Harakiri Milan: sbagliati tempi, scelte e modalità

In un periodo come quello attuale, parlare di calcio sembra paradossale. Siamo convinti che staccare la spina ogni tanto possa fare soltanto bene, l’importante è farlo restando a casa. Detto ciò, andiamo avanti.

Domenica nello scenario surreale di un San Siro deserto il Milan di Pioli ha perso 1-2 contro il Genoa. Oggi non siamo qui a discutere di campo e della prestazione dei rossoneri, oggi guardiamo il contorno.

Risale a poco più di una settimana fa l’intervista de La Gazzetta dello Sport a Zvonimir Boban, al momento dei fatti Chief Football Officer del Milan.
Nell’intervista, il dirigente croato denunciava la differenza di pensiero e di azione presente all’interno della dirigenza rossonera, anche con parole dure.
Imputato: l’Amministratore Delegato Ivan Gazidis.
Capo d’imputazione principale, il fatto di aver contattato Ralf Rangnick (dirigente e allenatore) alle spalle di Maldini e, appunto, Boban.

In questa storia ci sono tanti colpevoli, tante scelte sbagliate, tante modalità d’azione discutibili: a perdere, però, sono solo i tifosi.

Premettiamo che non abbiamo motivo di non credere alle parole di Boban, proprio perché sono state un fulmine a ciel sereno. Ergo, diamo per vero il fatto che Gazidis sia entrato in contatto con Rangnick.

E’ sotto gli occhi di tutti che l’ex dirigente dell’Arsenal abbia totalmente sbagliato a fare il tutto alle spalle di Boban e Maldini, e questo è assodato. Ma, ancor di più, avrebbe sbagliato i tempi. Capiamo il voler anticipare le dirette concorrenti, capiamo il voler programmare, ricordiamoci però che siamo a marzo (ed era addirittura febbraio al tempo dei fatti). Va bene che la stagione del Milan sembra quantomeno compromessa, però la corsa all’Europa League è più o meno viva e c’è ancora un ritorno (difficile, ma c’è) di Coppa Italia da giocare. Destabilizzare l’ambiente provando a trovare accordi con un nuovo allenatore/dirigente non ci sembra la mossa migliore.

Secondo colpevole: Boban. Qui il tutto può essere sintetizzato con: i panni sporchi si lavano in famiglia. Dare in pasto a tutta Italia le scelte sbagliate di Gazidis non fa bene alla squadra, non fa bene all’allenatore, non fa bene ai tifosi e non fa bene alla dirigenza.

Risultati di questa storia: Boban licenziato, rottura totale tra Gazidis, la proprietà e i tifosi, Milan sconfitto per 2-1 dal Genoa. In più c’è una squadra ai comandi di un allenatore che sa quasi sicuramente che da giugno non sarà più su quella panchina.

Il Milan sta per vivere l’ennesimo anno zero: nuovi dirigenti, nuovo allenatore, nuovo progetto. Sapete a cosa hanno portato tutti gli “anno zero” precedenti? A niente, se non a sperperare milioni sul mercato e distruggere le bandiere rossonere. Ormai abbiamo perso il conto, solo nell’ultimo anno in Via Aldo Rossi sono stati distrutti i ricordi di Gattuso, Boban e Maldini (ovviamente esageriamo, ma tant’è).

Il Diavolo ha bisogno di ripartire da qualcuno che sappia come fare e che abbia le idee chiare. Basta progetti tecnici naufragati a ottobre, basta cambi di idea.
Il Milan ha bisogno di un’anima.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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