Finalmente l’attesa è finita. Dopo mesi di attesa, martedì 12 settembre prenderà il via la fase a gironi della Champions League 2017/2018. Ci siamo lasciati a giugno, alla finale di Cardiff, dove i sogni di tutto il popolo bianconero di poter sollevare di nuovo la “coppa dalle grandi orecchie” dopo più di 20 anni di attesa si sono infranti di fronte allo strapotere di una vera e propria macchina perfetta come il Real Madrid, che ha annientato la squadra di Allegri con un roboante 4-1.

Ai blocchi di partenza ci sono più compagini che ambiscono a sollevare la coppa nella finale di Kiev, che si disputerà il 26 maggio 2018. Tra chi sicuramente vorrà fare bella figura, c’è il Liverpool di Jurgen Klopp, che dovrà vedersela nel Girone E con Spartak MoscaSivigliaMaribor. Andiamo dunque ad analizzare questo gruppo, in ordine di fascia.

LIVERPOOL

Il Liverpool, dopo le fallimentari stagioni 2014/2015 e 2015/2016, al termine delle quali i Reds non sono riusciti a qualificarsi neanche ai preliminari della Champions League, è riuscito a cambiare antifona grazie al conseguimento di un peziosissimo quarto posto. Jurgen Klopp è stato capace di lavorare sulla fase difensiva, vero punto debole della squadra, e allo stesso tempo di esaltare le notevoli capacità offensive di giocatori talentuosi ed imprevedibili come Coutinho, Manè, Firmino, senza contare che quest’anno potrà anche contare su Mohammed Salah, arrivato in estate dalla Roma.

Il punto forte della compagine inglese è sicuramente l’intensità di gioco: i Reds esercitano un pressing molto intenso ai danni del proprio avversario, che prevede la chiusura di tutte le linee di passaggio a disposizione degli avversari e lo schiacciamento degli stessi nella propria metà campo. Lo stesso livello di intensità può essere ritrovato anche nella fase offensiva; nonostante il Liverpool non possa contare sulla presenza di un vero e proprio centravanti, dispone di giocatori specializzati nel gioco breve, capaci di muovere la palla in maniera molto rapida ed in grado di creare molto spesso superiorità numerica superando nel dribbling il proprio avversario. Nonostante i benefici che derivano da una così elevata intensità di gioco, bisogna vedere quanto può reggere nel corso di un’intera stagione il gioco “heavy metal” dell’ex tecnico del Borussia, in previsione soprattutto di possibili cali fisici, da mettere in conto in un’annata calcistica. Di seguito la formazione tipo del club inglese:

LIVERPOOL (4-3-3): Mignolet; Joe Gomez; Matip; Lovren; Robertson; Henderson; Can; Coutinho; Salah; Firmino; Manè. All.: Klopp.

SPARTAK MOSCA 

Lo Spartak Mosca è la squadra più titolata e tifata in Russia, nonché fresca vincitrice del titolo nazionale. Il club di Mosca, allenato da Massimo Carrera, secondo di Conte ai tempi della Juve, è riuscito a vincere il campionato dopo quindici anni di attesa, beffando il più attrezzato Zenit San Pietroburgo. La squadra di Carrera tuttavia ha iniziato la nuova stagione a rilento, totalizzando solo nove punti nelle prime otto partite, ed ora occupa la decima posizione. Anche se difficilmente i moscoviti riusciranno a ripetersi, non sono una squadra da prendere sotto gamba, dal momento che possono contare sul fattore stadio: dall’inizio dell’anno infatti lo Spartak ha perso una sola partita all’Otkrytie Arena, che si è spesso rivelata il dodicesimo uomo in campo, supportando senza sosta la squadra nei momenti di maggiore difficoltà.

La compagine russa al momento non vanta un assetto tattico ben definito. Nel corso della sessione estiva infatti sono stati acquistati giocatori del calibro di Fernando dal City, Pasalic reduce dall’annata con la Maglia del Milan, il talentuoso Pedro Rocha dal Gremio, ma Carrera non è ancora riuscito ad inserirli negli schemi della sua squadra. Nel corso delle prime partite di campionato, sono stati provati più moduli, passando dal rodato 4-2-3-1 della scorsa stagione fino ai più recenti 4-4-2 e 5-3-2, nessuno dei quali ha però convinto a pieno.

Il modulo potenzialmente più congeniale potrebbe essere il 4-3-1-2, ma tutto dipenderà da quale ruolo si vorrà affidare ai due elementi chiave della squadra, risultati decisivi per la vittoria del titolo. Il primo è Quincy Promes, ala olandese classe 92′ dotato di un gran dribbling e di una velocità devastante; il secondo è invece il centrocampista russo Roman Zobnin, molto abile nell’inserirsi negli spazi, e in grado di ricoprire ben 3 ruoli, essendo nato come mezzala, ma trasformato da Carrera in un esterno dai movimenti imprevedibili. Se lo Spartak ritroverà la solidità difensiva della scorsa stagione, potrebbe riuscire a strappare il biglietto per gli ottavi a discapito di Siviglia e Liverpool, sicuramente più attrezzate ma dal rendimento non sempre costante, e che potrebbero patire la lunga trasferta in Russia. Di seguito la formazione tipo del club russo:

SPARTAK MOSCA (4-3-1-2): Selikhov; Eshchenko; Bocchetti; Djikia; Kombarov; Fernando; Pasalic; Glushakov; Zobnin; Promes; Luiz Adriano. All.: Carrera.

SIVIGLIA

Il Siviglia nella passata stagione, guidato da Jorge Sampaoli, ha terminato la Liga al quarto posto, con conseguente accesso ai playoff di Champions, nei quali la squadra del nuovo tecnico Berizzo ha avuto la meglio con non poche difficoltà sulla compagine turca dell’İstanbul Başakşehir. Durante il periodo estivo la dirigenza andalusa è stata molto attiva sul mercato, riuscendo a portarsi a casa giocatori come Muriel, acquistato per 20 milioni dalla Sampdoria, Jesus Navas, NolitoKjær.

Nelle prime uscite stagionali la squadra è apparsa non del tutto amalgamata, complice soprattutto il fatto che i nuovi arrivati hanno ancora bisogno di tempo per conoscersi trovare l’intesa giusta. Nonostante queste difficoltà iniziali, comprensibili visti i molti volti nuovi e l’arrivo di un nuovo tecnico, il Siviglia può contare su giocatori dalle spiccate doti balistiche, primi tra tutti la punta Ben-Yedder, gli esterni Navas e Nolito e il colombiano Luis Muriel, apparso ancora fuori forma, ma potenzialmente un attaccante devastante se in condizione. Va inoltre menzionato tra i giocatori di rilievo il mediano francese Steven N’Zonzi, classe 88′, cercato tutta l’estate da Juve e Psg, in grado di garantire equilibrio tra il reparto offensivo e difensivo della squadra.

Il club iberico può vantare anche una buona tradizione in Europa, dal momento che ha vinto tre volte di fila l’Europa League tra il 2013 e il 2016, sotto la guida di Unai Emery, ora al Psg. I presupposti per intraprendere un buon percorso in campo internazionale non mancano quindi. Molto dipenderà da come Berizzo saprà raccogliere l’eredità lasciata da Jorge Sampaoli: dovrà infatti essere in grado di apportare alcuni miglioramenti, in particolare per quanto concerne la fase difensiva, non sempre risultata impeccabile, senza però stravolgere completamente il comunque ottimo lavoro svolto dall’attuale tecnico dell’Argentina nella passata stagione, durante la quale Los Nervionenses hanno saputo divertire i propri tifosi con un gioco rapido e spettacolare, fatto su misura per esaltare le doti balistiche di giocatori come Ganso, Correa e Vazquez. Di seguito la formazione tipo del club spagnolo:

SIVIGLIA (4-1-4-1): Sergio Rico; Kjær; Lenglet; Mercado; Escudero; N’Zonzi; Jesus Navas; Ganso; Banega; Jesus Navas; Ben-Yedder. All.: Berizzo.

MARIBOR

Il Maribor, club detentore del campionato sloveno, è senza alcun dubbio la squadra meno attrezzata tra le quattro del girone E, non disponendo di un tasso tecnico e qualitativo pari a quello delle altre. Nelle prime sei partite giocate in Prva Liga hanno ottenuto cinque vittorie e un pareggio, e al momento occupano il primo posto in classifica assieme all’Olimpija Ljubljana. Nel cammino per accedere ai gironi di Champions, gli sloveni, nonostante le evidenti carenze tecniche, hanno dimostrato di essere un vero osso duro; il Maribor ha infatti dovuto disputare ben tre turni preliminari, durante i quali nell’ordine ha eliminato i bosniaci dello Zrinjski, gli islandesi dell’Hafnarfjordur e gli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva.

La stella della squadra è Luka Zahovic, anche se l’infortunio al piede occorso al crack sloveno è un rebus. Un altro elemento imprescindibile è Marcos Tavares, trentatreenne seconda punta, ma all’occorrenza anche centravanti o trequartista alle spalle proprio di Zahovic, che in carriera ha giocato anche in Malesia e a Cipro. Occhio anche  a Valon Ahmedi, trequartista albanese, cresciuto nel settore giovanile del Sudtirol, per poi trasferirsi in Slovenia prima con la maglia dell’NK Celje e poi all’NK Maribor. Il club è allenato da Darko Milanic, che in carriera ha conquistato quattro titoli e tre coppe slovene; il tecnico ha fatto ritorno al Maribor nel marzo del 2016 dopo aver allenato la compagine slovena dal 2008 al 2013. Non sarà assolutamente facile per il Maribor riuscire a conquistare un posto per gli ottavi di Champions, ma se gli uomini di Milanic manterranno l’agonismo e la solidità che li ha contraddistinti durante i playoff di Champions, potrebbe creare non pochi grattacapi ai propri avversari anche durante la fase a gironi, e ambire al terzo posto, che significherebbe Europa League. Di seguito la formazione tipo del club sloveno:

MARIBOR (4-2-3-1): Handanovic; Palcic, Pihler, Suler, Viler; Kabha, Vrhovec; Bohar, Ahmedi, Marcos Tavares; Zahovic. All.: Milanic.
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