5 gol in tre giornate. Un inizio migliore difficilmente poteva pensarlo Mauro Icardi per la sua quinta stagione in nerazzurro. Così come difficilmente l’Inter di Luciano Spalletti poteva fare: 9 punti in tre giornate, bottino pieno, con due match ostici come quelli di Fiorentina e Roma in aggiunta all’insidia Spal.

Il bomber rosarino in nerazzurro ha superato sempre la doppia cifra in serie A, tranne nella prima stagione poiché fermato per infortunio (ma comunque autore di 9 gol in 22 partite), ed il suo curriculum parla da solo: 22 gol il secondo anno, 16 il terzo e 24 il quarto: Fanno ben 76 reti in 128 presenze.

Al capitano interista però si è sempre imputata una scarsa collaborazione coi compagni e quindi i reparti della squadra. Troppo poco movimento, poca propensione al sacrificio, difficoltà nella lettura delle azioni e tecnica non eccelsa. In sintesi, per molti, Icardi era semplicemente un bomber che però attorno a se doveva avere una orchestra ben costruita per poter rendere al massimo e finalizzare le opere dei compagni.

L’arrivo di Luciano Spalletti, però, ha cambiato tutti. Come con Dzeko nella sua ultima stagione da allenatore della Roma, per il bosniaco ben 29 gol in campionato e titolo di capocannoniere conquistato, anche per l’attaccante argentino la musica e cambiata: il tecnico di certaldo lo sta formando e plasmando come un attaccante di fama mondiale, in grado di saper giocare non solo per se stesso ma anche per la squadra. Una semplice dimostrazione della crescita costante di Icardi lo si vede nella decisiva azione con cui Joao Mario conquista il rigore per passare in vantaggio sulla Spal: il portoghese parte in progressione palla al piede, vede Icardi davanti a sè che però è ben marcato: il capitano interista riesce però a divincolarsi per un brevissimo istante dalla marcatura degli avversari e a crearsi lo spazio per ricevere il passaggio. Joao Mario appoggia proprio per Icardi che in quel momento ha due opzioni: stoppare la palla, girarsi e cercare la porta oppure tentare di combinare di prima con il compagno. Probabilmente gli scorsi anni avrebbe preso il soppravento dela prima opzione per l’attaccante argentino, ma quest’anno con Spalletti in panchina non è così: tocco di prima perfetto per l’inserimento di Joao Mario che riesce ad incunearsi in area e a conquistare il rigore, trasformato poi da Icardi stesso.

Questa azione dimostra quanto stia crescendo non solo dal punto di vista tecnico l’argentino, ma anche il suo progredire per quanto concerne il “capire lo svolgimento dell’azione e scegliere l’opzione migliore”. L’Inter ora si gode il suo capitano anche se con i tifosi della Curva Nord nerazzurra e Icardi ci siano ancora degli strascichi dovuti a Sassuolo-Inter e a ciò che aveva scritto l’attaccante nel libro. I tifosi interisti e Luciano Spalletti si coccolano il nuovo Icardi in formato maxi, perché si sa che se si vuole sognare prima di tutto da un grande attaccante bisogna iniziare.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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