Triplice fischio al Vigorito. Con la partita di ieri sera tra Benevento e Carpi si è concluso l’ultimo atto della stagione di Serie B 2016/2017. Il gol di Puscas permette ai campani di raggiungere la Serie A per la prima volta nella storia del club, accompagnati da Spal ed Hellas Verona. Per quanto riguarda le retrocessioni in Lega Pro, Vicenza, Trapani, Pisa e Latina salutano la serie cadetta.

Terminato il campionato, andiamo ad analizzare alcune questioni che hanno caratterizzato questa stagione provando a rispondere ad alcune domande che chiunque abbia seguito questa Serie B si è posto almeno una volta.

QUANTA DIFFERENZA C’E’ TRA SERIE A E B? Troppa. Non c’è bisogno di fare tanti ragionamenti ma basta confrontare le statistiche dei due campionati per avere una risposta facile. Innanzitutto il primo dato che emerge se analizziamo le ultime stagioni è la difficoltà di tante squadre neopromosse nell’ambientarsi in Serie A. Nell’ultimo anno è accaduto principalmente al Pescara, dopo un’ottima annata in B con la promozione ha dovuto fare i conti con molta inesperienza e giocatori non preparati per un campionato difficile. Anche la situazione economica incide e non poco sulla stagione delle neopromosse, molte squadre dopo la salita in A si vedono costrette a cedere la maggior parte della rosa o quantomeno i giocatori più rappresentativi, che consapevoli del proprio potenziale preferiscono andare altrove in squadre più ambiziose. Detto ciò, le neopromosse per rimpiazzare queste cessioni e non disponendo di grande quantità economica si affidano a molti giovani e calciatori fuori dai progetti di altre squadre, non riuscendo però a stare al passo con le dirette concorrenti. Negli ultimi anni è capitato a Novara, Livorno e Pescara, mentre alcune neopromosse possono vantare di una società più solida soprattutto dal punto di vista finanziario e questo permette a loro di disputare una stagione tranquilla dopo la risalita (esempi concreti degli ultimi anni possono essere Bologna, Cagliari e per la prossima stagione anche il Verona potrebbe rientrare in questa categoria)

BARI, COSA E’ SUCCESSO? Dalla retrocessione in Serie B nella stagione 2010/11 si ripete lo stesso identico copione ogni anno. La piazza merita un traguardo importante mentre la squadra, obiettivamente, un po’ meno. Basta guardare le prestazioni offerte in campo, partite condizionate da tanti, troppi errori individuali, attacco piuttosto sterile e mercato non all’altezza delle aspettative hanno influito negativamente sulla stagione dei pugliesi. A gennaio arrivò Floro Flores, secondo molti sarebbe dovuto essere l’uomo che avrebbe portato ai play-off il Bari, risultato? Solo quattro gol in campionato, ultima rete più di tre mesi fa e squadra che ha concluso il campionato in dodicesima posizione. Ogni estate i tifosi sperano nella qualificazione ai play-off per tentare di tornare di giocare nel calcio che conta, Bari ha una tifoseria molto calda, i calciatori, invece, da anni non riescono a soddisfare la piazza che puntualmente ogni estate si illude di una possibile rinascita. E anche quest’anno i tifosi del Bari son rimasti delusi per l’ennesima volta, sarà l’ultima? Aspettiamo la prossima stagione o quantomeno il mercato per capirlo, ma intanto una cosa è certa: i tifosi stanno ormai perdendo la pazienza.

TRAPANI, COSA SERVIVA IN PIU’ PER LA SALVEZZA? Guardando la classifica verrebbe giustamente da dire un punto in più per disputare i play-out con la Ternana e giocarsi la salvezza nel doppio scontro con la squadra di Liverani. Invece il distacco tra umbri e siciliani è di 5 punti, ovvero la minima differenza necessaria tra quintultima e quartultima per evitare la disputa dei play-out. La squadra ora allenata da Calori fino a dicembre alloggiava in ultima posizione e a 5 mesi dal termine del campionato il destino del Trapani sembrava già scritto. E così è stato, è vero, ma bisogna dire che la rincorsa del Trapani nel girone di ritorno con 31 punti ha dato l’impressione di una clamorosa salvezza non arrivata solamente nel finale di stagione, complice anche le tre sconfitte nelle altrettanti ultime partite. Il principale artefice di questa impresa sfumata per poco è Alessandro Calori, arrivato sulla panchina dei granata ad inizio dicembre prendendo il posto di Cosmi e, dopo un finale di 2016 non brillante, al ritorno dalla sosta invernale riesce a dare una nuova forma alla squadra apportando diverse modifiche alla formazione titolare, mosse rivelatesi più che azzeccate. Il cambiamento più rilevante avviene in porta, in cui un disastroso Guerrieri è costretto a lasciare il posto da titolare a Pigliacelli, il quale parata dopo parata aiuta il Trapani nel tentativo di rimonta. Grazie a Calori si rigenera anche il reparto offensivo, prima di lui solamente 9 gol segnati in 17 partite, trasformati in 41 nel girone di ritorno dove si scatena principalmente Coronado, capocannoniere della squadra con 11 centri. Ed ecco che la domanda sorge spontanea, con risposta piuttosto banale: se Calori fosse arrivato prima il Trapani si sarebbe salvato? Difficile dirlo ma probabilmente si, basta dare un’occhiata ai numeri sopracitati.

QUALI SONO STATI GLI ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DI QUESTA STAGIONE? Partiamo da quelli positivi. La Spal è indubbiamente la squadra che ha sorpreso più di tutte durante questa stagione, la promozione in A è l’emblema di un campionato praticamente perfetto. In secondo piano c’è il Benevento, alla prima stagione della propria storia in B riesce a conquistare la promozione in A al termine di un campionato giocato sopra le aspettative e piazzandosi meritatamente ai play-off. Spal e Benevento tuttavia non sono le uniche note positive di questa stagione di Serie B ma altre squadre meritano di avere il giusto riconoscimento dopo aver avuto poca considerazione nel corso del campionato. In primis è giusto sottolineare il cammino del Perugia, piazzatosi quarto in classifica ed eliminato ai playoff nel doppio confronto in semifinale proprio col Benevento. La squadra di Bucchi ha disputato un ottimo campionato con i tifosi che auspicavano il ritorno in A e l’eliminazione nelle semifinali non cancella l’ottima annata del Perugia, caratterizzata da un buon gioco e squadra solida. Anche il campionato del Cittadella non è passato sotto gli occhi di tutti ma Venturato e la società sono stati capaci di allestire una grande squadra in vista del ritorno in B. Dopo una partenza sprint condita con il primo posto per diverse giornate il Cittadella ha avuto un leggero calo che è costato la perdita del titolo di capolista per poi mantenere un andamento piuttosto costante per il resto della stagione dove la squadra veneta ha concluso in sesta posizione. Con la sconfitta nel primo turno dei playoff ad opera del Carpi il Cittadella abbandona il sogno promozione ma il gran lavoro di Venturato e i suoi calciatori non verrà dimenticato.

Parlando degli aspetti negativi ci soffermiamo nel parlare delle situazioni societarie di Pisa e Latina. I problemi economici delle due squadre aggiunte ai punti di penalizzazione hanno condizionato l’andamento in campionato rendendo di fatto impossibile la salvezza.

Purtroppo una vicenda simile nel mondo del calcio non è la prima volta che accade e sicuramente non sarà nemmeno l’ultima ma la speranza di qualsiasi tifoso di questo sport è che situazioni simili vengano limitate, in modo da non compromettere l’intero campionato.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008