La storia da allenatore di Marco Giampaolo può essere considerata come un viaggio. Per l’esattezza, una descensio ad inferos e ritorno.

Dopo una modesta carriera da giocatore, l’attuale tecnico ha debuttato ufficialmente in panchina a Cagliari nell’estate 2006. Con i sardi, il mister di Bellinzona ha ottenuto due salvezze relativamente tranquille, intervallate però da altrettanti esoneri, per poi essere assunto dal Siena per la stagione 2008/2009. Nella città toscana Giampaolo ha raggiunto l’apice della sua “prima carriera”: 44 punti in classifica, record di punti per la società, e salvezza tranquilla messa in archivio.

A seguito di un tale risultato l’allenatore di origini abruzzesi viene giustamente lodato ed arriva quella che sembra essere l’occasione della vita, una sliding door importante: il tecnico viene infatti contattato dalla Juventus, che successivamente cambia idea e decide di puntare su Ferrara. Quello che poteva essere un punto di svolta diventa una maledizione: dopo essere stato sedotto ed abbandonato dalla Vecchia Signora, Giampaolo sembra cadere nell’oblio, con gli esoneri a Siena, Catania e Cesena e le dimissioni a Brescia e Cremona.

Il treno però passa una seconda volta per Marco Giampaolo: al tecnico nato in Svizzera viene data una nuova possibilità in Serie A nel giugno 2015, quando viene ingaggiato dall’Empoli, orfano di Maurizio Sarri. I tifosi degli azzurri non nutrono molte speranze dopo l’annata magica con l’attuale allenatore del Napoli, ma Giampaolo riesce a fare addirittura meglio del predecessore, con 4 punti in più conquistati ed il decimo posto in classifica, raggiunto da una squadra solida che gioca un calcio arioso. Forse non è solo merito del metodo Sarri che ancora si respirava in quegli spogliatoi, viste anche le tante cessioni.

Dopo l’avventura in Toscana, durata un solo anno, Giampaolo diventa il nuovo allenatore della Sampdoria. Sotto la sua guida la squadra blucerchiata gioca un buon calcio, che esalta le individualità in un contesto di squadra molto organizzato, e si mostra molto solida anche nel reparto arretrato. Risultato: decimo posto ed ottava difesa del campionato, con soli 55 gol subiti (media campionato 56,15).

Un maestro di calcio dunque, ma non solo: negli ultimi due anni Giampaolo è stato anche un creatore di talenti che ha aiutato a migliorare e far esplodere diversi giovani che stanno facendo le fortune di top club in Italia ed in Europa. La storia più nota è quella dell’esplosione di Zielinski: il centrocampista polacco ora al Napoli voleva giocare trequartista, ma grazie ad un’intuizione del tecnico ha giocato una grande stagione da mezzala, ruolo che riveste ora anche con i partenopei. Una vicenda simile a quella di Paredes, passato in estate dalla Roma allo Zenit di San Pietroburgo per una cifra vicina ai 23 milioni di euro, che da trequartista è stato trasformato in regista davanti alla difesa dallo stesso Giampaolo. Sotto la sua gestione sono esplosi anche Lorenzo Tonelli e Mario Rui, passati entrambi al Napoli; Milan Skriniar, che sta ben figurando nel suo inizio di avventura all’Inter; Luis Muriel, che dopo aver vissuto la sua miglior stagione a livello realizzativo è stato ceduto in estate al Siviglia; Bruno Fernandes, che come Muriel ha raggiunto il record personal di gol in una stagione ed è volato a Lisbona sponda Sporting; e, ultimo, ma non per importanza, l’enfant prodige Patrick Schick, 13 gol e 5 assist giocando praticamente da subentrato prima di prenotare un viaggio di sola andata destinazione Roma.

Marco Giampaolo è quindi una risorsa non solo per i giovani calciatori che lo hanno come guida, ma anche per i presidenti che lo assumono: grazie al suo sapiente lavoro ed ai giocatori sbocciati sotto (ed anche grazie) la sua gestione, il presidente doriano Massimo Ferrero la scorsa estate ha incassato circa 73 milioni di euro dalle cessioni, cifra monstre per un club come quello ligure.

Marco Giampaolo è dunque tutto questo: un allenatore dato per finito che è riuscito a tornare dal viaggio all’Inferno calcistico ed a rialzarsi, diventando un creatore di gioco e di giovani talenti.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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