778 partite, 672 gol, 305 assist, un gol ogni 94 minuti (praticamente uno a partita), 35 trofei di squadra, 37 titoli individuali, 6 volte Pallone d’Oro. In questi pochi ma incredibili numeri sono racchiusi 21 anni di amore tra Messi e Barcellona.

Sì, manca l’articolo prima del nome della squadra e non è un caso, né un errore. Ciò che lega l’argentino alla città, agli abitanti di quella città è inspiegabile. Lo si percepisce entrando al Camp Nou. Anche vuoto, anche solo per un tour dello stadio. Quando si entra in una stanza enorme dedicata interamente a Leo Messi si capisce ciò che la Pulga significa per quel club e per quella gente.

Ieri, Giovedì 5 Agosto, una giornata estiva sostanzialmente normale tra caldo, afa e (poche) trattative nel calciomercato nostrano che ci intrattenevano, dalla Spagna arriva la bomba: “FC Barcellona comunica che Leo Messi non proseguirà la sua avventura con la nostra maglia“.

Si ferma tutto. Si lascia qualunque cosa si stesse facendo. Perché c’era la consapevolezza che si stava assistendo ad un pezzo di storia ed è così che si reagisce agli eventi storici: con stupore, silenzio e mille emozioni che ti sovrastano.
In altre condizioni si sarebbero cercate informazioni, conferme, qualunque cosa, ma in questo caso era del tutto inutile. Era stato lo stesso Barcellona a comunicare la fine del rapporto con Messi. Era già ufficiale.

Questo non vuole essere un articolo che ripercorre la carriera di Messi col Barcellona, non vuole essere un articolo che ripercorre le ultime stagioni difficilissime fuori dal campo per il rapporto con Bartomeu o che ripercorre le difficoltà oggettive che ci sono state nel trovare l’accordo per il rinnovo. Questo vuole essere un articolo di un innamorato del calcio, di un innamorato di Messi (come milioni, per fortuna, nel mondo) che in qualche modo prova a dare sfogo alle sue emozioni. Il calcio ed il giornalismo sono anche e soprattutto questo.

Vuole essere un articolo di ringraziamento per quello che Messi e il Barcellona, con l’ausilio di compagni di viaggio meravigliosi come Ronaldinho, Xavi, Iniesta, Guardiola, Neymar, ci hanno regalato in questi anni. Le giocate più belle, le emozioni più forti (quel 6-1 inflitto al PSG che non dimenticheremo mai) e le sorprese più grandi (anche al negativo, 0-3 a Roma, 0-4 a Liverpool).

Il Barcellona è la mia vita. Sono qui da quando avevo 13 anni. Sono cresciuto sia nel club che in questa città. Vivo a Barcellona da più tempo che nel mio paese in Argentina. Il Barca mi ha dato tutto e ho sempre dato tutto per la maglia, ho un rapporto d’amore perché è quello che ho vissuto da quando sono arrivato qui“. Queste erano le parole di Messi circa un anno fa, nel periodo più difficile a Barcellona e col Barcellona. Una parola ricorre sempre nelle dichiarazioni della Pulce: amore.

Cambierà squadra, adesso. Andrà a Parigi? Andrà a Manchester? Non lo sappiamo in questo momento, semplicemente perchè non lo sa neanche l’argentino. L’idea era chiara: altri rinnovo col Barça e sostanzialmente fine carriera in Catalunya. Da vero Re. Il tutto non è stato possibile, per decisioni prese da chi governa La Liga. Per questioni economiche. Potrà andare a ricomporre una coppia meravigliosa con Neymar in Francia, che tanto ci ha fatto divertire proprio negli anni del 6-1 al PSG. Potrà ricongiungersi con Pep Guardiola, probabilmente la persona che più ama Messi nel mondo del calcio, per regalarci altre giocate meravigliose in una squadra che già gioca il miglior calcio al mondo. Ovunque andrà però non sarà la stessa cosa. Farà strano vederlo con un’altra maglia, farà strano vederlo esultare per un’altra squadra e farà strano, farà malissimo, eventualmente vederlo giocare contro il Barcellona.

Dunque Leo ti ringraziamo. Per tutto. Per averci fatti innamorare di te, del Barcellona e del calcio. Per averci regalato le giocate più belle di sempre (che assomigliavano maledettamente a quelle di Maradona, idolo della Pulce), per averci emozionato e averci regalato incredibili gioie, nonostante abbia punito tante volte le nostre squadre. Sappiamo che non è la fine della carriera dell’argentino, sappiamo che continuerà a giocare e ad incantare ma permetteteci, oggi, di avere meno sicurezze, di non credere più nel “per sempre” nel mondo del calcio, definitivamente. Permetteteci semplicemente di essere tristi perché è questo l’effetto che spesso fanno gli eventi storici: ti stordiscono e ti intristiscono.

Grazie di tutto Leo.

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