L’italo-brasiliano Jorginho ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui tocca vari argomenti tra i quali la sua stima per Sarri, la partita contro il Nizza e la nazionale. Sul campionato si il regista del Napoli dice: “Sarà difficile e bello, più di quelli recenti. La Juventus parte avanti ma non può ritenersi la favorita assoluta, come in questi ultimi sei anni. Noi stiamo facendo grosse cose da due anni e la Roma anche si è comportata benissimo in questo stesso periodo. L’Inter ed il Milan stanno procedendo con un mercato importante. Noi abbiamo acquistato poco, quello che ci serviva. Siamo forti”.

Su Sarri – Abbiamo le sensazioni giuste, quelle di una squadra che sta crescendo atleticamente ma anche mentalmente. Anche io mi mi sento diverso, ho acquisito sicurezze sempre maggiori e questo è un merito che devo riconoscere a Sarri ed ai miei compagni: sento la loro fiducia, mi gratificano – appoggiandosi su di me – anche nei momenti più delicati di una partita […] Il Napoli ha qualcosa in più rispetto agli altri? La mentalità di Sarri, che ci ha cambiato completamente e ci ha migliorato. Ma va detto anche che la
forza del gruppo è notevole: questo Napoli è pieno di talento ed ha anche tanta fame. Io voglio vincere, come tutti i miei compagni. Penso che lo meritiamo per il modo in cui interpretiamo il calcio e credo sia un riconoscimento che sta conquistando la città e la società. Stavolta mi sembra di avvertire sensazioni positive, gradevoli […] io Leader? Io mi sento tale e lo dico senza presunzione. Ma qui ognuno di noi lo è, perché ci sentiamo importanti tutti. Di mio ci metto l’allegria: penso positivo, cerco di essere d’aiuto. Ogni partita comincia con un rito personale: un saluto per chi scende in campo con me. E’ un tentativo di caricarsi“.

Sul Nizza –Una partita dura da affrontare, loro arriveranno al San Paolo con qualche partita di campionato in più nelle gambe. Noi rispondiamo con sincronismi già noti, abbiamo il vantaggio di avere due anni di lavoro alle spalle con lo stesso allenatore. Manca la pressione di dover imparare altro, di dover fare ambientare i nuovi. Siamo quelli di sempre, praticamente”.

Sulla nazionale – “Un argomento sul quale eviterei qualsiasi commento. Quando vedi certe cose, meglio concentrarsi sul lavoro e lasciar perdere. Rispetto le scelte del Ct ma non le condivido, né le capisco. Mi sembra che si stia negando l’evidenza. Tutto qua“.

 

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Nasce a Roma nel 1991. Appassionato di parole, in qualsiasi forma o attraverso qualsiasi mezzo di trasmissione.

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