Gonzalo Higuain: un uomo d’amore con i suoi limiti

Higuain
Fonte foto: Daniele Mascolo/ Photo Views

Premessa. E’ un editoriale scorretto.

#MilanJuve a San Siro, Gonzalo Higuain contro il suo recente passato ha una voce dentro che gli urla ”Tu sei ancora importante e decisivo, schiaccia quell’erba e dimostralo”. L’argentino ha la faccia di chi vorrebbe spaccare il mondo in due ma la testa piena di ansie e paure, i timori di chi può decidere il tutto in maniera negativa.

Come diceva il maestro Luciano De Crescenzo nel lontano 1984: ”Esistono uomini d’amore e uomini di libertà”. Gonzalo Higuain è un uomo d’amore, per me s’intende, uno che avrebbe voluto dare tutto in una sera senza riuscire mai ad essere un uomo di libertà, non sarà mai uno di ”quelli con le certezze, quelli che sanno tutto come andrà a finire”.

E’ un editoriale di parte, si sta cercando di capire (a tratti anche comprendere ma non giustificare il cattivo esempio) il comportamento di un giocatore che ha sbagliato ad urlare contro l’arbitro e lasciare la sua squadra in 10 in un momento decisivo. Ne sono cosciente.

Higuain fa vedere qualche buona giocata nel primo tempo, non si smonta dopo il rigore sbagliato, ma sulle sue spalle c’è il goal di Mandzukic, quello che attualmente a Torino sta facendo l’Higuain, la punta ma il vero colpo è top è un altro.  Ora che c’è Cr7 a Torino, il top player a cui si affidano le responsabilità non è più argentino (riferimento anche per la Joya). 

Immaginatevi in una gara dove partite già sconfitti prima del fischio d’inizio, non me ne vogliano i tifosi del Milan ma il divario tecnico-qualitativo delle due rose è enorme, sommato alle defezioni dell’infermeria a tinte rossonere, un disastro annunciato. 

Eppure il Milan non fa male, anzi. Poco pericoloso ma si sono viste tante cose buone. Ma a non molto dalla fine con un tap-in segna Cr7, un sigillo su un #MilanJuve che era sembrato in bilico (ma non troppo) fino a poco prima. Lì non si vede dalle telecamere ma è il momento in cui Gonzalo crolla psicologicamente, ne siamo quasi certi.

Milano 31/08/2018 – campionato di calcio Serie A / Milan-Roma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gonzalo Higuain

Un’entrata di Benatia dubbia in contrasto con Gonzalo costa il giallo al Pipita, pochi secondi dopo impazzisce e nessuno riesce a calmarlo, davvero nessuno, neanche i suoi ex compagni pienamente comprensivi del nervosismo di un campione, Benatia a parte. Tanto che Ronaldo a fine partita lo giustifica nell’intervista post gara.

Questa espulsione costerà cara al Milan che ha uno scontro già decisivo alla tredicesima giornata contro la Lazio da giocare senza il suo miglior giocatore, però in fondo credo che qualche tifoso la reazione da ”uomo d’amore” l’avrà capita. Quel rigore l’avremmo tirato tutti noi che abbiamo il fuoco dentro.

Tutti quelli che la mattina si alzano e hanno la voglia di cambiare le cose anche in minima parte avrebbero piazzato la palla sul dischetto con fermezza, fermando la voglia di Kessié che probabilmente era molto più lucido. Nonostante Higuain sapesse che il rigore non è la sua skill migliore, il sangue gli bolle e vuole calciarlo.

La premessa è stata rispettata, stiamo creando un alibi a uno dei migliori attaccanti al mondo che da professionista un alibi a fine gara non l’ha cercato.

Ma è così, un giocatore con quel carattere lo calcerebbe altre 100 volte, chi pensa che Higuain sia un uomo debole vada a rivedere cosa combinò il Pipa al San Paolo lo scorso anno. Abbiamo conosciuto la sua forza in quello stadio con i suoi 36 goal da supereroe e abbiamo conosciuto i suoi limiti in un #UdineseNapoli di qualche settimana pre-record.

E ieri sera abbiamo visto probabilmente lo stesso Higuain, uno che non riesce a cambiare le cose da solo, o meglio non riesce a rivoluzionare qualcosa con una buona base. Abbiamo rivisto i limiti di un uomo d’amore. 

Chiosa finale, ci consentano i napoletani tutti di utilizzare un capolavoro come ”Così parlò Bellavista” per uno che a Napoli non è visto di buon occhio, per usare un eufemismo. A tratti un’esagerazione.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.