Il futuro della carriera di Armando Izzo, difensore del Genoa, resta ancora in bilico, visto il rischio di sei mesi di squalifica per omessa denuncia in merito a due presunte combine quando giocava ancora nell’Avellino.

Come riferito da La Gazzetta dello Sport, il giocatore si è difeso davanti ai giudici, negando qualsiasi accord con l’ex capomafia della Vinella Grassi, Antonio Accursio, che successivamente all’arresto ha collaborato con la Dda del Napoli, rivelando un giro di scommesse dinoltre 400mila euro e partite combinare. Questo quanto affermato da Izzo: “Posso essermi accordato con un boss, mandante di omicidi, dandogli disponibilità a combinare match e poi eludere il patto senza subire conseguenze? Ho chiesto io al tecnico Rastelli di non giocare nelle gare contestate”.

L’avvocato del giocatore rossoblù, de Rensis, ha poi aggiunto:

“Conosco vita, morte e miracoli del calcioscommesse, perché ci sono stati diversi miracoli… Prima di stroncare una carriera e la vita di una persona e della sua famiglia, bisogna pensarci bene e soppesare le carte. Non c’è nessuna prova del coinvolgimento di Izzo. E in più è stato il ragazzo a chiedere di non giocare. Se la Procura lo avesse deferito per omessa denuncia, avremmo agito in modo diverso”.

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