Giampaolo, male la prima: il tecnico sbaglia ma il tempo aiuterà

Il mondo del calcio è un mondo con poche certezze. Oggi però ci sentiamo presuntuosi e una certezza sentiamo di averla: quando Marco Giampaolo immaginava il suo esordio sulla panchina del Milan, si aspettava qualcosa di leggermente diverso dalla sfida contro l’Udinese.

Quello di Udine è stato un Milan senza idee, offensivamente nullo e sulle gambe.
Attenzione. Lungi da noi aspettarci la perfetta unione tra il Milan di Sacchi e il Barcellona di Guardiola alla prima giornata, è pur sempre calcio d’agosto, però qualcosa di meglio poteva essere fatto sia dal punto di vista tattico che da quello comunicativo.

Eccesso di sperimentazione

Per l’esordio in campionato, Giampaolo ha presentato una formazione molto simile a quella vista nelle sfide di pre-campionato. Il suo 4312 infatti ha mostrato gli stessi difetti (ma non i pregi) delle sfide precedenti. Buono nelle idee, carente negli interpreti. Tanti i giocatori fuori ruolo che non hanno reso.

  • Castillejo non è una seconda punta: lo si era capito nelle amichevoli e Udine è stata la definitiva conferma. Qualche spunto lo si è visto, ma il Milan chiede altro.
  • Suso da trequartista aveva (più o meno) reso nel pre-campionato, ma contro l’Udinese mostra tutti i suoi limiti in una zona di campo che non gli compete.
  • Calhanoglu in cabina di regia bocciato, anche se chi scrive ammette di aver avuto molta speranza nel turco in quella zona di campo.
  • Di Borini apprezziamo lo sforzo. In questi anni al Milan gli abbiamo visto fare qualsiasi ruolo, dal terzino destro all’ala sinistra. Come mezzala, però, speriamo sia stata la prima e ultima volta.

Come lo stesso Giampaolo ha spiegato, in campo sono scesi i giocatori che più avevano interiorizzato le sue idee e quelli che aveva avuto la possibilità di allenare per più volte. Il rimprovero quindi è uno: se a disposizione hai due esterni (Castillejo e Suso), una punta (Piatek), due mezzali (Paqueta e Calhanoglu) e un giocatore offensivo (Borini), il 4312 potrebbe non essere la scelta migliore. Intestardirsi su un modulo quando i giocatori a disposizione non lo permettono è masochismo. Sperimentare giocatori che potrebbero far bene in un determinato ruolo va bene, provarli però tutti insieme è rischioso. Il Milan si è trovato spaesato perché molti interpreti dell’undici titolare erano spaesati.

Errore comunicativo

Vogliamo però essere buoni: ci sta sbagliare una partita, soprattutto se è la prima di campionato. Quello che era evitabile, però, era qualche errore in conferenza stampa.
Andiamo a prendere alcune frasi di Giampaolo nel post-partita, riportate da milannews: “I movimenti offensivi dei tre non mi sono piaciuti, perché forse non sono nelle corde di quei tre attaccanti. […] Sono le caratteristiche dei giocatori che permettono di fare una cosa rispetto ad un’altra. È emersa una difficoltà nell’interpretare le cose che gli chiedo, per caratteristiche dei giocatori. […] Bisogna mettere gli altri due, soprattutto Piatek, nelle condizioni migliori. Forse da solo gioca meglio.”

Con queste parole Giampaolo ha implicitamente aperto le porte ad un possibile cambio di modulo. Nelle prime ore post-conferenza si parlava di un ritorno al 433, adesso si parla di un possibile 4321. A prescindere dal modulo, resta però un punto: c’era bisogno di arrivare alla prima di campionato per rendersi conto che i giocatori a disposizione non erano adatti allo stile di gioco del tecnico? E soprattutto, è ipotizzabile un cambio modulo a una settimana dalla fine del mercato?
Chiariamo: lecito aprire al cambio di modulo (anzi doveroso, come detto in precedenza). Evitabile però dare in pasto a stampa e tifosi l’idea di un mercato inadatto alle esigenze della squadra.

Il tempo come alleato

Chiudiamo dicendo che chiedere la testa di Giampaolo dopo appena una partita è una follia. Il Milan con il tempo può solo crescere e migliorare, ed è anche attraverso gli errori che si migliora. Non abbiamo condannato gli errori di Giampaolo, li abbiamo analizzati.
Siamo certi che se il tecnico riuscirà a trovare la quadra giusta, i tifosi del Milan potranno divertirsi e dormire sonni tranquilli. Una piazza come quella rossonera ha fretta, soprattutto dopo gli ultimi anni di sofferenza, ma le soddisfazioni possono arrivare.
Una cosa però va detta: il 2 settembre chiude il mercato, all’allenamento del martedì 3 ci aspettiamo di vedere almeno un volto nuovo, altrimenti per Giampaolo sarà molto dura.

CONDIVIDI
Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008