Icardi-Inter, adieu: storia di un amore atipico e di un 2019 da incubo

Alla fine tutto è bene quel che finisce bene… o quasi.
Mauro Icardi ha lasciato ufficialmente l’Inter per accasarsi al Paris Saint-Germain in prestito, con diritto di riscatto fissato a 70 milioni di euro, chiudendo di fatto quello che è stato il caso per antonomasia del calciomercato estivo (qui una vecchia visione sul caso Icardi).
Una tiritera lunga, lunghissima, uno di quei tiri e molla infiniti dove il rosarino sembrava non disposto ad accettare la corte di nessun club per rimanere all’Inter, salvo poi ricredersi all’ultimo minuto ed accettare i francesi. I motivi di questa decisione dell’ultimo istante sono riconducibili agli ultimi giorni sicuramente difficili vissuti dall’argentino, comprese le minacce ricevute sotto casa e l’ormai totale chiarezza e consapevolezza di essere fuori dal progetto interista (qui il perchè sulla scelta di Lukaku).
Una decisione giusta, a parer mio, per il bene della carriera di Icardi e per la stagione che sta disputando all’Inter. Il rapporto  fra le due parti in causa era ormai diventato logoro, asfissiante e perfino dannoso, oltre che dal punto di vista economico anche da quello tattico, senza dimenticare che Icardi pare avesse dei problemi con lo spogliatoio nerazzurro, quindi di conseguenza anche problemi ambientali.

Riepilogo di un’anno tutto fuorchè che tranquillo

Tutto nasce il 13 febbraio, anzi prima con alcune dichiarazioni della moglie/agente Wanda Nara ma in particolare in quel giorno, parlando in modo romantico proprio il giorno precedente a San Valentino, quando giunge una notizia che al tempo scuoteva il mondo interista ed i suoi tifosi: la fascia di capitano passa da Mauro icardi a Samir Handanovic e la notizia viene diramata tramite un comunicato della società.

Il comunicato dell’Inter, pubblicato anche su Twitter

Da lì, il disastro continua: l’Inter non dà motivazioni (pubbliche) e si iniziano a formulare ipotesi di ogni genere nelle ore seguenti, arrivando poi al rifiuto dell’attaccante rosarino di essere convocato per il match contro il Rapid Vienna di Europa League proprio nel giorno degli innamorati, il 14 febbraio, quasi a sancire un’amore finito.

La lista dei convocati per Rapid Vienna-Inter, dove manca Mauro Icardi che ha rifiutato la convocazione

In seguito il mistero si infittisce, con l’Inter che effettua dei controlli medici su Icardi per verificare l’entità dell’infortunio con il quale l’attaccante rifiuta le convocazioni, passando poi a dei post pubblicati sui social dove lo stesso Icardi professa di essere dalla parte della ragione.

L’esito delle visite mediche di Mauro Icardi, comunicato dall’Inter

Si passa poi dallo sfogo di Spalletti, il quale ritiene assurdo e umiliante che bisogni passare da un’Avvocato per far indossare ad un calciatore la maglia dell’Inter, fino al reintegro forzato dell’argentino in virtù di mancanze di attaccanti, senza dimenticare altri mille dettagli che però non voglio citare per evitare di dilungarmi più di quanto già fatto.

Lo sfogo di Spalletti contro Icardi

Il tutto culmina con il rigore sbagliato nel match decisivo per accedere alla Champions League contro l’Empoli, quando l’Inter stava vincendo per 1-0, guadagnato e calciato malissimo dallo stesso Icardi. Inizia poi il calciomercato e si inseguono rumors su svariati squadre (in particolare Juventus, Napoli e Roma) senza che l’attaccante argentino dichiari qualcosa sia sulla sua possibile permanenza o su una sua possibile partenza.

Il rigore sbagliato contro l’Empoli

Un silenzio assordante (qui il nostro editoriale sul suo silenzio) che infastidisce la società interista e i tifosi di fede nerazzurra, i quali poi devono assistere all’ultimo colpo di coda del bomber rosarino prima della sua cessione: l’intenzione di fare causa legale all’Inter. Un atto clamoroso, per certi punti di vista inaspettato e che fa indispettire ancora di più i tifosi  e la società, culminando come scritto all’inizio anche in minacce personali rivolte ad Icardi e che, sicuramente, erano evitabili… non dimentichiamoci che stiamo parlando di calcio, non di vita o di morte.
In ogni caso Icardi ha accettato il Paris Saint-Germain, con buona pace di Wanda, della società interista, dei tifosi nerazzurri e di chiunque avesse a cuore questa vicenda.

La foto che testimonia il passaggio di Mauro Icardi al PSG

Una vicenda, per inciso, che fa male a chi come me ama il calcio e reputa un pregio la chiarezza e praticare lo sport che si ama come lavoro: non bisognerebbe mai cadere in situazioni del genere, sia da parte della società Inter che ha svalutato il proprio patrimonio, sia dalla parte di Icardi che essendo un lavoratore dovrebbe adempiere ad i suoi doveri sempre e comunque come fatto in precedenza.
Questo sarà probabilmente uno dei casi più unici che rari che si è visti e che si vedranno nei prossimi anni di calciomercato: un caso dove un calciatore è diviso fra i suoi due amori e non sa quale scegliere, dove la società degrada il suo miglior calciatore a causa proprio del suo altro amore, fino ad arrivare a eventi poco consoni ad una società importante come l’Inter e cadendo in una cessione in prestito, la quale non è un addio.

Lo stesso Icardi, nel salutare i suoi ex tifosi, ha scritto “Arrivederci” non “Addio”. La patata bollente potrebbe quindi ritornare in casa Inter, dove di sicuro non se ne sente necessità e dove non ce ne è bisogno.
Diciamo che non è proprio tutto bene quel che finisce bene…

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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