Il giorno dopo di uno Juventus-Milan si trovano spesso spunti interessanti, soprattutto in queste ultime stagioni in cui le partite sono sempre più combattute tra le due.

Ed oggi di spunti ce ne sono molti.

Partendo dal fatto che la Juventus nel primo tempo ha giocato da Juventus: ordinata in fase di possesso e non, attenta ad arginare i pericoli creati dal Milan e abile ad arrivare alla conclusione.

Dando l’impressione di giocare contro un Milan nettamente più sulle gambe causa Anfield in settimana, ai ragazzi di Allegri è mancato solo il raddoppio per mettere il risultato in cassaforte.

Cassaforte che il tecnico bianconero credeva di aver chiuso bene dopo un solo gol di vantaggio, e forse sarebbe stato anche cosi qualche anno fa contro un Milan senza troppe idee tattiche in campo.

Ci pensa però Ante Rebic ad inserire la combinazione giusta per aprirla, e pareggiare i conti in uno Stadium che si è visto rimontare da una situazione di vantaggio per la terza volta in quattro partite di campionato.

Il gioco del Milan

Il Milan nel primo tempo contro la Juventus, ma come ad Anfield, da l’idea di avere una manovra meno fluente del solito, ma garantisce comunque un assetto ordinato, adattandosi anche alle situazioni più pericolose.

È il caso della partita contro il Liverpool, in cui nei momenti di maggior attacco da parte della corazzata di Klopp, i rossoneri sono riusciti a chiudersi e a soffrire, potendo fare affidamento su una difesa che sa subire e limitare i danni.

Aspettando il momento del calo di intensità avversario, sfrutta la velocità che ha sulla trequarti per andare prima a pareggiarla e poi addirittura in vantaggio contro i Reds.

Il risultato finale proclama i padroni di casa vincitori, ma la prestazione del Milan rimane di livello.

Per arrivare alla sfida contro i bianconeri; passati in vantaggio al 4‘ e poi arrembanti per larghi tratti del primo tempo, Pioli ed i suoi hanno tenuto botta e sono riusciti, nella seconda frazione, a pareggiare e rischiare anche di vincere.

Il Diavolo si conferma una minaccia per tutti, anche in momenti di piena difficoltà legati ad assenze.

Dopo lo scorso anno, in cui il Milan è stato tempestato di infortuni, la dirigenza ha preparato al tecnico una rosa lunga ricca di rincalzi, cosi da esser pronti ad ogni situazione.

Le cause dell’alta incidenza di affaticamenti e problemi fisici sono molte, tra cui intensità di gioco ogni 3 giorni e probabilmente qualche scelta errata sui carichi di lavoro

Fatto sta che i rossoneri non dipendono da nessuno, e anche in situazioni in cui possono sembrare sfavoriti, alla fine dei 90′ riescono a dire sempre la loro.

Le scelte in emergenza di Pioli

Arrivati a Torino in situazione di emergenza, ma pur sempre in 22 arruolabili, i rossoneri con le gambe ancora pese dalla Champions non si sono mai persi d’animo.

Privati di Giroud, Ibrahimovic, Calabria, Bakayoko, Krunic, Messias e dal 35′ del primo tempo anche di Kjaer, il Milan riesce ad organizzarsi in qualunque situazione sfavorevole si trovi, trovando spesso la quadra giusta.

Facendo di necessità (o in questo caso, difficoltà) virtù, Pioli riesce a sistemare i suoi anche senza il pilastro danese in difesa, spostando Tomori nel suo ruolo naturale e inserendo Kalulu fresco di prestazioni convincenti con la Nazionale U21.

Passando a chi, oltre Kalulu, deve farsi trovare pronto anche in posizioni non sue, si arriva all’uomo che ha fatto della Juventus la sua vittima preferita, ovvero Ante Rebic.

Il jolly croato quest’anno ha dovuto ancora una volta mettere una pezza alle assenze (pesanti) di Giroud e Ibra.

Senza una punta di peso, Rebic si è dovuto reinventare centro dell’attacco rossonero, prendendo botte e sbattendosi tanto là davanti, ma riuscendo sempre a metterci lo zampino.

Lo testimoniano infatti i 2 assist e i 2 gol in tre partite, contando anche il match contro i Reds, per un giocatore che per molti minuti può sembrare impreciso, ma sempre in grado di buttarla dentro quando serve.

Dal 2019 Rebic in 5 partite contro la Vecchia Signora ha collezionato 4 gol ed 1 assist, a dimostrazione di come il numero 12 quando vede il bianconero si esalti particolarmente.

I tasselli indispensabili nella formazione dei rossoneri

Prima dell’inizio del campionato, in molti parlavano di un Milan più debole dopo gli addii di Donnarumma e Calhanoglu.

E probabilmente era difficile anche non pensarlo, considerando che i due giocatori erano entrambi punti fermi dell’undici rossonero.

Ad ora però, è sotto gli occhi di tutti che il Milan sembri addirittura più sicuro dei propri mezzi di quanto non lo fosse già nel campionato passato.

Maignan tra i pali si è dimostrato una sicurezza sia con le mani che con i piedi e Brahim tra le linee crea più scompiglio garantendo più velocità di manovra.

C’è però chi lo scorso anno si è subito molte critiche affrettate, ed in silenzio ha continuato per la sua strada, per poi guadagnarsi le chiavi del centrocampo rossonero.

È il caso di Sandro Tonali, che ha voluto fortemente il riscatto da parte del Milan, diminuendosi anche lo stipendio, cosi da avere un’altra possibilità di dimostrare che quella rossonera fosse veramente la sua seconda pelle.

Un gol, un assist e tanta tanta qualità e quantità in queste prime giornate, delineano un ragazzo sotto una luce diversa, non più con quella timidezza da 20enne ma con la sicurezza e caparbietà da giocatore esperto.

Altro nome che ormai non può più essere considerato una sorpresa, è Fikayo Tomori.

Garanzia in difesa, contro il Liverpool ha ricordato al Milan come si gioca contro le arrembanti corazzate inglesi e che ritmo si deve mantenere per stare in Champions League.

Ormai punto fermo del Milan di oggi e di quello che verrà, Tomori sta offrendo prove di grande spessore contro ogni avversario, giustificando una spesa che ad oggi sembra addirittura bassa per il difensore che è.

Che stagione può fare questo Milan

I rossoneri sono partiti con l’acceleratore premuto, collezionando 10 punti in 4 partite, e soli 2 gol subiti.

In attesa che gli infortunati tornino a piena disposizione, magari qualcuno già per la partita contro il Venezia, Pioli può fare affidamento su una squadra che sa bene quel che vuole.

Il Milan deve credere nei propri mezzi, continuando sulla strada intrapresa da un anno e mezzo a questa parte, guardando senza paura verso il posto più alto del campionato.

Come possono confermare Juventus e Liverpool, i rossoneri non sono mai un avversario semplice da affrontare, e questo deve essere di avviso per le rivali in Serie A.

I tifosi sono presenti, sostengono la squadra in una cornice da sogno di San Siro, e sono pronti per vivere un’altra annata di livello, con la consapevolezza di avere una squadra forte ed un progetto ben preciso sul quale basarsi.

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