Genoa, Criscito giura fedeltà: “Chiamatemi capitan presente”

Criscito

Intervistato dai microfoni de La Gazzetta Dello Sport, Domenico Criscito ha voluto analizzare il proprio legame con il Genoa: “Ricordo quel saluto finale. Fu commovente, oltre che inaspettato. Era la prova di quanto avessi dato e ricevuto durante la mia permanenza in Russia. Un’esperienza bellissima, che sarei pronto a rifare. Ci avevano accolto benissimo sin dall’inizio, facendo sentire il loro calore, a me e a tutta la mia famiglia“.

Ma lei è un uomo di parola. E quando nel 2011 salutò il Grifone promise al presidente Preziosi che sarebbe tornato. E così è stato. Vi siete incontrati a gennaio, è bastato un attimo per trovare l’accordo con… capitan Futuro.
Quello era il nomignolo che mi avevano dato quando ero solo un giovane di belle speranze, e davanti avevo giocatori affermati come Marco Rossi e Milanetto, che mi hanno aiutato facendomi crescere. Oggi dovreste chiamarmi capitan Presente, visto che sono tornato e chiuderò la mia carriera nel Genoa”.

Aveva molte offerte ben più remunerative di quella rossoblù quando ha detto addio allo Zenit, sia in Italia sia all’estero. Eppure…
“Eppure sono tornato. “Rieccomi, dov’eravamo rimasti?”: non ho avuto dubbi quando mi ha chiamato il presidente. L’esperienza di San Pietroburgo è stata splendida, ma ciò che provo per la maglia del Genoa è davvero qualcosa di speciale”

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.