Il campionato di serie A riprenderà e verrà concluso? E’ proprio il caso di dire che non v’è certezza assoluta intorno alla risposta di questa domanda perché la situazione è molto controversa. Nelle scorse settimane si era paventata l’ipotesi di trasferire l’intero campionato al sud ma subito molti club s’erano mostrati contrari alla scelta per non lasciare la propria casa calcistica parlando di campionato falsato?

Giocare al sud falserebbe veramente il campionato?

La risposta al quesito è controversa e di difficile risoluzione. Tutte le ipotesi potrebbero portare ad una verità conclamata da parte di chi le ha dette, ma presumo sia difficile arrivare ad una verità sicura e certa, in altre parole definitiva.

1 – Concludere il campionato e giocare la Serie A a porte chiuse

Dal momento della ripresa fino a data da destinarsi il campionato di Serie A sarebbe da disputare a porte chiuse in ogni parte d’Italia per ridurre al minimo i contagi. Che sia San Siro, Juventus Stadium o San Paolo gli stadi saranno inaccessibili ai tifosi motivo per cui da un punto di vista ambientale, calore del tifo, non ci sarebbe particolare differenza giocare per una squadra del nord giocare nel proprio stadio piuttosto che in uno stadio del meridione. Senza calcolare il fattore delle temperature alte.

2 – Tutte le squadre in ritiro al sud

Questo, se vogliamo, potrebbe rappresentare una prova a favore dei contrari al campionato al sud. Discosta un po’ dal concetto di falsare il campionato stesso ma credo sia comunque da tenere in considerazione. Come prenderebbero i residenti al Sud, zona poco colpita dal Covid-19, l’arrivo di squadre dalle zone rosse? Come prenderebbero la situazione quelle persone che hanno organizzato l’assalto ai treni per scappare a casa salvo poi essere presi d’assalto nelle parole degli esperti in tv. Senza dimenticare tutti quegli studenti fuori sede che vorrebbero tornare a casa.

3 Le perdite delle pay-tv

Questo rappresenta un punto cardine a mio avviso. Giocare al Sud significherebbe innanzitutto tornare a giocare in zone più tranquille, ma ribadisco, tornare a giocare una partita di calcio dopo 2 mesi. Ciò permetterebbe alle società e alle pay-tv di contenere le perdite di denaro per evitare, a molte, il fallimento. E’ difficile però stabilire con esattezza da cosa deriverebbero questi introiti visto che il merchandising che ruota intorno agli stadi o alle case del club sarebbe di fatto pari a zero, parlo di shop e store negli stadi oltre che le attività commerciali di proprietà dei club. Riuscirebbero le grandi sponsorizzazioni a coprire nella giusta maniera i costi societari senza che le squadre risentano troppo della situazione? Anche se bisogna calcolare quante persone rinnoveranno, confermeranno, torneranno a pagare o sottoscriveranno un abbonamento con le pay-tv.

Concludo con un parere spassionato da tifoso, a me piacerebbe che si tornasse a giocare e non m’importa che sia al nord o al sud. Penso che non ci sia niente di più bello di vedere il pallone rotolare sull’erba verde. Ne abbiamo bisogno per tornare al passato, un passato che sarà probabilmente diverso da come l’avevamo lasciato ma che si fonderà ancora su determinate certezze: il calcio è una di queste. Rispettando ogni norma e regola di sicurezza.

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