#GenoaCagliari, Ballardini esclama: “Voglio un Genoa che dia emozioni”

Ballardini

In occasione del terzo evento legato ai 125 anni del Genoa, il tecnico dei rossoblù Davide Ballardini ha voluto analizzare la prossima sfida di campionato contro il Cagliari.

Ecco le sue parole, secondo quanto riportato da Buoncalcioatutti.it“Per il Genoa vorrei un genere pop, che coinvolga la gente e dia emozioni, perché i grandi maestri – nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere Muti e Pavarotti – sono molto vicini alla cultura popolare. Io direttore d’orchestra? Ci sono tante similitudini, anche sul campo fai le tue prove per cercare di essere un tutt’uno che vada ad affrontare le difficoltà che ti si pongono di fronte durante le partite, di fronte all’altra squadra”.

“Il Cagliari è una squadra che non è stata di certo costruita per trovarsi nella posizione in cui si trova attualmente. Hanno giocatori importanti e mi aspetto una partita difficilissima, noi dovremo essere al meglio, altrimenti rischiamo. Sarà importante fare una partita di grandissima attenzione e grande intensità, perché il Genoa ha dimostrato che se è attento e tanto tanto intenso in ogni fase della partita crea difficoltà agli altri. Se non ci sono quell’attenzione, intensità e fame che abbiamo mostrato in tante partite ecco che tutto diventa più difficile. Sarà importante per noi l’attenzione, la tanta corsa e quella voglia, quelle motivazioni e quell’umiltà che per adesso sono state le caratteristiche che ci hanno permesso di fare la differenza”. 

Sui giocatori:“I recuperati? L’unico che recuperiamo è Biraschi, Veloso certamente no e come lui anche Giuseppe Rossi: ieri ha fatto il primo allenamento, oggi ha riposato come da programma, domani si allenerà però quasi certamente non sarà disponibile per la partita. Ieri gli ho detto che è ‘da denuncia’, perché ci priva nel quotidiano – con questi infortuni – di poterci far vedere davvero un ragazzo che è un tutt’uno con la palla. Spero di vederlo allenarsi tutta la prossima settimana con la squadra. Taarabt ha avuto un mal di schiena che lo condiziona durante la corsa, la mia speranza è di rivederlo al campo nella prossima settimana. Non so quando potrà tornare ad allenarsi con la squadra”.

Nessun dorma? Ha una cadenza che fa dormire, quindi non va bene…via. Io a dire il vero non mi muovo tanto in panchina, non urlo, fortunatamente fino ad oggi le prestazioni sono state buone, con ordine ed attenzione. C’è stata tanta determinazione e ho visto partite giuste nell’atteggiamento, poi ogni tanto capita che debba richiamare giocatori non in posizione o con cui voglio complimentarmi per una corsa in più o un movimento giusto. Chi è Ballardini? Una persona semplice, che ama quello che fa. Sono sempre molto curioso, perché se hai una passione non puoi non esserlo. Sono una persona semplice, perbene, che si sente un privilegiato.”

Infine, ha commentato: “Bologna? Quando mancano alcuni ingredienti, siamo carini da vedere ma non solidi come gli altri, a volte siamo una squadra fragile. Per essere solidi dobbiamo fare tanta fatica, anche nelle gambe, per essere solidi dobbiamo saper essere anche molto competitivi. Davanti alla nostra gente abbiamo sempre dato qualcosa in più, raramente qualcosa in meno fino ad ora. La strada per fare una corsa in più, davanti alla nostra gente, è davvero breve. Sei davanti a chi ti vuole bene, a chi ti sostiene dal primo all’ultimo minuto. Meglio giocare davanti ai nostri tifosi: si fanno sentire e ti spingono, stimolandoti a dare qualcosa in più. Forse ci viene tutto non più facile, ma quantomeno è più breve la strada per fare una corsa in più per il compagno”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.