I gioielli dell’Atalanta – Tutto oro quel che luccica?

Da quattro anni a questa parte, l’Atalanta è diventata una realtà sempre più forte ed affermata del nostro campionato. Quest’anno la Dea è stata anche ad un passo dalla sua prima semifinale di Champions League. A separarla da questo traguardo sono stati i due goal realizzati dal Paris Saint Germain in zona Cesarini. Ciò è certamente merito della gestione di Gian Piero Gasperini: i giovani che ogni anno arrivano alla sua corte esplodono praticamente subito, garantendo prestazioni di qualità elevata.

I giovani dell’Atalanta

Alcuni di questi, successivamente, vengoni ceduti, realizzando notevoli plusvalenze per poter fare mercato in entrata. Bastoni, Caldara, Conti, Cristante, Kessie, Gagliardini, Mancini: sono tutti nomi che prima di giocare per Inter, Milan, Juventus e Roma hanno indossato la maglia dell’Atalanta. Tuttavia, chi di loro ha reso bene come a Bergamo?

A parte Bastoni, ancora acerbo, la maggior parte di questi ha avuto un rendimento al di sotto delle aspettative. Probabilmente solo il Kessie post lockdown e Mancini, quando spostato – fuori ruolo – dinanzi la difesa. Gli altri, chi tra infortuni (si dia il caso di Conti, che ha subito due rotture del crociato), chi tra prestazioni spesso deludenti, si sono rivelati solamente delle meteore, peraltro ben pagate.

Questioni di ruolo?

La ragione di queste prestazioni di alto livello potrebbe ravvisarsi nel modulo adottato da Gasperini, il 3-5-2. Ogni membro della sua rosa ha un sostituto naturale ed un ruolo ritagliato ad hoc per le sue caratteristiche. Proprio uno studio così accurato della posizione, potrebbe giustificare il fatto che i gioielli dell’Atalanta – dopo la cessione – difficilmente riescono a brillare, e se riescono, ciò non accade subito.

Passiamo adesso ad un esempio. Robin Gosens è uno dei membri della rosa del Gasp che ha più brillato durante questa stagione. Con 10 reti in campionato (8 in campionato, 1 in coppa italia, 1 in champions league) e 7 assist si è dimostrato uno dei difensori (almeno sulla carta) più prolifici di questa Serie A. Di fatto, egli riveste il ruolo di esterno offensivo nel centrocampo a 5 dei nerazzurri.

Il futuro di Gosens

Attualmente su di lui si registra l’interessa di Juventus ed Inter, oltre che – in base a quanto affermato da parte della stampa straniera – di club esteri, come il Chelsea, alla ricerca di qualcuno che possa coprire una eventuale cessione di Emersion Palmieri. Il tedesco – secondo transfermarkt – ha una valutazione di 27 milioni, ma difficilmente l’Atalanta dovrebbe farlo partire a meno di 35-40.

A ben vedere, dei suddetti tre club, solo l’Inter adotta lo stesso modulo di gioco della Dea. Alla Juventus, Gosens dovrebbe scalare nella difesa a 4, qui gli sarebbe richiesta una fase difensiva più sostanziosa. Stesso discorso per quanto riguarda un eventuale suo trasferimento ai Blues (Lampard infatti utilizza il 4-3-3). La domanda a questo punto del discorso sorge spontanea: Gosens, in ruolo diverso dal suo, sarebbe lo stesso a cui quest’anno siamo stati abituati?

Se badiamo al caso Conti, i precedenti non aiuterebbero a rincuorare i papabili acquirenti del tedesco. Il terzino rossonero nella difesa a 4 non è lo stesso che si è visto a Bergamo. Il problema però non si può ridurre ad una mera questione di ruolo. Cos’altro allora?

Questione di ambiente

Probabilmente l’ambiente, l’energia di una realtà più piccola che adesso si inizia ad affacciare su un panorama sempre più internazionale è cosa buona e rara. Le qualità di alcuni giocatori che può essere un po’ figlia del sistema che overperforma. All’Atalanta – almeno attualmente – non vi una pressione psicologica eccessivamente forte. Non vi è un’aspettativa che potrebbe rivelarsi più pesante del calciatore. Nei top club sì. Ed allo stato attuale delle cose, molti lascerebbero Bergamo solo per una big. Che sia dunque questa un’altra probabile spiegazione?

Altri giocatori potrebbero essere ceduti, come Castagne, ad esempio. Ad ogni modo, nella gioielliera Atalanta è tutto riesce a brillare, ma siamo sicuri che sia tutto oro quel che luccica?

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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