Si è appena conclusa una delle sessioni di calciomercato più atipiche di calciomercato degli ultimi anni: tantissimi trasferimenti nonostante una pandemia ancora attualmente in corso, con le squadre italiane costrette a dover vendere i loro talenti migliori e a doverli rimpiazzare con giocatori di valore ma sicuramente non dello stesso calibro (quantomeno sulla carta e al momento) di quelli partiti.

Oggi in particolare, come si evince dal titolo, andremo ad analizzare il calciomercato estivo della squadra campione d’Italia ossia l’da 4 pieno: una sessione contraddistinta da addii illustri e da arrivi utili alla causa e che, probabilmente, passeranno sottotraccia ma sapranno dare il loro contributo.

Il capitolo addii dall’Inter

Il riassunto della stagione di Romelu Lukaku, decisivo in campionato con i suoi gol e assist.

Partendo dagli addii bisogna parlare di come i nerazzurri in questa sessione hanno perso in un colpo solo 3 punti cardine della conquista del dicianovvesimo scudetto ottenuto nella scorsa annata: l’allenatore Antonio Conte, l’esterno decisivo con i suoi gol e assist Hakimi e il bomber di riferimento ossia Romelu Lukaku (a loro, non va dimenticato, deve essere aggiunto Eriksen anche se qua si va su questioni extra-campo). L’ex tecnico interista ha deciso di lasciare la squadra quando ha capito che si andava incontro ad un ridimensionamento della rosa e, di conseguenza, degli obiettivi optando quindi per una risoluzione consensuale che ai tempi (maggio 2021) sembrava strana come cosa vista la probabile partenza solo di Hakimi.

Partenza, quella dell’esterno marocchino, necessaria per far quadrare i conti e per un’offerta complessiva di 60 milioni di euro più 11 di bonus non impossibili da raggiungere: un’offerta difficile da rifiutare, soprattutto vista la necessità di fare cassa.

Alla cessione di Hakimi però si è aggiunta quella improvvisa, arrivata quasi come un fulmine a ciel sereno, di Romelu Lukaku: il bomber belga ha dapprima trovato l’accordo con il Chelsea e poi comunicato alla società nerazzurra la sua volontà di andare nella squadra campione d’Europa. Da parte sua il Chelsea ha fatto pervenire all’Inter un’offerta di 115 milioni di euro, una cifra monstre alla quale la squadra interista non ha potuto dire di no.

Tutto ciò sembrerebbe abbastanza normale e comprensibile se si trattasse di una squadra qualsiasi, ma qui parliamo dei campioni d’Italia, freschi vincitori della serie A: era davvero impronosticabile nel giorno della conquista dello Scudetto vedere l’addio contemporaneo nella stessa sessione di calciomercato di 3 elementi fondamentali per la conquista del titolo. Non va inoltre dimenticata la mancanza di comunicazione e di trasparenza di Suning, la quale non si è mai esposta e non ha mai voluto parlare degli obiettivi, sia presenti che futuri, nè della situazione finanziaria del club e di come ci si sarebbe mossi: era davvero necessario questo silenzio continuo riguardo qualsiasi fronte? Lo meritavano davvero i tifosi interisti? La dirigenza stessa sembra essere rimasta abbastanza spiazzata da Suning e le sue mosse, le quali io reputo sinceramente non degne dalla proprietà della squadra campione d’Italia: ci vuole chiarezza, sempre, sia nel bene che nel male.

Gli acquisti e il voto finale

Correa è stato l’acquisto di punta dell’Inter per sostituire Lukaku

In tutto questo Marotta e Ausilio hanno dovuto fare i conti, ed il calciomercato, con una proprietà che non voleva sbloccare i fondi per riuscire a rinforzare la rosa e a trovare i sostituti ideali per Lukaku e Hakimi: insomma, Simone Inzaghi e la dirigenza sono stati obbligati da Suning a fare le nozze con i fichi secchi.

Marotta e Ausilio sono stati però bravissimi nel fornire all’attuale tecnico interista una rosa comunque ancora competitiva, viste le evidenti difficoltà di tutte le squadre (non solo l’Inter) di fare mercato: per sostituire Hakimi si è puntato su quella che forse era la migliore soluzione possibile per qualità/prezzo ossia Dumfries, autore di un ottimo europeo e stagione col PSV, andandolo a pagare 12,5 milioni di euro. In attacco invece si è puntato su Dzeko, preso a 0 ma con un contratto di 2 anni a 5 milioni a stagione, assieme a Correa prelevato dalla Lazio per 30 milioni di euro e voluto fortemente da Simone Inzaghi. Non va dimenticato anche Calhanoglu arrivato a parametro zero per sostuire Christian Eriksen, il quale ha avuto un malore improvviso durante gli Europei ed è diventato indisponibile fino a data da destinarsi.

In conclusione il mio voto complessivo, come da titolo, è un 6.5: la media arriva dal 9 dato alla dirigenza interista per il lavoro splendido svolto visti i pochi fondi a disposizione e la poca chiarezza della proprietà, ed il 4 dato a Suning stessa visto il suo sanguinoso modus operandi che ha rischiato, seriamente, di distruggere quanto di buono fatto fino ad ora.
Voi cosa ne pensate? Quale voto dareste al calciomercato dell’Inter?

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.