Il Milan continua a vincere in campionato e ormai a metà stagione comanda la classifica di Serie A con 3 punti di vantaggio sull’Inter, attualmente seconda. Gli uomini di Pioli nonostante le assenze pesanti a causa Covid-19 e infortuni vari mantengono saldo il primo posto dimostrando di poter competere fino all’ultimo per risultati ambiziosi.

Tuttavia, quando si parla di Milan si torna sempre sui soliti discorsi riguardanti i calci di rigore avuti quest’anno dai rossoneri. In totale in Serie A sono 12, di cui 9 segnati e 3 sbagliati e la squadra di Pioli è quella che al momento ha ricevuto più tiri dal dischetto nel nostro campionato.

Storicamente, e quest’anno non si fa eccezione, il numero di rigori assegnati è sempre stato un’alibi delle squadre avversarie e dei loro rispettivi tifosi, pronti ad accusare la diretta rivale colpevole di avere spesso rigori a favore.

Ragionamenti infondati e critiche inutili

Accuse e critiche inutili e sterili, frutto di ragionamenti senza alcun criterio. Spesso si tende ad associare la fortuna alle squadre che ricevono più calci di rigore, cercando si sminuire il valore complessivo della squadra stessa. Il Milan in campionato ha perso solamente una volta e se in 18 partite sono arrivate 13 vittorie, una sola sconfitta e la classifica vede i rossoneri primi da soli si fa fatica, anche sforzandosi il più possibile, a riassumere tutto questo con il concetto di fortuna o ponendo questo fattore come uno degli elementi principali dell’ottima stagione del Diavolo.

Più obiettività per comprendere concetti semplici

Le polemiche riguardanti i rigori si ripetono ogni anno ma dovrebbe essere arrivato il momento di guardare in faccia alla realtà e capire che i rigori non vengono assegnati come alla lotteria, quindi ognuno ha praticamente le stesse possibilità di riceverne uno, ma per poter beneficiare di un tiro dagli 11 metri bisogna prima di tutto attaccare spesso e presentarsi più volte nell’area di rigore avversaria. Concetti che dovrebbero essere chiari e che infatti sono assai semplici, per capire tutto ciò non occorre formulare chissà quali teorie ma è evidente che non tutti ancora l’abbiano compreso.

I rigori per poterli battere bisogna guadagnarseli, se i rigori ci sono (e nel caso del Milan è così) è giusto darli e sarebbe ingiusto, lo diciamo per i tanti avversari rossoneri che sotto sotto lo vorrebbero, non assegnare un rigore solamente perché la squadra in questione ne ha già ricevuti tanti fino a quel momento. Gli unici rigori che forse potevano non essere assegnati sono quello contro la Roma, anche se poco prima ne era stato fischiato uno inesistente ai giallorossi, e quello contro la Fiorentina tra l’altro poi sbagliato da Kessié.

Giudizi soggettivi in base all’episodio

Gli altri rigori invece rientrano nella norma, chi guarda il calcio è consapevole che non esistono solo i rigori netti (quelli che bisogna per forza assegnare) e rigori inesistenti (quelli che bisogna per forza non assegnare). La maggior parte dei rigori sono infatti a discrezione dell’arbitro, che in base al proprio metro di giudizio valuta se è il caso di fischiare rigore oppure no. Può tranquillamente capitare che lo stesso identico episodio venga valutato diversamente da due arbitri diversi, dove magari il primo assegnerebbe rigore mentre il secondo può ritenere che non ci siano gli estremi per il tiro dal dischetto.

Con l’introduzione del VAR si è cercato di limitare gli errori evidenti ma ci sono tantissimi casi in cui la tecnologia non può intervenire. Quei classici episodi dove la valutazione è molto soggettiva, e per cui se l’arbitro assegna rigore il VAR non interviene per revocarlo e, al contrario, se il direttore non fischia il rigore il VAR non interviene per decretare la massima punizione. Molte volte succede proprio questo, dove è l’arbitro stesso a valutare la situazione, in base al tipo di contatto, se il giocatore per esempio si lascia cadere con troppa facilità nonostante sia effettivamente stato toccato. Oppure il modo in cui è posizionato il braccio se si tratta di fallo di mano, episodi simili sono stati contestati molto nella scorsa stagione mentre ora c’è più tolleranza.

Numero di rigori, serve più bravura che fortuna

Questo articolo quindi non vuol essere una difesa a spada tratta verso il Milan ma si va a sottolineare l’inutilità di criticare e accusare una squadra in base ai rigori ricevuti, specie se questi risultano per la maggior parte esistenti. L’errore poi può sempre capitare, l’anno scorso il bersaglio di queste critiche era stata la Lazio e in questo campionato è invece il turno del Milan. Per ricevere i calci di rigore bisogna per prima cosa presentarsi in area di rigore avversaria, magari con più uomini contemporaneamente. Per far questo è necessario sviluppare correttamente un’azione offensiva nel tentativo di mettere in difficoltà la difesa. Meglio ancora se lo si fa più volte durante la partita. E il Milan tutto questo lo fa spesso. E per farlo ripetutamente serve bravura, non di certo fortuna.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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