Fulham, il denaro non è tutto: retrocessione anticipata dopo le spese folli

Siamo ad agosto scorso quando la Premier League si preparava ad ospitare ben sei squadre londinesi vale a dire Arsenal, Chelsea, Tottenham, West Ham, Fulham e Crystal Palace. Se le prime tre erano quelle più quotate per occupare le posizioni più abbienti mentre l’ultima era tra le candidate a non retrocedere, i The Hammers e i The Cottagers erano considerate dai media due compagini da metà classifica, con i neo-promossi del Fulham addirittura indicati come possibile outsider per l’Europa.

Un peso importante per una squadra che per partecipare a questa edizione del massimo campionato inglese ha dovuto battere Derby County e Aston Villa ai play-off. Ma a giustificare questa previsione erano i 112 milioni spesi sul mercato contro i soli 4,5 incassati, un vero e proprio record per una squadra neo-promossa.

L’acquisto più costoso è stato quello di Seri, fresco di un triennio molto positivo a Nizza dove si era confermato tra i migliori tra i centrocampisti di quantità e qualità in mezzo al campo. Dopo i 30 milioni spesi per l’ivoriano, ne sono stati investiti altri 25 per Anguissa: il camerunese arrivava da una soddisfacente stagione al Marsiglia dove aveva accarezzato il sogno dell’Europa League salvo poi venir spazzato via dagli uomini di Simeone.

Da non dimenticare il riscatto per 20 milioni del proprio bomber Aleksandar Mitrovic, uno dei pochi a salvarsi in questa stagione a dir poco fallimentare. L’ex Partizan e Anderlecht è riuscito ad andare in doppia cifra in Premier.

Dopo aver puntellato la metà campo e confermato il proprio centravanti, la società ha voluto migliorare la difesa spendendo 17 milioni per il centrale Mawson proveniente dallo Swansea che appena due anni prima lo aveva strappato alla concorrenza per soli 300.000€. Il 24enne ha però dovuto arrendersi al problema al ginocchio di inizio stagione tanto da dover operarsi e abbandonare la nave anzitempo. Concludendo con gli acquisti, il Fulham si è assicurata le firme di Joey Bryan (terzino sinistro), Fabri (portiere di riserva), Le Marchand (difesnore centrale) e i prestiti dei vari Fosu-Mensah, Vietto, Chambers, Schurrle e Sergio Rico. Insomma, una signora squadra per essere appena salita in Campionato.

Il Presidente è Shahid Khan, imprenditore pakistano co-proprietario anche di una squadra di NFL, aveva addirittura provato ad acquistare Wembley “sfruttando” i debiti della FA. Il tutto naufragò nel nulla, un po’ come la sua squadra da lì a poco.

Le prime dodici giornate vedono il Fulham raccoglie la miseria di cinque punti, trend negativo che porta all’esonero di Jokanović. Al suo posto arriva Claudio Ranieri, che però dura meno di 3 mesi. La scelta di promuovere l’allenatore dell’Under-18, Scott Parker, sembra quasi un affidarsi al fato, nella speranza di trovare qualcosa di buono.

In effetti i nomi ci sono, d’altronde i soldi sono stati spesi e il pubblico del meraviglioso del Craven Cottage è sempre lì a sostenere i The Black and White army. Il gioco però si vede a tratti, le vittorie ancora meno e il risultato è presto fatto: retrocessione con cinque giornate d’anticipo, facendo compagnia all’Huddersfield Town.

Questa è la triste storia di un club probabilmente accecato dal denaro che ha dimenticato una delle regole non scritte di questo sport…il calcio si fa in campo e non dietro la scrivania. le anche per il magico mondo della Premier League, visto sempre con invidia per i milioni che circolano ma poco per i lati negativi.

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