In queste ultime settimane sui social e sui quotidiani si è venuta a creare un’aria di tensione e di polemiche contro le scelte dell’assegnazione dei rigori per il Milan, 14 quelli fischiati fino ad ora in campionato.

Numero di penalty sicuramente alto considerando le 20 giornate di Serie A, che ci ricorda puntualmente il conduttore Paolo Bonolis che afferma “Chiunque con 14 rigori sarebbe primo in classifica“, inasprendo ancora di più un clima già abbastanza polemico. Le solite di un personaggio che ormai fa sempre lo stesso gioco.

Non solo Bonolis, ma sono stati molti coloro che hanno voluto dare contro al primo posto del Milan considerato “fortunato” soprattutto per i numerosi rigori, la maggior parte dei quali parla con parole tinte della propria fede calcistica, di chi vorrebbe di più per la propria squadra e meno per le altre, ma in pochi considerano i fatti oggettivi.

In Italia ormai, chi è primo deve essere continuamente bersagliato da polemiche relative favoritismi arbitrali o fortuna, non facendo mai riferimento al merito della squadra e della società.

Il bel gioco non è fortuna

Passa in secondo piano invece, il gioco del Milan: l’aggressività che ha nell’attaccare, quante volte arriva alla conclusione, alla solidità difensiva, essendo la quarta miglior difesa in Serie A e sulle situazioni in cui ha avuto l’acqua alla gola causa infortuni e COVID-19.

Basti considerare che il Milan su 20 partite ha avuto solamente in 2 occasioni la squadra al completo, senza nessun acciacco, arrivando addirittura ad essere il minimo numero convocabile, ma nonostante ciò ha sempre offerto prestazioni degne di nota, che ricalcano un primo posto voluto, cercato e, fino ad ora, ottenuto.

Chiarendo che questa non vuole assolutamente essere una sviolinata di settore ma una difesa contro i soliti luoghi comuni che attaccano le squadre che sono al primato, come ad esempio meme che giocano stereotipi tossici tra i normie.

Nonostante le difficoltà, il Milan ha un organico forte e un gioco che coinvolge tutti: lo dimostra il fatto che i gol arrivano anche dai difensori, vedi Theo contro Spezia, Lazio e la doppietta contro il Parma, i gol di Kalulu e Calabria contro il Genoa e il gol di Romagnoli contro la Fiorentina a San Siro.

Un gioco avvolgente, che ha l’obiettivo di creare un vero e proprio sovraffollamento di maglie rossonere in aerea, facendo andare nel caos le difese avversarie che, portate al limite, sono costrette alle maniere forti, arrivando ai tanti contestati falli da rigore. Visto quasi sempre, forse solo a lampi nell’ultimo periodo.

La calma olimpica nelle dichiarazioni di Maldini e della dirigenza

Quella del Milan è una dirigenza che ha dimostrato enorme competenza e signorilità, in pieno stile British, stando lontano da tematiche e dinamiche arbitrali, non alzando mai la voce, come ultimamente è di moda fare, anche quando forse qualche decisione non è andata giù.

La società rossonera si è sempre tenuta al di fuori della mischia mantenendo sempre un profilo corretto verso tutti, accettando talvolta errori anche abbastanza chiari.

Le polemiche arbitrali ci sono sempre state, nate da chi non guadagna quanto vorrebbe dal campo, la maggior parte delle volte in posizioni di classifica più basse di quella bersagliata da polemiche.

Il Milan raccoglie ciò che semina

Questo caos mediatico dei rigori è un fatto reale, ma causato da una squadra che attacca e gioca sempre nell’area di rigore avversaria e l’effetto di ciò è la probabilità maggiore che venga fischiato un penalty.

Dei 14 rigori fischiati fino ad adesso, solamente in 3 occasioni c’è stato bisogno della On Field Review al VAR, che ha poi confermato la chiamata, dimostrazione del fatto che tutti i rigori fischiati alla squadra di Pioli sono abbastanza netti, fatta eccezione per il primo penalty fischiato in occasione della partita contro la Fiorentina, che desta ancora qualche dubbio.

Il Milan di quest’anno, per ora, è primo con merito e per il gioco che esprime, per la capacità che ha di uscire da situazioni di difficoltà, lottando anche contro i pali (15 fino ad ora colpiti dai rossoneri) e per il gruppo coeso che si è formato dopo stagioni di debiti e fallimenti, in campo e non.

Avere rigori a favore, facilita sicuramente la riuscita di un gol, ma non si traduce nel vincere le partite, perché se la difesa fa acqua i punti si perdono lo stesso. E non solo.

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