Protagonista di una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Primocanale, il presidente del fondo che da luglio sta trattando l’acquisto del Genoa, ovvero l’Sri Group, Giulio Gallazzi ha parlato della trattativa portata avanti con Enrico Preziosi per l’acquisto dei Grifoni, rivelando alcuni particolari sui rapporti e sull’offerta che servirà per ottenere la proprietà del club.

L’imprenditore ha affermato che l’ultimatum dell’attuale patron dei Liguri, stabilito al 30 settembre, lo ha sorpreso e lo ha costretto a programmare la presentazione dell’offerta a stasera, attribuendo il motivo di questo gesto al nervosismo. Successivamente, lo stesso Gallazzi ha parlato delle cifre dell’affare, della storia della trattativa e delle garanzie che offrirà, chiudendo con dei commenti sulla passione messa nel suo impiegato.

Ecco le parole di Gallazzi:

ULTIMATUM

“Ho ascoltato alcuni pezzi delle dichiarazioni di ieri da parte di Preziosi. La cosa dell’ultimatum mi ha colto di sorpresa. Abbiamo un accordo tra le parti che ha termine il 30 settembre per la nostra offerta definitiva. La data dunque è sabato, questo ultimatum mi sembra una reazione nervosa ingiustificata. Rispettiamo il termine e già probabilmente oggi manderemo la nostra offerta.

DUE DILIGENCE

“Questo accordo ci dava la unica opportunità di ascoltare dei dati che ci venivano presentati dal management e di poter vedere, ma non ritirare la documentazione contrattatuale. Noi non abbiamo visto tutta la contabilità come dice il presidente. Abbiamo avuto una limitazione importante sui dati, nonostante questo voglio arrivare a questa offerta perché io vorrei arrivare in fondo e acquistare il Genoa.

L’OFFERTA

“Ho visto dei numeri allo stato brado da un mezzo di comunicazione all’altro. Nessuno di quei numeri centra quello che è il valore della nostra offerta che è in alcuni casi anche più alta di quanto scritto. E’ un’offerta importante”.

LA STORIA DELLA TRATTATIVA

“Le altre società di calcio hanno avuto trattative che sono durate mesi e mesi . Dal 2 luglio abbiamo avuto l’esclusiva per trattare, poi è stata sopsesa a fine luglio, da inizio settembre abbiamo ripreso. Non mi sembra si vada per le lunghe. Il Genoa merita l’attenzione che merita per valutare tutti gli aspetti. L’acquisizione non si deve fare a cuor leggero. Siamo nei tempi, a maggior ragione non si capisce il valore dell’ultimatum”.

DEBITI

“Non voglio entrare nello specifico. Il Genoa è una squadra che da anni non ha una licenza Uefa. Sappiamo tutti quello che è accaduto qualche anno fa con un titolo conquistato sul campo che non si è potuto esercitare. Se come ho sentito ieri l’attuale proprietà ritiene di ripianare i debiti siamo felicissimi, altrimenti se uno deve acquistare una società deve in parte accollarsi i debiti e accollarsi il saldo prestito. Il debito possono essere attuali ma anche prospettici”.

GARANZIE

“Le garanzie? Questa è la sciocchezza più grande letta . Qualsiasi tifoso sa che le garanzie le dà chi vende, chi prende un’auto le dà chi vende l’auto così come per una casa, se compriamo il Genoa lo facciamo con un atto notarile dopo aver accollato tutti i debiti e saldato il saldo prezzo. Chi vende deve garantire che i bilanci sono veri e non avranno nel futuro delle sopravvenienze passive, cioè dei debiti che non si sono presentati adesso e che potranno presentarsi domani. Noi non acquistiamo il Genoa a rate. Se invece adesso salta fuori che la garanzie le deve dare chi compra e non chi vende mi sembra di essere su scherzi a parte”.

PASSIONE E FIDUCIA

“Io sono una persona ottimista di natura e resto ottimista, faremo la nostra migliore offerta in giornata e mi auguro e spero che l’attuale proprietà consideri la vendita. Credo che il Genoa abbia una situazione attuale di classifica ingiusta perché la squadra merita di più. Sono innamorato di questa squadra e non demordo anche se la trattativa è diventata un po’ complessa. Non capisco come mai tutto si è trasformato in una contrapposizione. La trattativa è sinonimo di accordo tra le parti, questa situazione in cui uno parla da una parte e uno parla dall’altra come io oggi che rettifico mi lascia perplesso”.

 

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