Il calcio riparte con Juve-Milan: cosa dobbiamo aspettarci dal match?

La data cerchiata in rosso nel calendario di qualsiasi tifoso italiano è quella che corrisponde a venerdì 12 giugno. Finalmente il pallone riprenderà a rotolare anche nei campi da calcio italiani, partendo dall’Allianz Stadium di Torino, dove Juventus e Milan si giocheranno l’accesso alla finale di Coppa Italia.

La semifinale di andata è terminata 1-1, partita giocata a metà febbraio prima del lungo stop dovuto all’emergenza Coronavirus. Sembrano passati anni da quella serata in cui Ronaldo nel finale con un calcio di rigore pareggiò il momentaneo vantaggio di Rebic, eppure sono trascorsi solo 4 mesi. Un periodo in fin dei conti non eccessivamente lungo, ma che per forza di cose cambierà, almeno parzialmente, il modo di interpretare una partita nel finale di stagione.

Sarà un calcio italiano diverso alla ripresa

C’è molta attesa di scoprire come potrà essere una partita di calcio dopo lo stop di inizio marzo, ci saranno diversi fattori che influenzeranno un incontro e che lo renderanno diverso rispetto a quelli a cui siamo abituati a vedere. Caldo, la nuova regola dei 5 cambi, cercare di evitare infortuni considerate le partite molto ravvicinate (abbiamo già riscontrato diversi casi, come ad esempio Verdi), stadi chiusi e tanto altro. Juventus-Milan ci dirà in parte come sarà il calcio da oggi fino al termine della stagione.

L’1-1 dell’andata condiziona la partita di ritorno tra Milan e Juve

Prima di tutto, è importante sottolineare come l’andamento del match di Coppa Italia tra la squadra di Sarri e quella di Pioli sarà naturalmente condizionato dal risultato dell’andata, come accade sempre negli scontri ad eliminazione diretta che prevedono andata e ritorno. La Juve scenderà in campo consapevole che il pareggio dell’andata sulla carta è più utile proprio ai bianconeri, considerato il gol in trasferta che spesso può fare la differenza. Inoltre, il Milan dovrà fare a meno di due giocatori fondamentali come Theo Hernandez e Ibrahimovic, entrambi squalificati anche se l’attaccante visto l’infortunio non sarebbe comunque stato disponibile.

Senza i due giocatori appena citati l’impresa rossonera rischia di complicarsi, per cui la Juve dovrà essere capace di gestire la partita consapevole che il Milan cercherà di esporsi per segnare almeno un gol che darebbe speranza di passare in finale (con lo 0-0 si qualifica la Juve).

Il tridente della Juve per rispondere alle offensive rossonere

In questo modo, la Juve potrà sfruttare i contropiedi affidati al trio d’attacco che probabilmente sarà composto da Ronaldo a sinistra, Douglas Costa a destra e Dybala nel ruolo di falso nueve. Un’arma tattica su cui Sarri potrà fare affidamento specialmente quando ci sarà da ribaltare l’azione. Il Milan invece sarà costretto a scoprirsi perché senza reti segnate i rossoneri non avranno possibilità di accedere alla finale, ragione per cui è abbastanza prevedibile pensare ad un Pioli che impronterà la partita dal punto di vista offensivo mentre Sarri, almeno al fischio d’inizio, non avrà tutta questa necessità di scoprirsi e rischiare di lasciare qualche buco in fase difensiva.

Lo svolgimento e il ritmo della partita sarà quindi in parte condizionato dalla partita di andata e se, per esempio, vediamo una Juventus non aggressiva fin da subito il motivo può essere proprio legato al fatto che l’1-1 dell’andata è un risultato soddisfacente e utile per passare in finale. Tuttavia, è normale che il lungo stop influenzerà l’intera squadra, coinvolgendo anche i preparatori atletici, che avranno un ruolo fondamentale nell’aiutare i calciatori ad evitare infortuni che alla ripresa rischieranno di essere molteplici.

Quindi non ci sarà da scandalizzare se le squadre almeno nelle prime partite non avranno la stessa intensità di una volta, i giocatori durante gli allenamenti e le partite viaggiano a ritmi talmente alti che quando poi si incorre in una pausa così lunga diventa assai probabile qualche problema fisico.

Dybala e le conseguenze del virus

Parlando della prima partita, quindi quella di venerdì tra Juventus e Milan, il discorso infortuni è legato principalmente a quei giocatori che sono noti per aver avuto nella loro carriera più di qualche problema, come ad esempio Douglas Costa nei bianconeri, il quale dovrebbe scendere in campo dal primo minuto. Rimanendo in casa Juve non bisogna dimenticare la positività al tampone di Paulo Dybala, il quale ha impiegato diverse settimane per sconfiggere il virus. Di recente ha dichiarato di non essere ancora al cento per cento, considerando soprattutto che uno dei sintomi più comuni del virus è proprio la stanchezza, che può quindi comportare un calo fisico e atletico. Questo influirà sicuramente nella prestazione di Dybala.

Juventus, restano i problemi pre-quarantena

Rimanendo sul tema delle due squadre, è importante focalizzarsi anche sull’aspetto tattico. L’ultima partita disputata dalla Juventus prima dello stop è stata quella contro l’Inter e molti si ricorderanno la bella prestazione bianconera con un risultato vincente (2-0). Nonostante una prova complessivamente buona da parte della Juve, nelle partite precedenti gli uomini di Sarri hanno convinto in poche occasioni, uscendo sconfitti dal campo del Verona (2-1) e soprattutto perdendo 1-0 a Lione nell’andata degli ottavi di Champions. L’allenatore bianconero è stato spesso contestato e sono poche le volte in cui la Juve ha realmente convinto. C’era (e ci sarà) da lavorare principalmente sul centrocampo, reparto che funzionava poco.

L’impossibilità di vedersi e potersi allenare sul campo fino a poco tempo fa di certo non è stato di aiuto a Sarri, il quale non ha potuto migliorare la sua squadra che a distanza di tre mesi dall’ultima partita giocata dovrà lavorare costantemente e duramente per apprendere i dettami tattici del proprio allenatore.

Milan, non dimenticare i cambiamenti di Pioli

Il Milan invece con l’arrivo di Pioli ha cambiato decisamente rotta con prestazioni tutto sommato positive ma con risultati spesso altalenanti. I rossoneri comunque erano sulla buona strada e con qualche cambiamento tattico Pioli era riuscito a regalare al Milan un’identità di gioco piuttosto buona, rivalutando alcuni giocatori sembrati persi come Leao e soprattutto Rebic. Non appena Pioli aveva impostato il Milan in un certo modo, di certo diverso da come aveva iniziato la stagione con Giampaolo, è arrivata la quarantena a bloccare tutto. L’ultima partita di campionato è da dimenticare, una sconfitta casalinga contro il Genoa che brucia ancora.

Un k.o. che però non ha cancellato il bel lavoro di Pioli in rossonero e il rischio maggiore del lockdown è che servirà altro lavoro per (ri)assimilare i concetti del tecnico, dopo tre mesi dall’ultima partita è normale non ricordarli a memoria e quindi non metterli in pratica con immediata facilità.

Le conseguenze dall’assenza dei tifosi allo stadio

Un altro fattore che inciderà nelle partite che completeranno la stagione sarà quello riguardante l’assenza di tifosi allo stadio. La tifoseria è uno degli elementi più importanti delle squadre, curve e tribune vuote oltre a risultare abbastanza tristi non saranno di certo utili per la testa dei calciatori, che spesso si appoggiano all’incitamento dei propri tifosi. Sentire cantare la propria curva per novanta minuti è sicuramente una motivazione in più per i calciatori, soprattutto nei momenti più critici della partita dove basta un gol per cambiare il destino di un incontro e, perché no, di un’intera stagione.

Molti sostengono che senza tifosi allo stadio non è calcio, chi lo afferma di certo non ha torto. Non solo i calciatori ne potranno risentire ma anche i tifosi costretti a guardare la partita da casa. Non poter ascoltare le reazioni del pubblico dopo un gol, magari anche decisivo, lascia un po’ di tristezza ma a questo eravamo consapevoli già dall’inizio, quando ancora non si sapeva nemmeno se si sarebbe tornati a giocare in questa stagione.

Negli ultimi giorni si è parlato di una possibile riapertura già a luglio, attendiamo novità ma se sarà possibile farlo senza mettere a rischio la salute di tutte le persone allora sarà già un grande passo avanti.

Il calcio riparte, non mancheranno le solite polemiche

Oltre ai cambiamenti che potranno vedersi in campo, come appunto un abbassamento di ritmo o gli stadi che per diverso tempo saranno orfani dei tifosi, sarà interessante scoprire come l’intera Italia reagirà alla prima partita di calcio italiano dopo la quarantena. Il calcio in Italia è spesso giudicato in negativo dai non appassionati e fare polemica, che nella maggior parte delle volte risulta sterile e inopportuna, è uno dei passatempi preferiti dell’italiano medio.

Prendiamo una partita di calcio e collochiamola in un periodo di emergenza sanitaria, perché per quanto da diverse settimane ci siano continui miglioramenti non si può parlare di problema rientrato, e il più prevedibile dei risultati sarà quello che sfocerà in dibattiti e critiche. Ci sarà da aspettarselo ma Juventus-Milan sarà un segno positivo di ripartenza non solo di una passione che accomuna milioni e milioni di italiani, ma anche di un sistema che contribuisce enormemente all’economia italiana.

Coppa Italia, trofeo sottovaluto ma che segnerà la ripresa del calcio italiano

Allo stesso tempo, però, Juventus-Milan paradossalmente non è considerata principalmente come una partita che eleggerà una delle due finaliste della Coppa Italia (sabato scopriremo la seconda con il ritorno di Napoli-Inter) ma sarà anche e soprattutto la prima partita di calcio in Italia dopo il lungo stop. Storicamente la Coppa Italia non è ritenuto un trofeo eccessivamente prestigioso e viene spesso sottovalutato ma quest’anno, essendo la partita che sancirà definitivamente la ripartenza del calcio italiano, sarà una grande attrazione per tutti i tifosi di questo sport.

Non sarà perciò una sfida vista solo dagli juventini e milanisti ma è praticamente scontato che qualsiasi tifoso, a prescindere dalla squadra supportata, venerdì sera si ritroverà davanti alla tv a guardare la partita. La Coppa Italia potrà quindi acquisire un’importanza che in passato non ha mai avuto, ci aspetteremo ascolti molto superiori alla media di qualsiasi partita di questo torneo.

Appuntamento quindi a venerdì sera con Juventus-Milan, il giorno successivo il risultato di Napoli-Inter decreterà l’altra squadra che parteciperà alla finale di mercoledì 17 giugno. Segnatevi queste date sul calendario, perché nel bene e nel male entreranno nella storia del calcio italiano.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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