Gli effetti economici della pandemia da COVID-19 si stanno facendo sentire già da tempo: ogni aspetto dell’economia mondiale ne ha risentito, ed anche se lentamente se ne sta venendo fuori, tutto ciò si porterà dietro strascichi importanti nel prossimo futuro.

Anche il calcio è stato inevitabilmente investito da quest’onda distruttiva. I prezzi dei cartellini hanno subito un ridimensionamento tanto forte quanto legittimo, e gli ingaggi dei calciatori hanno seguito a ruota. Le società, mosche bianche permettendo, non sono più facilmente disposte a pagare milioni su milioni per il cartellino di un atleta, per cui sta tornando di moda l’andare alla ricerca di affari a parametro zero. Ma, precisamente, quando è iniziata questa famosa “pratica” di mercato?

La sentenza Bosman

15 Novembre 1995. A prima vista, una data come le altre. Ed invece, a buona ragione, è possibile affermare che quel giorno sia stato una sorta di spartiacque nel mondo del calcio. Un po’ come la nascita di Cristo per il calendario gregoriano. La Corte di Giustizia della Comunità Europea infatti, sancì una storica sentenza con la quale equiparava i calciatori professionisti agli altri lavoratori “comuni” basandosi sul Trattato di Roma, già esistente da trent’anni. Oltre a rimuovere il limite al numero di calciatori stranieri (ma sempre parte della CE), la vera innovazione fu permettere a coloro i quali avessero un contratto con scadenza pari o inferiore a sei mesi di accordarsi liberamente con un’altra società: fino ad allora, infatti, anche in una situazione del genere essi dovevano ottenere un “permesso” dall’ultimo sodalizio proprietario del loro cartellino, il quale richiedeva regolarmente un indennizzo calcolato in base allo stipendio lordo percepito dal calciatore ed alla sua età.

Bisogna ringraziare un uomo, Jean-Marc Bosman, che di fatto mise fine alla propria carriera da calciatore per però cambiare radicalmente la storia del calcio da quel momento in poi: ricorse alla giustizia ordinaria facendo causa all’UEFA e alla sua squadra, l’RFC Liegi, che pretendeva il pagamento di 375.000€ dal Dunkerque per poterlo liberare. Il club francese non accettò, ma Bosman non si diede per vinto ed iniziò un iter burocratico che lo allontanò definitivamente dai campi di calcio ma che incise il suo nome nel registro dell’immortalità. Da quel momento in poi, la figura dei procuratori ha assunto sempre più importanza: oggi possiamo affermare a buona ragione che sono loro i veri “padroni” del calcio, riuscendo ad ottenere commissioni milionarie muovendo i propri assistiti come burattini, col triste e frequente risultato di tenere le società in scacco.

Vediamo ora nel dettaglio il nome di qualche giocatore che durante questa sessione di mercato potrebbe fare la fortuna di qualche club… e dei loro agenti, chiaramente.

Marcos Paulo (’01, Fluminense)

Esterno offensivo di sicuro avvenire ma con già una buona esperienza alle spalle, il portoghese era stato accostato nelle scorse settimane anche al Milan (già proprietario del cartellino del connazionale Rafael Leão, che tra l’altro ricopre il suo stesso ruolo e sembra finito nel mirino del Borussia Dortmund) ma pare destinato a vestire la maglia dell’Atletico Madrid. I Colchoneros sono proverbialmente vigili ed attenti ai talenti in Sud America: le 48 presenze collezionate in due stagioni col sodalizio di Rio de Janeiro, condite da 7 gol e 7 assist, non sono passate certo inosservate. Grande velocità e tecnica da giocoliere, nonostante abbia un fisico di fatto imponente (186 cm x 76 kg) per un calciatore del suo ruolo. Una cosa è certa: chiunque lo prenda, metterà a segno un gran colpo.

Jérôme Boateng (’88, Bayern Monaco)

A differenza del precedente, questo nome è conosciuto anche dai meno esperti. Il picco della sua carriera l’ha superato da un po’, ma il possente centrale difensivo tedesco resta una nome altisonante e la sua tenuta fisica è ancora ottima: il nove volte campione di Germania con la maglia del Bayern Monaco è garanzia di solidità ed esperienza. La squadra al momento più forte sulle sue tracce è la Roma di Josè Mourinho: lo Special One ha fatto recepire ai Friedkin una lista di nomi che gradirebbe per portare esperienza ed appeal europeo al club capitolino, e con Smalling in probabile partenza Boateng potrebbe essere ciò che fa al caso suo.

Sergio Ramos (’86, Real Madrid)

Dopo una vita al Real, club in cui si era trasferito nel lontano 2005 e col quale ha alzato quattro Champions League, cinque titoli di Spagna, due Copa del Rey e tanti altri premi diventandone una bandiera, simbolo assoluto del madridismo, Sergio Ramos ha deciso di metter fine alla sua esperienza coi Galacticos. Ultima stagione molto travagliata la sua, con soltanto 15 presenze a referto: il rientro dal lungo stop a cui era stato costretto per una lesione al semimembranoso della gamba sinistra non è stato ottimale, e di fatto in nessuna delle uscite ufficiali successive all’infortunio è sembrato al top della forma. Stiamo pur sempre parlando di un trentacinquenne, che pur dimostrando un fisico da culturista, sfoggiato in vari recenti post su Instagram, è naturalmente soggetto al passare del tempo.

Nonostante i recenti rumours che lo hanno accostato a Milan e Roma, il suo futuro sembra essere ormai scritto, con gli sceicchi di Parigi pronti ad accoglierlo facendo di lui la ciliegina sulla torta di una campagna acquisti fino ad ora a dir poco clamorosa: Donnarumma, Wijnaldum, lui e con tutta probabilità anche Hakimi… e siamo appena a Giugno. Ah, i petrodollari

Robin Quaison (’93, Magonza)

A molti questo nome suonerà familiare. Ebbene sì, quel giovane svedese che dal 2014 al 2017 aveva vestito la maglia del Palermo collezionandovi 66 presenze e 7 gol si è poi affermato negli anni successivi in Germania, diventando un perno fondamentale del Magonza (123 presenze in Bundesliga e ben 31 reti messe a segno). Titolare fisso anche con la sua Svezia, con la quale si è appena qualificato agli ottavi di finale di EURO 2020, il nativo di Stoccolma è ormai da mesi sul taccuino degli scout della Roma. Una figura come la sua calzerebbe a pennello negli schemi tattici del mago di Setùbal: Mourinho ha avallato il suo acquisto, ma c’è comunque una fitta concorrenza da battere, con la Fiorentina in Italia che sembra altrettanto interessata al giocatore, ma anche tanti altri club europei sulle sue tracce.

Lionel Messi (’87, Barcellona)

Ad inizio 2021, il destino di Leo Messi sembrava ormai segnato: la crisi economica e sportiva del club catalano, aveva portato ad un malcontento generale nell’ambiente blaugrana il cui esempio massimo erano state alcune dichiarazioni della Pulce, che aveva comunicato alla società di voler cambiare aria. Col cambio di presidenza avvenuto il 7 Marzo 2021, che ha visto Joan Laporta subentrare a Josep Bartomeu nella carica di massimo dirigente del Barcellona, c’è stata però una svolta importante. Il rapporto tra Messi e Laporta è sempre stato infatti ottimo. Inoltre, l’arrivo di Sergio Agüero è parso a tutti un indizio, neanche troppo velato, del fatto che alla fine Leo sarebbe rimasto in Catalogna. Al momento sono entrambi impegnati in Coppa America con l’Albiceleste, titolarissimi nello scacchiere del CT Scaloni: qualsiasi cosa sarà, ne sapremo sicuramente di più dopo la fine del torneo.

In questi giorni si stanno facendo sempre più insistenti le voci relative al suo rinnovo, che però non è ancora arrivato. D’altra parte, Messi (che compie oggi 34 anni) si sarebbe potuto accordare con un qualsiasi altro club a partire dal 1 Gennaio 2021, cosa che non ha fatto, dunque la telenovela sembra destinata ad un lietofine. Staremo comunque a vedere: Guardiola non ha mai nascosto il fatto che adorerebbe ritrovare il suo pupillo in quel di Manchester, e quando si parla di Khaldun al-Mubarak, specie dopo la cocente delusione della sconfitta in finale di Champions contro il Chelsea, nulla è impossibile. Che possa fare il percorso inverso del Kun? Difficile, ma…

Menzioni speciali

Abbiamo citato grandi nomi e talenti meno conosciuti, ma i calciatori in scadenza il prossimo 1 Luglio sono un’infinità. Tanti nomi, seppur meno altisonanti, potrebbero far bene in moltissimi club di Serie A. Elseid Hysaj, dopo tanti anni al Napoli, vedrà il suo contratto terminare a breve e sembra pronto ad accasarsi alla Lazio ritrovando Maurizio Sarri, che lo volle fortemente all’ombra del Vesuvio dopo l’esperienza comune ad Empoli. Sempre in casa Napoli, altro nome in partenza è quello di Nikola Maksimovic: la Fiorentina avrebbe individuato in lui il possibile sostituto di Milenkovic, pronto a dire addio in caso di grande offerta. Al contrario, potrebbe imboccare la strada verso Castelvolturno Danilo D’Ambrosio, che dopo sette anni all’Inter sarebbe felice di ritrovare Spalletti nella sua città natale.

Stevan Jovetic ha dichiarato finita la sua esperienza nel Principato di Monaco, ed un suo ritorno in Serie A sarebbe decisamente romantico. Nicolas N’Koulou è da tempo in rotta col Torino e sembra destinato a lasciare l’Italia, desideroso di provare un’esperienza in un campionato diverso.

Spostandoci in Premier, in casa Crystal Palace, dopo la deludente ultima stagione in cui i Glaziers hanno rischiato concretamente la retrocessione, è rivoluzione annunciata. In tanti sono pronti a salutare: il laterale mancino Patrick Van Aanholt, l’ex Liverpool Mamadou Sakho, il campione d’Inghilterra col Leicester Jeffrey Schlupp ed Andros Townsend saranno infatti liberi di accasarsi altrove.

Non bisogna dunque pagare fior di quattrini per migliorare una squadra. Come abbiamo avuto modo di vedere, le occasioni “a zero” ci sono eccome. Basta muoversi in tempo, con progettazione ed idee chiare, per ritoccare le proprie rose senza svenarsi. Procuratori permettendo

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Appassionato di sport, malato di calcio. Tifoso del Napoli e del Sorrento. Studente di Medicina. Sogno di diventare medico, di vedere uno Scudetto.. ma mai sei numeri, oh!