Intervenuto nel corso del postpartita di Champions League negli studi di Premium Sport, Goran Pandev, ex attaccante tra le tante di Inter e Genoa, ha fatto il punto su due diverse avventure: quella con i nerazzurri, con l’apice raggiunto con la vittoria del Triplete, e quella con il grifone, ovvero la sua attuale squadra.

Ecco di seguito le sue parole, riportate da Alfredopedullà.com:La salvezza col Genoa? Dobbiamo ringraziare il lavoro fatto da Ballardini e da tutta la squadra. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, salvandoci con merito e con diverse giornate di anticipo. Il presidente Preziosi e la società ci sono stati sempre presenti.

La vittoria in casa del Bayern Monaco con l’Inter? Quella sera abbiamo fatto una grande partita. All’andata avevamo perso in casa nostra, in Germania abbiamo subito fatto gol ma poi siamo andati sotto 2-1 con Ranocchia che ha salvato un quasi gol con la palla finita sul palo. Poi nel secondo tempo abbiamo pareggiato, ci abbiamo creduto fino alla fine e poi è arrivato il mio gol, la ciliegina sulla torta. Nessuno credeva che avevamo superato il turno perché il Bayern era considerato davvero fortissimo”.

Poi spazio per i ricordi del Triplete: Quell’anno abbiamo meritato davvero di vincere tutto, ci siamo confrontati con squadre fortissime come Chelsea e Barcellona e siamo arrivati in finale contro il Bayern Monaco. Mourinho ed Eto’o dicevano che queste partite andavano vinte, alla fine abbiamo vinto e siamo tornati a Milano e andati a San Siro pieno di gente, un’atmosfera bellissima.

Ci è dispiaciuto che Mourinho sia andato via, ma lo sapevamo già da prima. Ma in quel momento avevamo solo in mente di vincere per fare felici i nostri tifosi e il presidente Massimo Moratti, che ci è sempre stato vicino: è stato un bel regalo di tutti noi.

Chiusura con un pensiero ai festeggiamenti: Quando siamo tornati a Milano, vedere San Siro pieno alle sette del mattino fu un’emozione incredibile. Ci dispiaceva per il mister che non era tornato con noi, sapevamo sarebbe andato via, ma era fondamentale per noi, per la società e alla fine l’abbiamo portata a casa, siamo felicissimi”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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