Giampaolo sbaglia, Pioli rimedia: il Milan può ancora sperare nella Champions League?

Pioli Milan
Fonte: MilanLive

Nel calcio, si sa, basta poco per cambiare una stagione. Lo sta imparando il Milan, sono bastate due giornate per indirizzare l’umore nella strada giusta, quella che può far sperare di raggiungere obiettivi che fino all’ultima sosta per le Nazionali sembravano proibiti.

A dire il vero, parlare di Champions attualmente pare molto azzardato, perché in casa rossonera sono consapevoli che due successi consecutivi non bastano per dormire sonni tranquilli. Tuttavia, l’arrivo di Pioli ha rivoluzionato la squadra non solo dal punto di vista dei risultati ma anche sotto l’aspetto caratteriale, l’atteggiamento dimostrato dopo il cambio in panchina trasmette decisamente più fiducia.

ERRORE GIAMPAOLO

La scelta di affidare la panchina a Giampaolo in estate non è mai stata accolta con troppo entusiasmo dai milanisti e, ancor prima che prendesse ufficialmente il via il campionato, traguardi come Champions, e forse anche Europa League, sembravano assai complicati e le prime partite della stagione non hanno fatto che confermare le aspettative iniziali. Giampaolo si è rivelato fin da subito una decisione azzardata e soprattutto sbagliata, compromettendo così il cammino del Milan che, per quanto possa migliorare ulteriormente con Pioli, è inevitabilmente influenzato in negativo dalla gestione di Giampaolo.

RILANCIO CON PIOLI

Pioli ha stravolto il Milan ma serve altro, o meglio, serve dare continuità di prestazioni e risultati anche nelle ultime due partite del 2019 per poi iniziare al meglio il 2020. Nell’ultima partita di campionato, giocata contro il Bologna, si è visto probabilmente uno dei miglior Milan stagionali, non solo per il risultato. La vittoria, come giusto che sia, è la nota più lieta, ma si è finalmente rivisto il vero Piatek, o quantomeno quello che i tifosi e Pioli si aspettano di vedere. Il gol è arrivato su rigore, ma paradossalmente la rete non è l’aspetto più sorprendente della serata del Dall’Ara. Piatek ha messo in mostra tutto ciò che non ha dimostrato nelle partite precedenti, ovvero lavoro al servizio della squadra, lottando su ogni pallone e diversi assist per i compagni. Buona anche la prestazione di Suso, decisivo con l’assist per il momentaneo 0-2 di Theo Hernandez, uno dei migliori di questa stagione.

COSTRUITA LA BASE

Pioli ha capito che per sperare di raggiungere obiettivi impensabili fino a poche settimane fa si deve prima di tutto contare su una squadra in forma e in fiducia, prima o poi i risultati arrivano. La sfortuna di Pioli è di esser arrivato al Milan in un periodo in cui il calendario offriva partite assai complicate. Per cui, sconfitte contro Roma, Lazio e Juventus erano facilmente pronosticabili ma la squadra rossonera non avrebbe rubato nulla qualora fosse tornata a casa con almeno un pareggio. Non sono arrivati i risultati sperati, ma almeno si è costruita la base per il futuro immediato. E così, con un po’ di fortuna che non danneggia mai, il Milan vince a Parma nel finale prima di conquistare altri 3 punti a Bologna.

CHAMPIONS SI O CHAMPIONS NO?

Ma la domanda che si pongono di continuo i milanisti è la seguente: si può ancora sperare nella Champions o no? La logica consiglia di andarci prudenti, di non farsi illusioni perché la concorrenza è tante e forte, la classifica risponde con i fatti: il quarto posto distanzia 9 punti, l’ultimo posto è occupato dal Cagliari che sarà l’avversario rossonero nell’ultimo turno del girone d’andata. Unendo tutte queste risposte, ovvero l’osservazione della stessa situazione ma da angolature diverse, viene spontaneo ammettere che l’esperienza di Giampaolo abbia compromesso la stagione del Milan fino ad ora. Sì, ma a che punto? Pioli, con gli stessi uomini, sta facendo molto meglio, segno che i giocatori ci sono, la qualità c’è e la fiducia è tornata ad impossessarsi dell’ambiente di Milanello. Meglio però restare con i piedi per terra. Non deve essere visto come un qualcosa di scoraggiante. Tradotto: si devono tenere i piedi per terra non perché le qualità non ci siano ma, ancora meglio, ci sono i presupposti per la grande rincorsa al quarto posto ma è necessario guardare partita per partita e ragionare settimana in settimana.

STEP BY STEP

Siamo quasi a metà stagione e qualche resoconto è giusto farlo, meglio però darsi traguardi a breve termine. Due vittorie possono dire tutto o niente, possono essere il punto di (ri)partenza ma allo stesso tempo possono gonfiare di ottimismo che a volte è controproducente. Per cui, il Milan ha l’obbligo di dar continuità alle due vittorie in Emilia e sperare negli scivoloni delle dirette concorrenti. Per poter permettersi di rincorrere e agguantare le altre squadre in classifica occorre continuare su questa linea. La stagione non è ancora completamente buttata, Giampaolo non ha sicuramente contribuito a incanalare la stagione sul binario giusto, Pioli pian piano sta riportando la squadra sulla giusta corsia. La corsa è ancora lunga, ma il traguardo più grande si conquista raggiungendo piccoli step sul percorso. Il primo, cioè quello di dare un’identità alla squadra è stato portato a termine con successo. Il secondo, consistente nel conseguimento di risultati, sta procedendo bene. Il terzo, il quarto, il quinto e così via si vedrà, in base a come andrà la stagione è opportuno capire con intelligenza quali potranno essere i veri obiettivi e potenzialità della squadra.

STRADA GIUSTA

Ora Pioli conosce meglio il Milan e il Milan conosce meglio Pioli, altra indispensabile condizione per contribuire ai vari successi. Forse mancava anche questo a Giampaolo, tecnico che probabilmente non aveva ben inquadrato come impostare la squadra. Pioli lo ha capito, gli ha conferito un’anima e identità che rende il Milan un avversario tosto per chiunque. Ciò che aveva sbagliato il suo predecessore, Pioli con calma lo sta aggiustando. La strada è giusta ma non completa, il grande obiettivo si chiama Champions ma è giusto non parlarne ad alta voce. Il prossimo obiettivo si chiama Sassuolo, quello successivo Atalanta e così via. Pensare volta per volta, la stagione è ancora lunga e nulla è perduto. La strada è stata ritrovata ma uscire nuovamente dal percorso potrebbe essere fatale.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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