#GenoaBologna, Ballardini: “Marchetti c’entra poco coi 5 gol del Sassuolo, Sandro ancora non convocabile”

Ballardini

Alla vigilia del match interno contro il Bologna, il tecnico del Genoa Davide Ballardini ha parlato nella conferenza stampa di rito prepartita, spronando la squadra dopo il brutto ko contro il Sassuolo: “La prima mezz’ora eravamo equilibratissimi, il Sassuolo mi ricordo non abbia tirato in porta: la risposta è questa, siamo stati compatti, ordinati. Noi in avanti abbiamo giocatori molto interessanti, però poi dopo la compattezza la dà la squadra: i difensori per me hanno poche colpe, se li lasci da soli possono essere più o meno bravi, ognuno di noi deve fare del proprio meglio. Io sottolineo l’attenzione a livello individuale, col furore giusto per essere d’aiuto ai compagni. Abbiamo sei attaccanti e con caratteristiche diversi tra loro, poi si può giocare con un centrocampista offensivo, con più mezze punte, ma per me l’equilibrio la dà la disponibilità e l’attenzione del singolo.”

Il tecnico rossoblu ha definito il Bologna “una squadra che non pensa certo di fare fatica a rimanere in serie A, ora si trova ad avere un inizio più complicato di quanto si aspettasse ma guardando la rosa, gli attaccanti sono tutti di grande valore. Non ci sarà Palacio, ma c’è Falcinelli che è molto bravo, Dzemaili che segna molto, poi Poli, Pulgar. È una squadra molto competitiva”.

Ancora non convocabile Sandro (“È un giocatore con una qualità che pochi centrocampisti hanno, quando sta bene è straordinario”),  Ballardini ha difeso a spada tratta Federico Marchetti, protagonista in negativo per i 5 gol subiti contro i neroverdi: “È un grande portiere, con grandi qualità: la partita con il Sassuolo per me fa poco testo, forse lui è quello che ha subito di più la nostra superficialità. Siamo stati pochissimo bravi noi e lui ha subito le conseguenze più gravi, ma lui non c’entra niente”.

A contendere il posto a Marchetti c’è Radu, che in Nazionale ha fatto vedere di poter impensierire l’ex Lazio per il posto da titolare: “Non è una sorpresa, è un ragazzo molto interessante, è molto giovane: siamo ben contenti di averlo, in queste gare con la nazionale ha confermato quanto di buono ha fatto.”


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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.