Questa sera la Lazio di Simone Inzaghi affronterà il Napoli e tra pochi giorni, precisamente mercoledì sera, i biancocelesti sfideranno il Milan a San Siro. Il 2020 calcistico della Lazio si concluderà con due partite da non sbagliare e Inzaghi deve essere bravo a preparare queste partite con l’obiettivo di limitare se non eliminare i troppi black-out che i suoi uomini hanno avuto da inizio campionato fino a questo momento.

La classifica e alcuni dati da migliorare

La classifica attualmente vede la Lazio in nona posizione, di certo non in linea con le aspettative e il vero valore della squadra. La zona UEFA non è lontana, però è evidente che i troppi punti persi per strada mettono la Lazio in una situazione dove ci sono poche alternative. In queste ultime due partite di 2020 la Lazio almeno una partita deve vincerla, sia per il morale che per la classifica, perché altrimenti rischierebbe di distaccarsi ulteriormente dalle prime 6-7 della classe e la non qualificazione nemmeno in Europa League sarebbe letta quasi come un fallimento.

Ciò che deve mettere in allerta Inzaghi e tutto l’ambiente Lazio sono i troppi black-out che la squadra ha avuto in molte partite. Le prime gare di Serie A, per iniziare, hanno già messo in luce questa problematica considerando la batosta casalinga contro l’Atalanta (1-4 in favore dei bergamaschi) oltre alla sconfitta con la Sampdoria per 3-0. Nelle partite successive non sono poche le volte in cui la Lazio si lascia sorprendere troppo facilmente, l’ultima in ordine cronologico quella contro il Benevento dove i due fratelli Inzaghi sono tornati a casa con un punto a testa.

Di recente la Lazio ha perso in casa contro Udinese prima e Verona poi (3-1 e 2-1), in mezzo c’è stata la vittoria contro lo Spezia dove però gli uomini di Italiano hanno più volte messo in difficoltà la difesa biancoceleste. Rispetto ad anno scorso, la Lazio non è più quella squadra dominante che convinceva in ogni partita e il suo gioco offensivo e propositivo ha permesso di qualificarsi per la Champions League. Paradossalmente, proprio in Europa la Lazio ha limitato questi difetti e le prestazioni sono state di livello superiore rispetto a quella proposte in Serie A. Solitamente la Lazio rende meglio in campionato che in Europa, questa volta il contrario.

Il problema della Lazio è sia nel gioco, non più efficace e produttivo come anno scorso, ma anche in troppe disattenzioni collettive che permettono all’avversario di giornata di approfittarne e spesso di segnare e portare a casa punti. L’assenza di tifosi all’Olimpico naturalmente ha influito, il pubblico biancoceleste ha sempre trasmesso grande carica ai suoi giocatori e quindi le partite a porte chiuse hanno condizionato negativamente la Lazio.

Prestazioni dei singoli in calo

I singoli giocatori non rendono più come nella scorsa stagione. Luis Alberto si accende a tratti, Milinkovic-Savic va e non va e Immobile ha meno possibilità di segnare. La difesa che solitamente si affida ad Acerbi traballa più del solito e il centrale ex Sassuolo ha messo in mostra qualche incertezza. Mancano le corse e gli assist di Lazzari, spesso un treno sulla fascia destra ma che in più di un’occasione è rimasto fermo in stazione. Strakosha e Reina si alternano ma qualche gol subito è arrivato anche per loro responsabilità.

Lazio, solo due clean sheet in stagione

La Lazio quando passa in vantaggio sono poche le volte in cui riesce ad amministrare la partita e chiuderla senza rischiare. Anno scorso era una prassi, la Lazio molte volte dominava dal primo all’ultimo minuto, da settembre ad ora invece i giocatori staccano improvvisamente la spina vanificando quanto buono di fatto fino a quel momento. Inzaghi lo deve tenere in considerazione perché sarà questo fattore a fare la differenza a fine stagione e la posizione finale in classifica sarà il frutto del miglioramento o meno di questo aspetto. Troppi punti persi contro squadre sulla carta inferiori, troppe disattenzioni e, altro dato preoccupante, la Lazio in solamente due partite non ha subito gol (Cagliari e Crotone) e anche in Champions League nonostante l’ottima qualificazione i biancocelesti non hanno mai mantenuto la porta inviolata.

Questo vuol dire, non in senso letterale ma quasi, che la Lazio per vincere deve segnare almeno due gol e, rispetto ad anno scorso, oltre ad una fase difensiva più fragile Inzaghi deve fare i conti con un reparto offensivo meno prolifico. La priorità deve andare alla difesa, migliorare prima questo aspetto e poi concentrarsi sul resto. Può essere anche una conseguenza logica, subire meno gol permette alla Lazio di chiudere le partite più facilmente senza lo svantaggio di dover quasi sempre fronteggiare la rete incassata. La partita così potrà essere gestita meglio e portata a termine con più tranquillità. A cominciare da stasera contro il Napoli e continuare mercoledì in trasferta a San Siro.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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