Hamsik-Napoli: 12 anni insieme, costante azzurra

Hamsik

Il Napoli vince 3-0 sulla Samp e scaccia i fantasmi. Ma la notizia non è questa. C’è un momento, durante la partita, che segnerà la storia azzurra. E come tutte le cose che fanno la storia, non si riconoscono nell’immediato. Siamo al 74esimo, i tifosi si godono gli ultimi 20 minuti di match e intanto Ancelotti prepara il cambio: dentro Diawara e fuori Marek Hamsik, autore di un’ottima partita. Solita routine avranno pensato i tifosi azzurri, che hanno poi dedicato un lungo applauso al loro capitano. L’ennesimo in questi anni, ma anche l’ultimo.

“Se da parte sua c’è la volontà di fare un’altra esperienza, sarà accontentato”, ha dichiarato Ancelotti al termine della partita. Parole che hanno fatto il giro del web e hanno reso più amaro e malinconico il sabato sera azzurro. Il capitano lascerà il club dopo 12 anni, direzione Cina. Andrà al Dalian Yifang, dove guadagnerà 9 milioni di anni per 3 anni. Un contratto, questo, importante, a cui Hamsik non ha saputo dir no. E’ stata giusta la scelta del Napoli di non ostacolare la decisione del suo capitano dopo anni di rispetto e lavoro a servizio del club. Ma Napoli si sarebbe aspettato un ultimo addio diverso per il proprio capitano, in un San Paolo pieno, in festa, colorato di azzurro. Ma l’ultima passerella al San Paolo è stata in stile marekiaro: senza fronzoli, essenziale. Poco prima di uscire, Hamsik si guarda intorno. Porta la propria mano sul cuore battendo il pugno sullo scudetto: una, due, tre volte. Un gesto silenzioso il suo in cui è racchiuso l’amore dell’uomo, e non solo del calciatore, verso un popolo, una città, che è diventata casa in questi 12 anni e che ora lascerà.

Dal 2007, Hamsik ha segnato un’intera generazione, che è cresciuta con lui. I bambini di allora sono ora diventati quasi adulti, dalle elementari all’università: sarà difficile per loro abituarsi a non vederlo più in maglia azzurra. Sono numerose le cose che cambiano in più di 10 anni e la certezza di trovare nel proprio capitano una costante, qualsiasi cosa accada, è sempre stato rassicurante. I tifosi azzurri si stavano lentamente preparando a questo giorno, che è, però, arrivato troppo presto e, soprattutto, improvvisamente. Ci sarebbe stata, infatti, ancora una stagione da vivere, una Europa League da vincere, una Juventus da mettere in difficoltà per quanto possibile. Un’ ultima battaglia da combattere insieme. Questo è il rimpianto. Ma mentre si pensa a ciò che sarebbe potuto essere, ci si guarda indietro e si ringrazia Marek: 520 volte, come le partite da giocate da lui. Napoli non dimenticherà mai il proprio figlio e, siamo sicuri, che quel ragazzino con la cresta, proveniente dal Brescia e di nazionalità slovacca, non dimenticherà mai Napoli. Con la speranza che possa essere solo un arrivederci.

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