Chissà quante volte nella sua Corigliano Calabro Gennaro Gattuso, per tutti Ringhio, ha guardato verso il mare, come fanno i marinai coltivando quel sogno di rincorrere il pallone come chi naviga rincorre le onde nella speranza che siano benevole. Questo sogno Gennaro non solo l’ha raggiunto ma l ha anche, se vogliamo superato, diventando un allenatore con tanto di patentino.

La stagione di Gattuso e del Napoli

Le prime esperienze in giacca e cravatta non sono semplici. Assomigliano a quel mare in tempesta poco simpatico per chi nasce marinaio. Tra le tante, quella alla guida della barca che l’ha visto protagonista anche da giocatore, fa più male di tutte, ma un vero marinaio lo sa che la calma è importante in questi frangenti e bisogna far tesoro di ciò che succede.

Ogni tempesta è diversa ma a furia di navigare tra le burrasche s’impara comunque ad arrivare in porto ed è questo quello che è successo a Gattuso quest’anno.

Premessa: al porto europeo mancano ancora 90 minuti ma tutto lascia presagire che la nave SSC Napoli possa arrivare tranquillamente in porto. Troppo poco consistente la tempesta rappresentata dal Verona che non ha più nulla da chiedere al campionato. Manca ancora un ultimo sforzo per portare a compimento un vero e proprio miracolo in una stagione tormentata.

La stagione del Napoli non è stata semplice. Il covid e gli infortuni hanno falcidiato la rosa di Gennaro Gattuso. Giocatori come, ad esempio, Oshimen hanno potuto dare un apporto molto minore rispetto all’attese perché falcidiati dagli infortuni. Koulibaly idem, Zielinski è stato costretto a saltare qualche partita a causa del covid-19. Altri componenti importanti della rosa non sempre ci sono stati, si pensi a Dries Mertens per citarne uno su tutti.

In questi frangenti gli uomini deboli sono destinati a mollare. Non Ringhio Gattuso da Corigliano Calabro, uno abituato a lottare anche quando dalla sua città guardava il mare. Ha compattato tutti all’interno di Castel Volturno. Ha creato un vero e proprio porto sicuro per la sua nave senza scalfirne le certezze neanche quando sono iniziate a circolare le voci del suo addio a causa del rapporto logoro con De Laurentiis. Un qualunque altro allenatore sarebbe potuto vacillare e abbandonare i propri stimoli. Non l’uomo del sud che con il recupero dei suoi marinai ha intrapreso una regata che l ha portato ad una sola mareggiata di distanza dal porto della Champions League.

Poi verrà il momento di lasciare ad altri il timone della nave Napoli e, probabilmente, prima di salpare con qualche altra nave, tornerà nella sua Corigliano Calabro e guardando il mare penserà a quest’ultima nuova avventura o a quando guardava il mare sognando di rincorrere un pallone che poi l ha portato ad essere timoniere di una squadra con cui sta scrivendo una bella rotta marina

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008