Gettare il cuore oltre l’ostacolo: può essere sintetizzato con queste parole il rendimento dell’Hellas Verona visto nel girone d’andata, con il sodalizio allenato da Ivan Juric che ha saputo soffrire anche contro avversari di caratura superiore, lottando con le unghie e con i denti pur riconoscendo i limiti del proprio organico al cospetto di compagine costruite per altri obiettivi.

Salvezza tranquilla o qualcosa in più?

Gli scaligeri si sono presentati ai nastri di partenza con l’obiettivo di raggiungere una salvezza tranquilla, così come già accaduto nella passata stagione dove hanno raggiunto un sorprendente nono posto con 49 punti all’attivo. Pronostici per il momento rispettati anche in questa stagione: 28 punti sul campo ai quali si sommano i due della vittoria a tavolino contro la Roma. Un bottino di tutto rispetto al giro di boa che ha posto la Società ad un bivio: far finta di nulla, consapevoli di una distanza di appena dieci lunghezze dalla fatidica quota 40, oppure intervenire per rinforzare la squadra e magari sognare in grande.

Va riconosciuto al patron Setti che, al contrario di quanto ci si potesse attendere, l’Hellas Verona è stata una delle poche società ad intervenire in una sessione di calciomercato anomala, in cui i club hanno investito poco.
Tre innesti di qualità messi a disposizione del tecnico Juric: Daniel Bessa, tornato in sordina dopo il prestito al Goias, l’esperto centrocampista Stefano Sturaro e l’attaccante della Nazionale Kevin Lasagna. Unica dismissione Samuel Di Carmine che, dopo l’exploit della passata stagione, ha faticato nel ripetersi concludendo il girone d’andata con lo zero nella casella gol fatti.

Privi di mordente: sarà necessario superare le difficoltà

Nonostante i correttivi sul calciomercato, tuttavia, la squadra nelle prime due uscite del girone di ritorno contro Roma e Udinese ha faticato ad esprimere i propri valori, rimediando due sonore sconfitte che suonano come un campanello d’allarme.

Se da un lato si può immaginare una squadra già priva di stimoli, dall’altra c’è da registrare un oggettivo calo fisiologico comprensibile da cui i Butei devono uscire al più presto. Pensare di abbandonare i remi in barca sin da ora appare molto rischioso: resta ancora impresso negli occhi dei tifosi gialloblù l’incubo della stagione 2001-2002, in cui i veneti persero terreno passando nelle ultime undici gare dal settimo posto alla retrocessione in Serie B.

Mister Juric sarà ora chiamato a scuotere i suoi ragazzi, apparsi privi di mordente nelle ultime due uscite: un atteggiamento non consono a quanto la squadra ci aveva abituato, in cui un comportamento combattivo era un vero e proprio marchio di fabbrica unito ad un pressing sfiancante nella trequarti avversaria.
Sarà necessario ripartire dalle certezze, in primis da un asse DimarcoZaccagni (appena quest’ultimo tornerà dalla squalifica) che aveva mostrato molta affinità e dato garanzie nelle prima parte di stagione.
Bisognerà inoltre lavorare per ritrovare il Lazovic ammirato nel corso della scorsa annata, lontano parente di quello attuale.

Un pesce fuor d’acqua: Nikola Kalinic

Bisognerà trovare anche una soluzione per il reparto offensivo: Nikola Kalinic rappresenta il classico acquisto da novanta che a Verona non sta trovando la giusta dimensione. Il centravanti croato non sta assolutamente convincendo durante la sua esperienza in gialloblù, dove non si è riuscito ad imporre. Non aiutato certamente dallo stile di gioco (non incentrato sui cross degli esterni), si è trovato a ricoprire un ruolo di sacrificio a scapito della vena realizzativa (0 gol): per un attaccante che solo quattro stagioni orsono siglava ben 15 reti in Serie A con la Fiorentina, può rappresentare un punto di vista di disagio psicologico.

Pensare di stravolgere sistema tecnico inserendo due esterni in grado di fornire un supporto adeguato al croato sarebbe stato deleterio, tenendo conto delle prestazioni di Zaccagni e Barak. Viceversa, il sacrificabile è apparso proprio l’ex Milan che sarà chiamato ad un netto cambio di passo visto l’innesto di Kevin Lasagna, intenzionato a riscattarsi dopo una prima parte di stagione in chiaroscuro: i due, dopo l’esperimento negativo in tandem ad Udine, si contenderanno la maglia da titolare.

Pianificare il futuro per sognare l’Europa

Gli innesti effettuati nello scorso mese di gennaio non possono lasciar presagire soltanto una salvezza tranquilla, bensì lasciano immaginare una volontà da parte della società di voler pianificare il proprio futuro.
Niente proclami, ma si evince un progetto step by step senza fare il passo più lungo della gamba: la salvezza può essere definibile soltanto come l’obiettivo primario del club che può agevolmente raggiungere l’obiettivo a questo punto della stagione.

Parlare altresì di Europa League può risultare prematuro nell’immediato, ma ora l’Hellas Verona ha tutte le carte in regola per crescere e lavorare per strappare un pass per l’Europa nelle stagioni venture.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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