Genoa, Perinetti: “Piatek? Spero aumenti la fila ma a gennaio non parte”

Perinetti

Piatek ma non solo. Tra i tanti argomenti di discussione in casa Genoa c’è naturalmente anche il futuro dell’attaccante ma la notizia più recente riguarda l’esonero in panchina di Ballardini e il conseguente arrivo, o meglio dire ritorno, di Ivan Juric. Dopo le dichiarazioni del presidente Preziosi sono arrivate anche le parole del direttore generale del Genoa Giorgio Perinetti, che ha parlato in esclusiva a Tuttomercatoweb.


“Ballardini nella passata stagione ha fatto un grande lavoro e la società gliel’ha riconosciuto confermadolo anche per questo campionato, poi quest’anno riteniamo che la squadra possa e debba crescere in maniera diversa. Juric è un allenatore molto propositivo e speriamo ci dia i risultati sperati”.

Ancora Juric: “E’ un allenatore giovane e in crescita. Io ai moduli credo davvero poco, in campo vanno i giocatori che devono esprimere determinati concetti”.

Squadra in linea con le aspettative? Indubbiamente si come partenza, adesso abbiamo un ciclo di partite dure ma noi riteniamo che nel complesso possiamo fare un campionato buono valorizzando i giocatori, oltre a Piatek che è esploso in maniera esponenziale”.

A proposito di Piatek, visti i tanti gol si è creata una lunga fila di squadre, italiane e non, interessate all’attaccante polacco: “Io spero che la fila aumenti, per ora ci sono state solo manifestazioni d’interesse. Ora deve confermarsi e crescere, è un ragazzo solido caratterialmente e non si farà distrarre dalle sirene di mercato”.

Ancora Piatek: “Già nelle prime partitelle estive avevamo capito che eravamo di fronte a un giocatore importante”.

Paragoni con Piatek: “Non amo fare paragoni, ogni giocatore deve essere sé stesso. Mi ricorda un po’ i bomber del passato, quelli degli anni ’60-’70 che facevano tanti gol e poche chiacchiere”.

Piatek è circondato da squadre pronte a trattare con il Genoa ma Perinetti ribadisce categoricamente che non partirà nel mercato di gennaio: “A gennaio non se ne parla nemmeno, è un giocatore nostro e ce lo teniamo. Intanto lo studiamo, speriamo ci regali altre soddisfazioni. Non può segnare tutte le domeniche, ma è importante anche il lavoro che svolge”.

Valutazione? “Non lo sappiamo neanche noi, per questo dico che lo stiamo studiando e ce lo stiamo godendo. Per Boniek ha tanti margini di crescita e vogliamo vedere dove potrà arrivare, in questo momento pensiamo solo ad aiutarlo e a fare un buon campionato”.

In Italia ci sono Juventus e Napoli, ma dall’estero non manca la concorrenza: “In ogni gara ci sono tanti osservatori internazionali, quindi vediamo…”.

Rapporto tra Preziosi e De Laurentiis: “E’ sempre stato un rapporto cordiale, anche se i due club non hanno mai fatto tante operazioni”.

Piatek sta facendo benissimo ma non bisogna dimenticare le prestazioni di Kouame, altro attaccante protagonista in positivo: “Non sono meravigliato, l’ho seguito anche in Serie B. Sta facendo molto bene, si pone anche come assist-man per Piatek. E’ molto generoso e credo sarà molto appetito in futuro. Ma adesso sta nel Genoa e abbiamo fatto bene a prenderlo”.

Juric dovrà risolvere il rebus portieri. Marchetti era partito titolare, successivamente Ballardini gli ha preferito Radu: “Abbiamo un portiere giovane e un altro più esperto. Ballardini ha fatto delle scelte, ora Juric farà le sue. Ma entrambi ci daranno le giuste garanzie”.

Perinetti commenta anche l’arrivo di Ventura sulla panchina del Chievo: “Questo lo sa lui. Io l’ho sentito ieri e mi è sembrato molto carico. Se aveva voglia di tornare ha fatto bene a rimettersi in gioco, è un allenatore molto preparato. Forse quello di ct è un altro mestiere, ma farà senza dubbio del Chievo una squadra”.

Ancora Ventura: “Gli insuccessi segnano molto più dei successi. Ma Ventura non è l’unico colpevole della mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale”.

Perinetti commenta anche le riforme che potrebbero interessare il calcio italiano: “Di riforme se ne parla sempre, adesso vengano attuate. Spero che Gravina adesso possa davvero cambiare il sistema calcio, soprattutto con attenzione alla valorizzazione dei giovani calciatori”.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo