Nell’era della disinformazione e delle fake news è facile dare notizie che non rispecchiano la realtà.

Sono molteplici i recenti fatti che hanno separato i giornalisti seri da quelli che scrivono false esclusive per ottenere maggiore visibilità.

Dal caso Guardiola-Juventus, in cui vi fu una netta scissione fra una parte della stampa dall’altra, ai mille rumors riguardanti il futuro del Calcio Catania.

I mezzi moderni danno la possibilità di poter dire quello che si vuole senza aver alcun filtro.

É chiaro che gli scarsi risultati ottenuti dai rossoazzurri in questa stagione, hanno portato una fetta sostanziale della stampa a parlare delle vicende extracampo.

Noi siamo fra quelli ma proveremo, come sempre, a fare chiarezza.

Dal 3 gennaio, data in cui si palesò il comitato, se ne son dette di tutti i colori.

Dalle più paventate delle ipotesi alle più realistiche, fatto sta che una trattativa che secondo alcuni doveva chiudersi in 15 giorni non è mai partita.

Dopo la firma del patto di riservatezza il duo Pellegrino-Pagliara ha provato a reperire degli imprenditori che però, secondo nostre fonti, non sono state invogliate nella giusta maniera a investire del capitale.

Nelle ultime due settimane si è più volte detto che ci sarebbero state novità ma niente di tutto ciò è successo.

Fino a ieri CataniaToday ha palesato l’ipotesi di un ritorno di fiamma o di un avvicinamento fra le parti. https://www.cataniatoday.it/sport/cessione-catania-trattativa-aggiornamenti-18-febbraio-2020.html

Noi la nostra opinione sull’effettiva realizzazione di quest’opera l’abbiamo espressa tempo fa.

Solo il tempo potrà dire se avevamo ragione o meno.

Altro fatto di cronaca è stato il recente scandalo che ha coinvolto le aziende di Pulvirenti. Secondo le informazioni in nostro possesso, c’era stato un forte interessamento da parte di un grosso sponsor ma per ora, viste le indagini, rimane tutto bloccato.

Piccola nota: non è ancora chiaro se siano stati dei normali accertamenti oppure se ci sia qualcosa di grosso sotto.

La prima ipotesi potrebbe essere confermata dato che le società in mano all’imprenditore di Belpasso stanno vivendo un periodo di imponente ristrutturazione.

Con Finaria in liquidazione, Meridi affidata ai commissari e il sodalizio etneo in precario stato, ci sono delle valide motivazioni per gli inquirenti di fare i dovuti accertamenti.

La scoperta dell’emissione del bond di 30 milioni da parte di una banca situata in Lussemburgo è stata una delle tante cose errate dette ultimamente per la quale noi abbiamo fatto chiarezza per primi.

Parlando di fatti realistici e non di utopiche cessioni, avevamo già da tempo ipotizzato di un possibile interesse da parte di Claudio Lotito nell’aiutare il Catania.

Claudio Lotito, presidente Lazio

Oggi sulle pagine de La Sicilia è stata rilanciata questa notizia.

Infatti secondo i colleghi del quotidiano, il patron dei biancocelesti non vorrebbe solo aiutare l’amico Pulvirenti ma anche il Messina.

Non è che di punto in bianco Lotito che ha sempre avuto la fama di un presidente con il “braccino corto”, voglia fare beneficenza, probabilmente è solo un tentativo di sondare il terreno.

Anche perché il patron della Lazio oltre ad essere uno dei più influenti personaggi in federazione, è anche il presidente della Salernitana insieme a Mezzaroma. Infatti nel club campano approderà Beleck appena avrà finito di disputare questa stagione con gli etnei.

Contestato più volte sia a Salerno che a Roma, questo 2020 sembra però l’anno di Lotito che è in piena corsa scudetto con gli aquilotti e in zona playoff con i granata.

Un uomo parsimonioso, basti pensare che la Lazio quest’estate ha speso 150 milioni in meno rispetto all’Inter, oltre ad avere un monte ingaggi dimezzato rispetto a quello dei nerazzurri.

Infatti non essere troppo spendaccioni può essere anche sinonimo di intelligenza.

Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e… la serie A. L’approdo ufficiale di Lotito in rossoazzurro potrebbe essere fattibile solo nel caso in cui la Salernitana dovesse approdare nella massima serie.

Per regolamento non si può essere presidenti/proprietari di due squadre che militano nello stesso campionato, nel caso in cui i campani dovessero fare il salto di categoria, il loro presidente dovrebbe per forza di cose lasciare il timone.

In questi giorni è stata anche messa la parola fine sul caos ripescaggi dell’estate 2018 in cui Lotito (presidente federale) estromise il Catania per spartirsi con sole 19 squadre i compensi derivanti dai diritti tv.

Una vicenda controversa su cui non vogliamo tornare ma i tifosi ancora non hanno dimenticato.

Intanto il Catania ha superato lo scoglio degli stipendi che dovevano essere pagati entro il 16 febbraio e come da noi preannunciato non ci sono stati problemi.

Adesso però ci sarà da rimboccarsi le maniche per l’amministratore delegato Di Natale che dovrà trovare 1,5 milioni di euro entro il 16 marzo, data in cui dovranno essere versati gli stipendi relativi ai mesi di gennaio e febbraio.

Grazie a delle fideiussioni già depositate, non ci dovrebbero poi essere problematiche economiche nel finale di stagione.

Altra giornata clou da segnare in rosso è quella del 12 maggio che corrisponde alla fine dell’amministrazione controllata di Meridi.

Superata questa data, i commissari emetteranno i loro responso e giudicheranno quanto fatto nei 3 mesi di lavoro.

Se l’esito sarà positivo allora i supermercati Fortè potrebbero essere ceduti, nel caso contrario la società al centro dell’occhio del ciclone potrebbe fallire.

In questo caso le quote che detiene Meridi che equivalgono al 4,60% del pacchetto azionario del Calcio Catania S.p.A, potrebbero essere messe all’asta giudiziaria.

Altro caso spigoloso è quello appena appreso da calciomercato.com in cui il Catania dovrà pagare una salata multa di 100.000 euro per una firma falsa depositata nel contratto di Gino Peruzzi quando in società c’era Pablo Cosentino. https://m.calciomercato.com/news/firma-falsa-sulla-rinuncia-di-peruzzi-catania-condannato-a-pagar-64397

Il futuro è nebuloso e indecifrabile, il Catania società&squadra lotta per rimanere vivo.

La luce in fondo al tunnel ancora non si vede, servirebbe la stessa caparbietà che i giocatori mettono in campo per salvare questa gloriosa matricola.

Il Catania gioca due campionati: uno in campo e l’altro dietro la scrivania.

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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