Hellas, retrocessione vicina: trascinare la SPAL con se per… il “paracadute”

Fabio Pecchia, allenatore dell'Hellas Verona 1903.
Fabio Pecchia, allenatore dell'Hellas Verona 1903.

Hellas Verona 1903 una stagione dolorosa appesa al… filo del ‘paracadute’, situazione così grave? Un campionato, oggettivamente, non all’altezza quello dell’Hellas Verona. Scontri diretti sbagliati completamente, male in molte partite decisive. Qualche acuto, certo (3-0 al Milan, 1-4 a Firenze), ma non basta. Una squadra pensata male e costruita, probabilmente, peggio.

Separarsi da Giampaolo Pazzini a campionato in corso, chiaramente, è stato un suicidio sportivo. Soprattutto se per sostituirlo si acquistano Petkovic e Matos che sono due discreti giocatori, ma di senso del gol ne hanno poco.

Alcuni giovani come Kean e Aarons potrebbero dire la loro in Serie A anche l’anno prossimo. Alcuni veterani come Romulo e Cerci, idem. Ma certamente con una maglia diversa. L’Hellas Verona è sostanzialmente condannato alla retrocessione.

Cosa manca a questa vecchia Hellas Verona 1903? Manca molto a questa rosa. Ovviamente una prima punta di livello, in grado di garantire lotta per novanta minuti ed un certo numero di gol nell’arco di un campionato. Manca molta qualità a centrocampo: non a caso nelle ultime giornate Pecchia sta provando a cambiare qualcosa facendo giocare dei ragazzi della Primavera.

La retrocessione, a quattro giornate dalla fine, è sostanzialmente ad un passo: ma c’è ancora un obiettivo, importante, da provare a centrare. I veneti devono provare a trascinare con loro in Serie B la SPAL di mister Semplici per accaparrarsi un paracadute altissimo.

Se insieme all’Hellas Verona 1903, infatti, retrocedesse la SPAL, oltre al già condannato Benevento, i veronesi andrebbero a guadagnare ben 25 milioni di euro, una somma per ripartire in tranquillità dalla Serie B, possiamo affermarlo in tranquillità. Se invece al posto del club di Ferrara, retrocedesse una squadra tra Cagliari e Chievo, con più stagioni in Serie A, il paracadute scenderebbe fino a 10 milioni di euro, una perdita netta per una società come del Verona.

Siamo ancora certi questa regola sia giusta?

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