere del Milan Gianluigi Donnarumma, pubblicata oggi sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Di seguito la lettera.

Caro Gigio, buona parte della stampa italiana ha parlato di te. Non soltanto per il contratto con il Milan, per il quale ti faccio i miei migliori auguri, ma anche e soprattutto per la tua scelta di non sostenere l’esame di maturità. «Ha fatto bene, alla fine a cosa serve un pezzo di carta in un Paese come l’Italia di oggi?». «È stato un irresponsabile, è un personaggio pubblico e dovrebbe considerare il fatto di essere un modello per tante giovani e tanti giovani». Questi più o meno i commenti. 

Avrai sicuramente soppesato la tua scelta e non spetta ad altri giudicarla. Ma, voglio dirlo apertamente, spero che tu decida di concludere il tuo percorso di formazione, sostenendo l’Esame il prossimo anno, senza tentennamenti e con convinzione. Dimostrando, come hanno già fatto e stanno facendo altri campioni, che gambe e testa possono stare insieme, che sport ad alto livello e studio non sono incompatibili. Anzi. Hanno molto in comune: ambedue richiedono impegno, costanza, passione, fatica. Il tuo sarebbe un esempio prezioso per tutte quelle giovani e quei giovani che vedono in te e in altri sportivi un modello da inseguire. Che sognano di diventare come voi. 

Lo studio è una straordinaria occasione di crescita. È lo strumento che più di ogni altro può darci autonomia, indipendenza, pensiero critico, che può renderci cittadine e cittadini consapevoli, attivi. Solo la conoscenza genera vera libertà, consente a ciascuna e a ciascuno di trovare «la propria voce», la propria strada. 

Per chi pratica sport ad alto livello lo studio può diventare, a volte, una corsa a ostacoli. Lo capisco. Ma anche per questo, dopo anni di richieste proprio da parte del mondo sportivo, il Ministero dell’Istruzione, con la riforma Buona Scuola, ha avviato una sperimentazione didattica che viene incontro alle esigenze delle studentesse e degli studenti che sono anche atleti. Le scuole secondarie di secondo grado possono aderire a un programma innovativo, realizzato anche in collaborazione con Coni, Comitato Paralimpico e Lega Serie A, che prevede la realizzazione di progetti formativi personalizzati specifici per studentesse e studenti con particolari esigenze scolastiche. 

I primi risultati: nelle scorse settimane 70 studentesse e studenti agonisti hanno svolto l’Esame di Stato, 18 dei quali provenienti da squadre professionistiche della A e della B di calcio. Penso che siano numeri interessanti: confermano una sete di conoscenza, un’ambizione e un desiderio di crescita personale che non si esauriscono nella pratica agonistica di uno sport. Un po’ come parare un rigore, mettersi alla prova nello studio è una sfida che richiede passione, convinzione, coinvolgimento e sacrificio. Sono certa, Gigio, che anche tu, il prossimo anno, farai parte di questa squadra. Sei arrivato a un passo dal traguardo. Non mollare“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

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