Ogni squadra di calcio ha una propria data speciale da ricordare. Questa è sicuramente legata ad un avvenimento importante nella storia del club. Per l’Inter, una di queste date, è il 27 maggio, oggi per l’appunto. Quale anniversario si festeggia? Ricordamola.

27 maggio 1964: la prima Coppa dei Campioni dell’Inter

Per raccontare questa favola dobbiamo fare un balzo nel passato. Tornare ai fasti di quella che fu la Grande Inter diventata filastrocca da ripetere all’inverosimile, ma soprattutto l’Inter del Mago Helenio Herrera. Il 27 maggio 1964 andava in scena, al Prater di Vienna, la finale di Coppa Campioni: a contendersi il prestigioso trofeo erano arrivate l’Inter, appunto, e il grande Real Madrid di gente come Puskas e Di Stefano.

Molti giocatori nerazzurri erano emozionanti: Mazzola, che aveva sentito parlare di Di Stefano attraverso le parole del grande Valentino, rimase immobile per alcuni minuti. Ci volle Luisito Suarez per scuotere la giovane promessa italiana “svegliandola” dal sogno: mai scossone fu più ben recepito. Quella divenne la sera di Sandro Mazzola. L’Inter, grazie all’impostazione tattica dettata dal Mago che conosceva bene il Real, vinse la partita per 3 a 1.

Mazzola aprì e chiuse le danze, in mezzo le reti di Milani e Felo, per il momentaneo 2-1 con cui i blancos accorciarono le distanze. Il Presidente Angelo Moratti fu portato in trionfo dalla squadra in mezzo alla festa dei tanti tifosi riversatisi da Milano con ogni mezzo.

27 maggio 1965: Campioni in casa propria

L’anno dopo la finale si giocava allo stadio Giuseppe Meazza di Milano. All’inizio del cammino europeo il Mago sognava di riportare l’Inter in finale e di vincerla in casa propria. Il cammino rischiava d’interrompersi in semifinale. L’Inter perse 3-1 a Liverpool la gara d’andata.

Al ritorno sarebbe servita un’impresa e tale fu: 3-0 il risultato finale con i gol di Corso, Peirò e del compianto Giacinto Facchetti. L’Inter è in finale: ad attenderla il Benfica di Eusebio che sulla sua strada eliminò il Real Madrid. In quei giorni di fine maggio a Milano si scatena un nubifragio e il campo è ai limiti della praticabilità. La mattina del 27 la Grande Inter si risveglia con i pensieri divisi a metà tra ciò che era stato l’anno prima e ciò che poteva essere in quell’occasione piovosa. La sera il Meazza è pieno. Alla cronaca storica non rimane il ricordo di una partita entusiasmante: ci fu un unico lampo, quello della Freccia Nera, il brasiliano Jair che al 43′ del primo tempo siglò la rete del 1-0 che si dimostrò sufficiente ai nerazzurri per vincere la loro seconda coppa dei campioni.

Pochi anni dopo un’altra grande inter, bella in modo diverso, rese unico il mese di maggio, ma la prima vera data che rimase scolpita negli annali della storia nerazzurra, nascita a parte, fu il 27 maggio giorno di sogni, giorno di Coppe dei Campioni

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