Genoa, Perin: “Genova è casa per me, voglio giocarmi la nazionale qui”

Perin

Ha parlato questa mattina Mattia Perin, portiere del Genoa e della Nazionale Italiana, ai microfoni del Secolo XIX riguardo a temi della squadra rossoblù e della nazionale in cui spera sempre di più in posto da titolare per il dopo Buffon.

Salvezza vicina –La verità è che all’inizio della stagione tutti pensavamo a un cammino diverso, il decimo o l’ottavo posto. E invece ci siamo trovati a dover lottare per la salvezza. Siamo stati intelligenti a metabolizzare tutto e a cambiare atteggiamento. In questo senso credo potrebbero essere i nostri 18 anni, la maturità“.

Esonero Juric – Ivan è un allenatore che sa di pallone, sa insegnare calcio e sono certo che diventerà un grande tecnico. È un allenatore giovane e deve magari smussare qualche difetto ma avrà un futuro luminoso. Al suo posto è arrivato un allenatore molto solido, che ha molta esperienza e sa come ci si deve comportare in questo ambito, è stato molto bravo: molti punti fatti dal Genoa sono merito suo. Il suo segreto? Serenità e libero sfogo alla fantasia dei giocatori“.

Prossima stagione – Il Genoa deve ambire a qualcosa di più. Deve: non si può stare tutti gli anni con l’acqua alla gola; arrivare a dicembre e sperare di salvarsi o arrivare a marzo come l’anno scorso scoprendo di aver fatto bene fino a un certo punto e di trovarti nelle zone più pericolose della classifica. Il Genoa dovrebbe avere il peso per poter arrivare ogni anno a metà classifica e avere ogni tanto l’exploit che ti porti tra le prime cinque o sei per poter scrivere un pezzo di storia come quell’anno con Gasperini. Non è una squadra che deve lottare solo per la salvezza“.

Genoa e Nazionale – “Io cerco di dare il massimo con questa maglia e questa maglia mi ha fatto arrivare in Nazionale. Cerco di tenermi stretto questa maglia e di avere la forza di giocarmi quella più importante“.

Eredità di Buffon – Non ho mai pensato di esserne l’erede, lo si dice un po’ di tutti i giovani portieri. E siamo stati tantissimi. Io so che il portiere più forte è quello che si vede di meno. La concorrenza non può che far bene al movimento e a noi stessi“.

Storie genovesi – Se guardo a quando sono tornato qui, a 20 anni, li vedo tutti i passi avanti. Sia come persona sia come giocatore. Mi sento più concreto e affidabile. Lo devo a molte cose, pure agli infortuni: sono dovuto stare fuori molto e ho avuto tempo di pensare“.

Gli infortuni – Non so se sono tornato più forte o più determinato. Ma so che sono tornato diverso. Forse mi hanno rafforzato, sta a me dimostrarlo. Ma resto dell’idea che sarebbe meglio non succedessero…“.

Su Bertolacci –Ci ha dato una grossa mano. Ha una grande personalità e in queste battaglie più del talento, che lui peraltro ha, servono qualità mentali e caratteriali. Ora sta giocando più indietro e questo gli allunga la carriera: farà qualche gol in meno ma corre meno e rende più a lungo“.

Gli idoli: Fognini, Paltrinieri e Nibali – Tre lottatori. Fabio è un amico, è un talento pazzesco e spero possa entrare nei primi dieci. Paltrinieri non so come faccia… Ma io vedrei in rossoblù Nibali, perché è un guerriero e al Genoa serve gente capace di scalare grandi montagne e di faticare“.

Cosa resterà di Genova – Tantissimo, sono cresciuto qui, mi ha adottato: è la mia casa. Qui è nata mia figlia Vittoria e sarà per sempre Vittoria Perin nata a Genova. Così abbiamo scelto io e Giorgia e ne siamo felici. Sono arrivato da ragazzino, ho passato più tempo qui che a Latina“.

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.