Il verdetto va comunicato prima possibile: il Governo pronto per lo stop definitivo alla Serie A?

Si riparte, anzi no. Gli allenamenti riprenderanno dal 18 maggio. Forse. Il protocollo è pronto, però non va bene. No, non siamo in preda a qualche forma di delirio, è un breve riassunto, volutamente esagerato per far comprendere la situazione, di quello che sta vivendo il calcio italiano da qualche settimana a questa parte.

Soluzione definitiva per la ripresa della Serie A in arrivo?

Siamo nei primi giorni di maggio e la Serie A è nell’incertezza più totale, molto comprensibile nei primi giorni dopo la sospensione di marzo ma meno invece in questo periodo. Lo stop definitivo è un’ipotesi che rimane assai quotata ma, a prescindere dalla scelta che verrà presa, urge trovare presto una soluzione in modo da organizzare nei migliori modi l’eventuale ripresa e nel caso di annullamento si potrà preparare la prossima stagione con ampio anticipo.

Le decisioni del Governo sulla Serie A

La FIGC, guidata dal presidente Gabriele Gravina, ha sottolineato e soprattutto ribadito più volte che non firmerà il definitivo annullamento del campionato, affidando così ogni decisione e responsabilità al governo. Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora non si è ancora mosso in maniera ufficiale ma, nonostante le sue versioni non siano sempre state coerenti, è intuibile che sarebbe maggiormente predisposto per annullare il campionato.

Rispettare i tempi del campionato

Il futuro del campionato è quindi esclusivamente nelle mani del governo ma la Serie A, compresi quindi i tifosi che in questi giorni sono in costante attesa di novità, spera di conoscere il proprio destino il prima possibile. Se Gravina spinge per giocare, non potrà fare nulla contro l’eventuale decisione del Governo di non riprendere il campionato. Uno dei tanti problemi è legato al tempo a disposizione che giorno dopo giorno si accorcia perché, se molti presidenti e dirigenti sperano di riprendere, allo stesso tempo hanno tra le priorità quella di non compromettere la prossima stagione. Le date del campionato 2020/21 probabilmente cambieranno in ogni modo rispetto alla normalità ma se si dovesse riprendere in tempo allora si riuscirebbero a contenere i danni.

Decreto sul calcio in arrivo?

Tuttavia, la Serie A continua ad aspettare comunicati ufficiali o quantomeno notizie concrete dal Governo. Abbiamo evidenziato il problema delle tempistiche e stando alle ultime voci il Governo per dare una risposta in merito starebbe pensando di emanare un decreto che sancisca la definitiva sospensione del campionato. In particolare, Repubblica nei giorni scorsi ha annunciato questa possibilità, con il premier Giuseppe Conte che potrebbe confermare ufficialmente questa ipotesi nella giornata di mercoledì. A dare seguito a questa indiscrezione è stato il deputato di “Italia Viva” Luciano Nobili, il quale tramite un tweet ha alimentato questa supposizione: “Pare sia in preparazione l’ennesimo DPCM per bloccare in maniera definitiva il calcio. Nonostante le regioni abbiano dato ok ad allenamenti e parere unanime di Federcalcio, Lega, AssoCalciatori per ripartenza. Sarebbe l’ennesima violenza al Parlamento e all’autonomia dello sport”, si legge sul profilo social del politico.

Questi rimangono ancora i giorni più confusi e contraddittori riguardanti il destino della Serie A, il governo è consapevole che la decisione finale spetta a loro e quindi, stando a quanto riportato poco sopra, c’è la seria possibilità che già prima della fine della settimana avremo notizie in merito, con la speranza che, in un modo o nell’altro, arrivino decisioni ufficiali e concrete.

La responsabilità è del governo, specie dopo le ultime dichiarazioni di Gravina che ha espressamente enunciato che non firmerà per lo stop definitivo. La decisione di annullare il campionato, se questa sarà la linea adottata da chi di dovere, potrebbe quindi arrivare a breve. La speranza di ripartire non è del tutto tramontata ma c’è da dare un segnale forte al Paese anche sotto questo aspetto. Se la volontà è quella di fermare tutto servirà mettere nero su bianco il prima possibile, in modo che se si dice “non si riparte”, allora non si ripartirà più. E, soprattutto, non ci sarà modo di replicare e cambiare versione nei giorni successivi.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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