Il giornalismo (sportivo) è diventato un hobby

Partiamo con l’analisi. Premessa non voglio dare nessun bacio della morte al giornalismo italiano. Non né ho la voglia né le competenze necessarie per farlo.

Sembra un concetto troppo astratto quello nel titolo ma voglio fare degli esempi per spiegare. Premessa numero due, il concetto che cercherò di esporre è soggettivo, non vuole assumere di certo i toni dell’oggettività. Faccio due paragoni poi lo smembro.

Le notizie sul Coronavirus su Twitter

Sono ipocondriaco ma questo non è importante. Siamo stati tutti dietro alle notizie riguardanti il coronavirus in Italia e non. Il punto è, dove mi sono informato io ed altre tante persone? Secondo me il miglior account per gli aggiornamenti e le notizie flash è stato quello che segue.

Davvero molto rapido nel fare informazione, tweet brevi ma completi di informazione. Aggiornamenti costanti. Si, ma qual è il punto? Il giornalismo è un lavoro, ma cosa ci ha guadagnato questo account? Nulla, non ha mai linkato un articolo o un qualsiasi referral di affiliate marketing. Il sito è reperibile se dopo aver aperto il link che rimanda alla pagina Facebook si finisce sul sito, comunque non aggiornato dalla fine del 2019 in termini di articoli pubblicati. Spero si sia capito il senso dell’esempio.

L’esperto di calciomercato è un influencer o un giornalista? O entrambe?

Stesso discorso di sopra ma esteso a macchia d’olio. Quanti esperti di mercato, insiders o presunti tali ogni giorno twittano a più non posso commentando notizie o rivelano notizie/retroscena/trattative soprattutto di mercato? Davvero troppi. Per quanto mi riguarda il giornalista più affidabile nell’ultima sessione invernale di mercato è stato Nicolò Schira.

Non per simpatia, non perché c’è il minimo rapporto di conoscenza tra noi due, anzi. Solo stima da parte mia. Tweet in doppia lingua, mai tweet misteriosi per far vedere che sa qualcosa, solo informazione. Quello che dovrebbe essere il giornalismo.

Allora perché faccio lo stesso esempio di Ultime notizie, perché notizie importanti o notizie di secondo piano sono state sempre date via tweet. Una sorta di cura e aggiornamento continuo del personal branding. Secondo me fatto davvero bene. Però ritornando al concetto principale. Questa tipologia di lavoro sta modificando il mondo del giornalismo, in una maniera più moderna ma forse meno remunerativa.

Anche se posso dire di aver letto qualche articolo, sulla carta stampata, del giornalista sopracitato e anche lì la qualità non manca.

Conclusioni

Le soluzioni sono tante, il mondo del giornalismo ha bisogno di tanti cambiamenti, miglioramenti e rimodernamenti. Non basterebbero dieci analisi di questa lunghezza per spiegare le possibilità. Ad esempio finanziamenti per le giovani testate come delle start-up, giusto per tirare un po’ di acqua al nostro mulino. Gli insider, i canali telegram che pubblicano notizie (forse lo esaminiamo un’altra volta questo caso) stanno sminuendo e riducendo il lavoro del giornalista ad un hobby? Molto male ma forse sì.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

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