A Lubiana si è concluso l’Europeo Under 21 con la vittoria della Germania contro il Portogallo. Decisiva la rete in finale del capocannoniere della manifestazione Lukas Nmecha, attaccante di proprietà del Manchester City che ha passato l’ultima stagione in forza all’Anderlecht, che con la sua venticinquesima rete stagionale tra club e nazionale ha spezzato il sogno sul più bello ai lusitani, autori dell’eliminazione dell’Italia di Paolo Nicolato che si è arresa a Dany Mota e compagni ai quarti di finale.

Come in ogni manifestazione del genere non sono mancati i fenomeni del domani che hanno lasciato il segno tra gol, assist e giocate di qualità. Sarebbe inutile parlare di ragazzi già conosciuti a livello europeo che non hanno tradito le attese come per esempio Florian Wirtz, Myron Boadu, Dany Mota e Dayot Upamecano.

Menzione a parte per quelli che per quanto possano sembrare anonimi nel pensiero di molti, sono già sotto contratto con top club europei che hanno già blindato o che comunque difficilmente lasceranno andare come Lukas Nmecha del Manchester City, Perr Schuurs dell’Ajax, Daniel Bragança dello Sporting Lisbona, e il duo de Porto Diogo Costa e Fábio Vieira, rispettivamente portiere con più clean sheet della competizione e miglior giocatore del torneo. Più interessante invece presentare quelli che come detto non hanno avuto prima di questa manifestazione grande seguito, ma sono destinati ad averne dopo che si sono messi in vetrina con questo Europeo e che potrebbero muovere il mercato con prezzi non troppo elevati.

Ridle Baku, 1998 – Germania

Chi segue la Bundesliga di certo non si sorprenderà a leggere questo nome. Esterno destro a tutta fascia, schierabile sia come terzino sia come attaccante, Ridle Baku ha fatto le fortune del Wolfsburg in quest’ultima stagione mettendo a referto 6 gol e 8 assist in 32 partite dopo essere cresciuto nel Mainz con cui è sceso in campo 50 volte in Bundes tra il 2017 e il 2020 prima di trasferirsi nella Bassa Sassonia e arrivare a qualificarsi alla prossima Champions League dietro solo a Bayern Monaco, Lipsia e Borussia Dortmund. Ridle è stato strumentale nella vittoria tedesca con tre assist, tra cui quello in finale per Nmecha, e venendo eletto due volte miglior giocatore della partita in occasione della gara inaugurale con l’Ungheria e dell’ultimo anno contro il Portogallo. Insomma, per il ragazzo nato a Magonza questo Europeo si è trattato della ciliegina sulla torta di una stagione clamorosa che precede quella del suo debutto nella massima competizione europea.

Niklas Dorsch, 1998 – Germania

Restiamo in Germania per raccontare uno dei pochi grandi errori della storia recente del Bayern Monaco. Infatti Niklas dopo sette anni nel più grande club tedesco è stato ceduto a titolo definitivo al Heidenheim in Bundesliga 2 per poi accasarsi al Gent, in Belgio. Se già il biennio passato nella cadetteria tedesca aveva sorpreso molti addetti ai lavoro, l’esperienza belga tra Europa League e campionato ha fatto aumentare il valore del giocatore rendendolo un regista arretrato con ottime qualità di palleggio e visione di gioco. Chissà se vedendo questo Europeo di categoria vinto da protagonista assoluto i dirigenti del Bayern Monaco si staranno mangiando le mani al netto del grande roster a disposizione dei bavaresi. Fatto sta che per Dorsch si è trattata dell’ennesima conferma del suo talento in attesa di approdare finalmente in uno dei top cinque campionati europei da titolare.

Javier Puado, 1998 – Spagna

Il giovane di Barcellona è stato tra i giocatori più brillanti dell’intera manifestazione come testimonia il gol che ha sbloccato il primo match contro la Slovenia e la doppietta decisiva da subentrato nei quarti di finali con la Croazia. Il suo apporto nell’attacco spagnolo è stato tra le chiavi di volta del percorso iberico, interrotto solo in semifinale contro il Portogallo. Il classe 1998 è un esterno sinistro veloce e col fiuto del gol, con un buon fisico e molto abile negli inserimenti. Dopo i due anni all’Espanyol, intervallati da un’esperienza al Saragozza, Javier ha guidato la squadra al ritorno in Liga con 12 gol e 8 assist nell’ultima stagione. Ottima notizia per i club interessati: la data della scadenza del contratto di Puado è il 30 giugno 2022.

Marc Cucurella, 1998 – Spagna

Esterno sinistro tutta fascia moderno, duttile nella posizione in campo, sempre in costante movimento e con una tecnica di tutto rispetto. Cucurella è diventato col tempo uno degli esterni più apprezzati e stimati in Liga dopo tre stagioni tra Eibar e soprattutto Getafe, con cui ha disputato 74 partite di campionato in due anni su 76, a dimostrazione della grande tenuta fisica nonostante le decine di chilometri consumati a partita. La scuola Barcellona ha sfornato un talento su cui non ha mai puntato veramente mentre ora il suo nome è sui taccuini di vari club in Europa. In questa manifestazione ha dimostrato di essere un elemento di grandissima esperienza e importanza, con un palo colpito contro il Portogallo ai quarti di finale che grida ancora vendetta.

Anders Dreyer, 1998 – Danimarca

La Danimarca è stata l’outsider per eccellenza di questa edizione. Passata per prima a punteggio pieno davanti a Francia, Islanda e Russia, si è arresa solo al settimo rigore della lotteria dei quarti contro la Germania, futura vincitrice del torneo, capace d riacciuffare i danesi solo all’88’. Tra i protagonisti di questa esperienza c’è sicuramente Anders Dreyer, esterno destro di piede mancino che ha già calcato il grande palcoscenico della Champions League con il Midtjylland, segnando tra l’altro il primo gol della storia del club nella massima competizione europea nella gara contro l’Ajax. Proprio con i rossoneri ha conquistato il suo primo campionato dopo aver segnato 55 gol e fornito 21 assist nelle giovanili di Esbjerg, Brighton, St. Mirren e Heerenveen. Un talento che ha già girato quattro nazioni e si prepara sempre di più al grande salto. Ad Euro Under 21 ha messo a referto due gol: quello decisivo nella sorprendete vittoria di misura contro la Francia e la seconda rete nel 3-0 alla Russia sempre nella fase a gironi, vincendo il premio di migliore in campo nel match con i francesi.

Arne Meier, 1999 – Germania

Ventidue anni e quattro stagioni consecutive con almeno quindici presenze stagionali giocando sempre in Bundesliga. Arne Meier rappresenta uno dei talenti più cristallini del panorama calcistico tedesco. Gelosamente custodito sotto contratto dall’Hertha Berlino, la squadra della capitale ha deciso di cederlo solo in prestito all’Arminia Bielefeld per farli rimettere condizione e ritmo nelle gambe dopo l’infortunio patito la scorsa stagione, riuscendo anche ad evitare sia la retrocessione sia i playout. Dopo un inizio di carriera da trequartista, Meier è finito a giocare mediano per coniugare alla perfezione la sua grande tecnica al grande senso della posizione. Un Europeo Under 21 vinto con una grande prestazione in finale, ad aumentare il valore del giocatore e il peso della sua presenza nella nazionale tedesca. Sarà difficile strapparlo all’Hertha, ma allo stesso tempo sarebbe un peccato non puntarci.

Victor Nelsson, 1998 – Danimarca

Il capitano della Danimarca Under 21 portava con sé 186 partite tra Nordsjælland e Copenaghen oltre ad una con la Nazionale maggiore sotto la guida di Ebbe Sand. In questa competizione è riuscito anche a scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori nel match valido per i quarti di finale con il rigore che ha portato la gara alla lotteria degli undici metri contro i futuri campioni della Germania, calciando e realizzando anche il pesante quinto penalty per i suoi. Molto forte fisicamente e difficile da saltare, Nelsson è molto duttile sapendo ricoprire anche la posizione di mediano, ruolo che esercitava ad inizio carriera. Confrontato ai centrali difensivi di oggi può sembrare grezzo per la sua poca tecnica, Victor rappresenta però una certezza e una tranquillità per i compagni di reparto. Fa il caso per chi cerca un difensore vecchio stampo, giovane ma con varie partite alle spalle.

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