Non è una regola scritta, ma è come se lo fosse. Nel calcio, quello italiano in particolare, la difesa assume un ruolo importante, certe volte anche fondamentale, e per dimostrare di essere superiori agli avversari gli allenatori si concentrano molto sulla fase difensiva. E’ il caso di Antonio Conte, ma non solo, che con la sua Inter si trova primo in classifica e con diversi clean sheet nelle ultime partite. Le diverse gare senza subire gol sono arrivate proprio nel periodo in cui l’Inter ha superato il Milan in classifica e nel periodo in cui i nerazzurri hanno trovato una grande consapevolezza e maggior solidità di gioco e risultati. Non è un caso, se ci fosse qualcuno con dei dubbi.

I numeri della difesa dell’Inter

La miglior difesa, almeno numericamente parlando, è quella della Juventus. L’Inter, infatti, nel girone d’andata non sempre è riuscita a terminare la partita con la rete inviolata. Troppi gol subiti, anche se alla fine il risultato positivo spesso è arrivato. In Serie A il totale dei clean sheet nerazzurri ammonta a 9, di cui 5 nel girone di andata e 4 in quello di ritorno. Questo spiega come l’Inter sia riuscita nelle ultime settimane a migliorare questo aspetto, che non è solamente questione di statistiche fine a se stesse come possono esserle altre, ma tutto ciò aiuta a comprendere il miglioramento degli uomini di Conte di recente.

Nelle ultime 7 partite l’Inter ha subito gol solamente in un’occasione, la rete di Milinkovic-Savic che comunque non ha permesso alla sua Lazio di portare a casa un risultato favorevole. 3-1 per l’Inter al triplice fischio finale, in tutte le altre partite di campionato l’Inter non ha subito gol, vincendo con un secco 3-0 il derby contro il Milan. Storicamente la squadra che a fine campionato subisce meno gol spesso è quella che vince lo scudetto, eccezione anno scorso dove la Juventus vinse il campionato con l’Inter miglior difesa.

Già anno scorso l’Inter ha quindi cercato di prendere questa strada, con Conte consapevole che per vincere non devi subire gol. Non è una regola, non è una certezza ma di certo aiuta. Entrare in campo, segnare quasi subito (cosa che spesso l’Inter fa) e poter gestire la partita sapendo che è l’avversario che dovrà cercare di attaccare è un grande vantaggio. Una buona organizzazione in fase difensiva permette agli avversari di creare poco, di tirare poco ed avere quindi meno possibilità di segnare. E, alla lunga, di avere più punti in classifica sulle avversarie.

La stagione di Handanovic in risalita

Handanovic è un portiere di grande sicurezza ma che negli ultimi anni ha avuto qualche momento di flessione. E’ normale, capita a tutti ma quando è in forma la sua presenza è fondamentale. Chiedere ai tifosi milanisti, per esempio, che nel derby si son visti negare diversi gol a causa delle grandi parate di Handanovic. La stessa risposta potrà arrivare dai tifosi napoletani che a dicembre non hanno segnato a San Siro con Handa ancora superprotagonista.

La sua esperienza e leadership sono un grande valore aggiunto per Conte, se l’Inter al momento è prima in classifica è anche grazie ai punti arrivati con le sue parate. Qualche responsabilità ce l’ha, è vero, alcuni gol per uno come lui si potevano evitare ma la carta di identità segna 37 anni a luglio. Se poi compie quei miracoli in una partita così delicata come il derby, o salva più volte il risultato col Napoli allora gli si può anche concedere qualche errore. Specie per uno che negli anni difficili dell’Inter è sempre stato presente e determinante.

Trio difensivo ma non solo

Skriniar-De Vrij-Bastoni è ormai il trio difensivo consolidato e continuamente riproposto da Conte. Skriniar quest’anno in particolare è cresciuto di rendimento, De Vrij solita certezza e già abituato a giocare a 3 mentre Bastoni è maturato in fretta aiutato da due grandi compagni di reparto. Bastoni è classe ’99, ha il tempo di migliorare ma se uno come Conte lo schiera ripetutamente titolare in una squadra che deve vincere lo scudetto un motivo ci sarà.

Alla Juventus Conte poteva contare sulla BBC (Bonucci-Barzagli-Chiellini), ora su altri tre difensori che offrono prestazioni altrettanto convincenti e una solidità che il tecnico pugliese mette tra le priorità per raggiungere traguardi importanti. Quando si parla di fase difensiva non si includono solamente i difensori di ruolo ma tutta la squadra è chiamata a svolgere compiti e doveri per non prendere gol. A centrocampo, per esempio, Barella si sacrifica enormemente per recuperare palloni impedendo agli avversari di costruire azioni pericolose.

Brozovic ha limitato i suoi continui alti e bassi, ora è un punto fermo senza troppe sbavature. Eriksen è in netta crescita, anche dal punto di vista gerarchico, la sua qualità di palleggio permette alla squadra di mantenere saldo il possesso palla. Hakimi, acclamato principalmente per le doti offensive, riesce comunque a dare il suo apporto alla fase difensiva, anche lui è un giocatore importante da questo punto di vista.

L’organizzazione dell’Inter funziona molto bene, i gol incassati sono sempre meno e il primo posto è frutto del lavoro quotidiano di Conte e i suoi giocatori. Senza aver sempre quel gol subito si riesce a giocare meglio, ovviamente con la giusta concentrazione ma sapendo di avere in mano la partita. Al momento l’Inter ha in mano anche la vetta della classifica, il Milan non molla e la Juve va a scatti.

Pioli e Pirlo cercheranno di non dar vita facile a Conte, mancano ancora diverse giornate ma poter scendere in campo con la certezza di essere primi in classifica può essere fonte di ulteriore motivazione. Milan e Juventus inseguono e attaccano, l’Inter deve difendersi. In campo e in classifica, per ora lo sta facendo bene.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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