Icardi-Inter, ora è finita: passo indietro per la carriera dell’attaccante?

Ora è davvero finita, ora non c’è più tempo per provare a ricucire ciò che si è strappato. Le strade di Icardi e Inter si separano definitivamente, il PSG ieri ha ufficializzato il riscatto dell’attaccante che quindi diventerà a tutti gli effetti di proprietà dei parigini.

Il riscatto del PSG era nell’aria da diverse settimane, considerando anche che l’Inter non prevedeva la presenza di Icardi nemmeno per il progetto dell’anno prossimo. L’argentino lascia Milano dopo 6 anni in nerazzurro, arrivato nel 2013 e partito in prestito nel 2019, ma fino al riscatto del PSG, avvenuto appunto ieri, Icardi era ancora un tesserato dell’Inter.

Una scelta prevedibile da febbraio 2019

Icardi per diverso tempo ha spaccato in due la tifoseria nerazzurra, con una parte dei tifosi che lo riteneva un giocatore fondamentale e molto utile anche per gli anni a venire mentre l’altra metà non aspettava altro che l’ufficialità del riscatto per non vedere più il giocatore con la maglia della loro squadra. Un vero e proprio “amore e odio” tra i tifosi dell’Inter, con la dirigenza che invece era più propensa dalla parte dell’odio, non nel senso letterale, ma era ben chiaro dal febbraio di un anno fa che la società avrebbe scelto di cedere Icardi.

La lite con i compagni avvenuta nel corso della scorsa stagione con conseguente revoca della fascia da capitano portava a pensare solo ad una direzione, ovvero che Icardi non avrebbe più indossato la maglia nerazzurra. L’arrivo di Conte sulla panchina interista ha dato il colpo di grazia all’attaccante, con il tecnico che fin da subito ha messo in chiaro le cose non lasciando alcun spiraglio per la permanenza.

Lo schieramento dei tifosi contro Icardi

Adesso che la lunga e tortuosa telenovella è ormai giunta al termine, la domanda che un po’ tutti si pongono, anche chi non è di fede interista, è se Icardi sarebbe davvero potuto diventare una bandiera dell’Inter se si fossero evitate liti e pesanti polemiche nello spogliatoio. Ciò che è accaduto anno scorso ha messo Icardi in cattiva luce, con la maggior parte della tifoseria interista schierata contro di lui, anche chi fino a poco tempo prima lo supportava. Dal punto di vista calcistico Icardi è difficilmente discutibile, anche quando l’Inter negli anni passati faticava ad ottenere risultati l’argentino era uno dei pochi in grado di fare la differenza. Con l’arrivo di Spalletti la squadra è cresciuta complessivamente e Icardi continuava a rimanere ad alti livelli dal punto di vista realizzativo, diventando nella stagione 2017/18 capocannoniere della Serie A con 29 gol alla pari di Ciro Immobile.

Più vittorie, meno importanza

Nel calcio, però, per essere importanti e apprezzati all’interno di una squadra non bastano solamente la qualità e l’impegno, ma soprattutto ad alti livelli il rapporto con i compagni e con tutto il gruppo rappresenta un dettaglio fondamentale per la sopravvivenza di qualsiasi giocatore. Icardi, in seguito anche a qualche dichiarazione fuori luogo della moglie-agente Wanda Nara, era ormai mal visto dall’ambiente interista, a prescindere dalle doti tecniche che nell’ultimo anno in nerazzurro sono passate in secondo piano. Icardi ora è al PSG e ha appena vinto il suo primo trofeo, ovvero il campionato francese, fermatosi anzitempo a causa del Coronavirus. Sicuramente con la squadra parigina ha più possibilità di alzare altri trofei, pur non facendolo da protagonista assoluto considerata l’alta qualità dell’attacco del PSG.

Icardi nelle gerarchie di mister Tuchel non parte titolare, quindi con il trasferimento in Francia l’attaccante si è visto diminuire notevolmente la sua importanza in campo. All’Inter è sempre stato titolare inamovibile, eccetto gli ultimi mesi della passata stagione ma sono stati condizionati da episodi interni e quindi non dovuti a questioni tecniche.

Da protagonista a “uno dei tanti”

La speranza dei tifosi interisti per lungo tempo è stata quella di poter vedere Icardi consacrarsi definitivamente in nerazzurro e tornare a vincere qualche trofeo con l’argentino capitano o comunque mentre indossava la maglia dell’Inter. Sicuramente qualche tifoso nerazzurro fino a ieri sperava che Icardi potesse in qualche modo tornare all’Inter e ricominciare da zero, ma quando qualcosa si rompe in maniera anche molto pesante è poi difficile ricostruire tutto. Icardi, per quanto sia un attaccante con un gran senso del gol, rischia di compromettere la sua carriera giocando in una squadra che magari gli permette di vincere qualche trofeo nazionale ma senza che società e tifosi lo reputino centrale nel progetto. Icardi nel giro di pochi anni è passato dall’essere ammirato da una buona parte della tifoseria di una delle squadre più importanti della Serie A a diventare “uno dei tanti” nel PSG, senza quindi poter contribuire ai successi dei parigini da protagonista.

Il rischio derivato dal minutaggio di certo non elevato al PSG, specie se si paragona a quello di quando giocava nell’Inter, è che nel giro di pochissimo tempo il suo valore crolli vertiginosamente, non solo economicamente ma anche per quanto riguarda la reputazione che le altre squadre ripongono in lui. Giocare poco in una delle squadre più forti d’Europa non è un bel biglietto da visita in occasione delle successive sessioni di mercato. La permanenza all’Inter avrebbe sicuramente accresciuto il suo valore, ma la crepa è ormai irriparabile e molte responsabilità sono sue.

Evitare ciò che è accaduto anno scorso non era di certo impossibile ma mentre l’Inter ha rimpiazzato l’argentino con Lukaku, lo stesso Icardi si ritrova in panchina e con tanta concorrenza. Probabilmente nemmeno lui si sarebbe aspettato questa situazione, che magari avrebbe voluto e potuto evitare. E dovuto, prima di tutto.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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