Pasquale Marino, allenatore del Frosinone, è intervenuto al termine della sconfitta casalinga nella semifinale play off contro il Carpi.

Queste le sue parole ai microfoni di Sky Sport: “Difficile spiegare una stagione così. Il calcio è anche brutto per questi episodi?. Purtroppo sì, stasera è successo come molte partite durante l’anno. Quando dovevamo chiudere non lo abbiamo fatto. Anche stasera abbiamo confermato questa tendenza, quando la posta in palio era altissima. Complimenti al Carpi, ma noi abbiamo i nostri demeriti. Noi ci siamo giocati la terza opportunità per andare in serie A nella maniera più brutta. Per un goal in più il Verona è andato in A. A cinque dal termine è successo quello che è successo. Dopo una sconfitta del genere è sempre l’allenatore il primo responsabile. Troveremo una soluzione per risolvere il contratto, per rispetto del presidente e del nostro pubblico”. Quindi vuole lasciare? “Mi sembra il minimo, a me non mi interessa se ci sono contratti o meno. Mi sembra doveroso non rimanere. Ne ho parlato con il presidente, ci abbiamo creduto fino alla fine anche se il rinnovo era in automatico in caso di undicesimo posto. Poi abbiamo fatto un grande campionato, ma perdere una semifinale così brucia davvero”. Hai qualche rammarico personale per la partita di stasera? “Quando perdi in nove contro undici significa che siamo stati incapaci a chiudere. Questo è successo anche in campionato, abbiamo perso punti decisivi. Dal punto di vista caratteriale ci è mancato qualcosa. Nei momenti cruciali abbiamo sofferto. Certe partite non possono essere perse così. La mia decisione è questa

Il tecnico ha poi concluso dicendo:”Io ho rispetto per tutta la gente di Frosinone, il primo responsabile in questi casi è sempre l’ allenatore. Oggi non sono bastati 74 punti, dopo una partita del genere è giusto così. Di solito io non vado sotto la curva quando si vince, perché sono protagonisti i ragazzi. Oggi sono andato dopo essere stato richiamato e mi sembra rispettoso nei confronti di tutti risolvere il contratto“.

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