Sabato sera a San Siro abbiamo assistito ad un ennesimo ribaltone del Milan di Pioli, con vittima questa volta l’Hellas Verona di Tudor.

Dopo una settimana tempestata di brutte notizie, con il bollettino medico più pieno che mai, i rossoneri sono riusciti a sfangarla rimontando i due gol fatti dagli ospiti nel primo tempo.

Il match di San Siro ha racchiuso più partite in una, con i ragazzi di Pioli che hanno dato l’ennesimo segnale importante a tutto il campionato portando a casa un 3-2 d’oro.

Il Verona spaventa, ma il Milan ruggisce

Il Milan scende in campo privato di Theo e Brahim causa Covid e senza Maignan dopo l’operazione subita in settimana.

Con Ballo Touré, Maldini e Tatarusanu al posto degli indisponibili “fuori quota” su cui i rossoneri hanno fatto tanto affidamento in queste prime giornate, l’inizio di partita è provante.

Il Verona pressa e non fa respirare il Milan, con Ballo Touré e Saelemaekers in evidente difficoltà nei primi minuti.

Al 7′ minuto un rimpallo al limite dell’area fa arrivare la palla a Caprari che piega le mani a Tatarusanu ed insacca l’1-0 dell’Hellas a San Siro.

Dopo una reazione d’orgoglio dei rossoneri capitata sui piedi di Maldini che non è riuscito a finalizzare, il Verona raddoppia dal dischetto su un fallo causato da Romagnoli su Kalinic, anche se le immagini evidenziano una netto pestone del croato sul capitano rossonero.

Barak segna il 2-0 e per il Milan sembra notte fonda.

Pioli negli spogliatoi traccia la strada, con la solita calma e fiducia che ripone nei suoi uomini, ed i rossoneri rientrano dal tunnel con un piglio diverso.

Fuori Saelemaekers e Maldini e dentro Krunic e Castillejo, con Leao che era entrano a fine primo tempo al posto dell’acciaccato Rebic.

La musica cambia a San Siro con il Milan che, spinto da una cornice di pubblico meravigliosa, aggredisce fin da subito il Verona.

Prima Leao dalla sinistra ubriaca di finte Ilic e disegna il pallone sulla testa di Giroud che spinge dentro ed accorcia le distanze, poi il guizzo di Castillejo procura un rigore a Kessié che spiazza Montipò e mette in pari la partita.

Dopo soli 2 minuti, sempre Castillejo tenta il cross e la deviazione piuttosto goffa di Gunter fa finire il pallone in rete; il Milan ha rimontato e San Siro è una bolgia.

I cori incessanti dall’inizio della partita, senza neanche un mugugno nei momenti di difficoltà del primo tempo, hanno riacceso l’orgoglio del Milan che nel secondo tempo ha chiuso l’Hellas nella sua metà campo.

I tanti indisponibili, il doppio svantaggio e la stanchezza di alcuni nazionali in campo sembravano delineare una serata storta per i rossoneri, ma nonostante tutto il Milan nel secondo tempo è rinato dalle ceneri del primo, facendo vivere una notte da sogno ai 40mila di San Siro.

La reazione dei meno impiegati

Ancora una volta in difficoltà, ed ancora una volta una vittoria.

Il Milan fa capire come le “sfortune muscolari” dei propri giocatori diano un motivo in più a chi scende in campo di dimostrare di potercela fare anche senza pezzi importanti della rosa.

Il caso di Castillejo è emblematico; entrato nel secondo tempo, dopo una sola presenza in campionato ed un’estate passata con un piede fuori da Milanello, ha creato scompiglio tra le linee avversarie procurandosi un rigore e l’autogol per la rimonta finale.

In estate ero più fuori che dentro, ma il destino ha voluto che rimanessi qui” spiega lo spagnolo.

E quello stesso destino ha voluto che quel suo cross al 78‘ venisse deviato da Gunter, cosi da completare la rimonta e da coronare una prestazione esemplare.

Un singolo caso che racchiude il vero “spirito Milan” di queste ultime stagioni.

Castillejo è solo uno dei giocatori che vivono all’ombra dei titolari e per forza di cose hanno un minutaggio più basso.

Come Ballo Touré, che da vice Theo non vede molto il campo, ma che dopo un inizio di partita rivedibile nel secondo tempo prende coraggio.

Oppure Maldini, che ha sfruttato l’indisponibilità di Brahim per mettere minuti nelle gambe e nel complesso giocare un buon primo tempo.

Pioli ha grande fiducia in tutti, a partire dal primo della rosa fino al magazziniere, e questo suo credere nel gruppo lo sta ripagando sul campo.

Testa al Porto

In vista del doppio confronto fondamentale in Champions League contro il Porto, il Milan deve ritrovare la concentrazione giusta per cercare il colpo contro i portoghesi.

Sul terreno di Milanello si è rivisto Bakayoko dopo lo stop risalente al match contro la Lazio del 12 settembre, mentre Rebic causa distorsione alla caviglia non prenderà parte alla trasferta europea, come confermato da Pioli in conferenza.

Dopo la grande prova in campionato, il Milan vuole giocare la sua partita con l’imperativo di portare punti a casa, sperando che il match non venga compromesso da altri scivoloni arbitrali.

Ibrahimovic partirà dalla panchina, mentre sulla trequarti sarà ballottaggio Krunic-Maldini.

Il Milan rispetta tutti, ma in questo avvio ha fatto capire di non temere nessuno, sia in campionato ma anche in Champions nonostante i risultati.

Al momento, la situazione in infermeria è l’unica nota negativa per i rossoneri, anche se hanno sempre dimostrato che dalle difficoltà sanno rialzarsi a testa altissima.

Questo Milan non molla un centimetro ed il Verona ne ha pagato a sue spese.

Prima del Bologna in campionato, ai rossoneri aspetta una trasferta ostica al Do Dragao ma con qualche certezza in più, sapendo che con questo gruppo la parola “fine” si dice solamente quando l’arbitro fischia tre volte.

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